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CI RISIAMO: CON LA SCUSA DEI DANNI AGLI ARGINI LA DEGANI RIAPRE GLI ABBATTIMENTI ALLE VOLPI
Piccoli e madri saranno dilaniati dai cani nelle loro tane. I TASSI SARANNO INVECE TRASFERITI ALTROVE anche nel periodi di allevamento dei piccoli!


Con la seduta del 21 aprile la giunta provinciale delibera l'immediata applicabilità del provvedimento di soppressione delle volpi e di spostamento, dopo trappolaggio, dei tassi che abbiano fatto tane sugli argini.
Nel testo della delibera si apprende che << l'ISPRA ha espresso parere favorevole al piano di controllo purchè tali interventi rivestano carattere straordinario  e vengano effettuati esclusivamente nel caso di accertati ed immediati rischi idraulici direttamente collegabili alla presenza di tane delle due specie
>>.
Ad accertare i rischi dovrebbero essere quindi solo il Genio Civile ed i Consorzi di Bonifica ( nel testo:<< esclusivamente su segnalazioni del Genio Civile e Consorzi di Bonifica territorialmente competenti che attestino ed accertino l'immediato rischio idraulico direttamente collegabile  alla presenza di tane di volpi o tassi>>).
Viene citato proprio il caso del Frassine come luogo in cui <<tane di volpe e/o tasso che hanno senz'altro indebolito la struttura arginale>>, lo stesso Frassine che ne il Mattino di Padova (del 20/11/2010 a pag.48) l'Assessore Regionale Maurizio Conte disse che possedeva ben 42 tane di volpe in 250 metri di argine, ovvero un dato da guinness dei primati per la sua palese impossibilità.
Quale figura di esperto aiuterà gli ingegneri idraulici a capire di che animale dovrebbe essere l'eventuale tana rinvenuta?
E Chi aiuterà la Polizia Provinciale nell'operazione? I coadiutori, ovvero i cacciatori!
La LIPU di Padova non ci sta
per diversi motivi: oltre per ragioni di natura etica e di assenza di necessità oggettiva per la maggior parte dei casi,  per le ragioni espresse più sotto in questa pagina ed anche per il fatto che non è garantito adeguatamente il carattere straordinario degli interventi, essendoci invece una possibilità concreta che tutte le volpi presenti in tane in prossimità o entro gli argini vengano abbattute senza una corretta valutazione del reale rischio idraulico derivante da queste tane.
Per quanto riguarda i tassi, che sono animali protetti, lo spostamento degli individui e dei piccoli nati tra febbraio e marzo rappresenta uno stress insostenibile per degli animali gregari  che vengono privati all'improvviso del rifugio che occupano per anni ed anni per essere spostati in un luogo sconosciuto e senza dimora.
Nel periodo di allerta da pericolo rabbia lo spostamento di esemplari non è certo una pratica saggia per evitare il possibile diffondersi della malattia.

ECCO LE DOMANDE CHE ATTENDONO RISPOSTA DA PARTE DEGLI ENTI COMPETENTI:

-saranno coadiutori e polizia provinciale perfettamente in grado di riconoscere le tane di volpe da quelle di tasso?
che non ci sia mai il rischio di mandare dei terrier da tana a dilaniare i tassi, animali protetti!
-saranno coadiutori e polizia provinciale in grado di recuperare i piccoli di tasso eventualmente presenti e di non separarli dalla madre?
non vorremmo che questi venissero liberati da soli o peggio morissero entro le tane perché non visti...
-gli animali riusciranno a superare lo stress da cattura? il loro stato di salute verrà monitorato da un Medico veterinario?
-chi valuterà se il sito di rilascio è idoneo? un tecnico faunista? nella delibera non si dice nulla in merito, quindi forse verranno liberati tutti entro il Parco Colli o vicino ad altri argini o tra strade ed autostrade...
-che cosa capiterà a questi animali che si trovano all'improvviso senza la loro tana, tana che probabilmente usano da molti anni? ovvero dove si rifugeranno mamma e piccoli, separati dal loro gruppo familiare, prima di avere una nuova tana?
-cosa potrà capitare nel nuovo ambiente?...

La TRASLAZIONE DI ANIMALI SELVATICI è una pratica dai risultati controversi come dimostrano alcune importanti ricerche scientifiche, vali alla pagina dedicata per l'approfondimento.





VOLPI CHE DEVASTANO GLI ARGINI?  NO, INCURIA E PRETESTO

Dovrebbe essere chiaro a tutti come l'evento alluvionale dell'inizio novembre 2010 è stato originato da un fenomeno orografico, ovvero da una piovosità molto intensa concentrata soprattutto nelle Prealpi vicentine (per l'effetto barriera rappresentato dalla catena montuosa), alla quale si aggiunge l'effetto dello scioglimento delle nevi cadute nell'area nei precedenti giorni freddi ed un intenso vento di scirocco che ha richiamato il fronte nuvoloso arricchendolo dell'umidità raccolta sul Mare Adriatico.
Andare poi a cercare capri espiatori per coprire il grave dissesto idrogeologico in cui versa il Veneto, dissesto che ha prodotto gli effetti conseguenti, ci pare voler dare briciole ai poveri e nascondersi dietro a foglie di fico per coprire le colpe.
Nell'alluvione di novembre gli argini hanno ceduto in buona parte in punti delicati, vuoi per la confluenza con corsi d'acqua (vedi Tesina), vuoi per strozzature del corso del fiume. Non dimentichiamoci poi che ci sono stati casi di sormonto arginale, ovvero di fuoriuscita dalla sommità dell'argine per carico d'acqua eccessivo.
Possiamo riconoscere che in certi contesti, le tane di nutrie, e solo occasionalmente quelle di volpi e tassi, possano rappresentare un problema alla stabilità di un tratto arginale, ma cercare di immaginare tane preesistenti laddove l'argine è franato e quindi irriconoscibile ci pare pretestuoso
, come pure pretestuoso è il riferire di puliture ed interventi certosini eseguiti per tappare tane che sembrano essere sfuggite ai controlli perché scavate ... in tempi da ruspa!
L'Assessore Regionale Maurizio Conte in un'intervista al Mattino di Padova (del 20/11/2010 a pag.48) riferisce che a Borgo Frassine in 250 metri di argine sono state trovate 42 tane di volpe e Antonio Salvan, presidente dell'AdigEuganeo aggiunge:<< e questo nonostante settimanalmente una nostra squadra sia al lavoro per tappare queste buche, così come fa mensilmente il Genio civile>>.
Traspare subito l'incongruenza dei fatti riferiti: ammesso infatti che possano convivere assieme in uno stretto spazio 42 coppie di volpi, animale notoriamente territoriale, resta da spiegare come sia possibile, nonostante una pulitura settimanale del consorzio e mensile del Genio civile, che ben 42 tane siano spuntate come funghi nel tempo record, stando a quanto riferito, di meno di una settimana!!!


http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/18/Alluvione_gli_argini_erosi_dalle_co_9_101118009.shtml


Già in  un articolo del Corriere della Sera del 18 novembre 2010, di cui sopra lasciamo il link, si riportava il fatto che fossero state le tane di volpi e di nutrie ad aver rovinato gli argini del Frassine.
Fa sorridere il fatto che Barbara Degani, Presidente della Provincia di Padova, affermi in detto articolo come il Genio Civile abbia trovato <<tracce riconducibili alle tane di questi animali selvatici
>>, indicazione che di per sè non dimostra minimamente la presenza di tane di volpi sugli argini, ma solo di nebuolose tracce, che potrebbero essere impronte, fatte, segni di pasto o chissà cos'altro.
Lascia invece basiti il fatto che la Degani definisca la volpe come animale legato a << luoghi boscosi e a una certa altitudine
>> e sceso nelle nostre campagne dai Colli Euganei e dai Colli Berici. Le volpi infatti sono una presenza abituale in pianura ed un predatore naturale di grande importanza, basti pensare alla loro azione di contenimento dei roditori e dei piccoli di nutria. Esse mangiano anche piccoli uccelli, insetti e frutta e solo in misura limitata fagiani e lepri, soprattutto se questi sono animali pronto-caccia ovvero con comportamenti da animali domestici e non da selvatici.
La volpe è già cacciabile in Provincia di Padova dal 19 settembre 2010 al 24 gennaio 2011
, nonostante l'ISPRA avesse consigliato di sospendere gli abbattimento delle volpi e di procedere invece con le vaccinazioni dei soggetti residenti a causa dell'emergenza rabbia in Veneto ed in virtù del fatto che, eliminando gli individui che difendono un loro territorio, si favorisce l'arrivo di esemplari senza proprio dimora da altre zone in cui, a differenza di Padova, esistono focolai di rabbia.
La caccia della volpe nella tana è una pratica cruenta
per il modo in cui le volpi vengono sfinite ed uccise da un gruppo di piccoli cani, di solito Terrier, che entrano nelle tane e azzannano la volpe e spesso i suoi piccoli rischiando la loro stessa vita. Tale pratica, a nostro avviso, non trova giustificazione in un Paese che si dica civile.   
Chiediamo
pertanto dati oggettivi sulla reale consistenza delle popolazioni di volpi e dati oggettivi sulla consistenza dei danni reali che le volpi farebbero agli argini.
I monitoraggi delle popolazioni di volpi devono essere condotti da esperti superpartes e non, come sempre avviene, dalle associazioni venatorie o da quelle che di ambientalista hanno solo il nome, ma che di fatto sono associazioni filovenatorie.
Chiediamo anche dati bibliografici ed esperienze sul campo di impatto delle volpi sugli argini in altri contesti italiani ed esteri perché senza un raffronto con altre situazioni sperimentali e verificate e senza una stima della popolazione ottimale per il nostro specifico contesto, tutto ciò che viene detto o fatto nei confronti delle volpi non ha legittimazione scientifica!

volpe che mangia giovane nutria
volpe bracconaggio

LA VERITA' SULLA VOLPE


Giusto per non sembrare gli ambientalisti fanatici che parlano senza nozione di causa vogliamo fare luce sulla situazione volpe citando  pareri autorevoli estratto da libri o pubblicazioni scientifiche.
Nell'illustre "FAUNA D'ITALIA vol.XXXVIII MAMMALIA III CARNIVORA-ARTYODACTYLA a cura di Luigi Boitani, Sandro Lovari, Augusto Vigna Taglianti Edizione Calderini 2003" a proposito della densità delle volpi si scrive: << Anche se in casi particolari sono state accertate densità massime fino a 5-8 volpi/km² (Lloyd, 1980; Ables, 1975), in Italia le densità medie più probabili sono state valutate nell'ordine di 1-2,5 volpi/km² nel tardo inverno, non escludendo valori anche più alti per aree ristrette
( Boitani & Vinditti, 1998)>>.
Il calendario venatorio del Veneto prevede che la volpe venga cacciata dal 19 settembre 2010 al 31 gennaio 2011, in quantità di 2 capi giornalieri con un massimo di 35 capi stagionali a cacciatore!
Questo prelievo, se applicato, rappresenta una quantità in grado di eliminare l'intera popolazione locale.
A questa possibilità si aggiungono i prelievi (sempre uccisioni) autorizzati dalle Province per il monitoraggio del fenomeno rabbia
( cfr. http://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/caccia/rabbia-silvestre
). Rimarrebbe poi da considerare l'uccisione illegale attuata ancora, per fortuna in modo occasionale, con bocconi avvelenati.

Lo stesso testo FAUNA D'ITALIA cita: << Anche se in cattività la volpe può raggiungere i 12 anni d'età, in natura di rado supera i 3-4 anni: nelle popolazioni europee, sottoposte in genere a una forte pressione venatoria e ad un significativo prelievo demografico, fino al 75-80% della popolazione può essere composto da giovani immaturi
>>.
Il che vuol dire che la gestione non consente il naturale svolgersi della selezione naturale che premia gli individui più forti, più sani e meglio adattati al loro ambiente, ma anzi aumenta il rimescolamento delle popolazioni e degli assetti territoriali.


Nella scheda di divulgazione "LA VOLPE"  di Veneto Agricoltura anno 2001 ( cfr. http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=913 ) è scritto: << (...) bisogna ricordare che i danni sulla selvaggina e sugli animali da cortile sono piuttosto limitati, in quanto è dimostrato da numerosi studi sull'alimentazione che essi costituiscono una parte molto limitata della dieta. A questo proposito si dovrebbe invece prendere in maggiore considerazione il broblema dei cani e dei gatti domestici che vengono lasciati liberi di spostarsi.>>
Aggiungiamo come molti agricoltori lamentino l'uccisione di animali da cortile durante la stagione venatoria dovuta a cani da caccia vaganti in vicinanza delle abitazioni ed all'interno delle proprietà private.
Sempre nella scheda di Veneto Agricoltura si riporta: << I dati ottenuti da recenti ricerche operate nel territorio regionale indicano una sovrastima del "problema volpe" (...) D'altra parte, ammesso che possa avere una qualche utilità, un controllo delle popolazioni attraverso abbattimenti autorizzati al di fuori della stagione venatoria richiede sforzi notevoli in termini di risorse economiche ed umane da parte delle amministrazioni pubbliche, e può anzi causare gravi disturbi al resto della fauna selvatica, soprattutto quando si pratichi la caccia in battuta o con l'ausilio di cani da tana.
>>.


volpe

PASSATA L'ALLUVIONE I PIANI DI ABBATTIMENTO PROSEGUONO PER SALVARE... LEPRI E FAGIANI PER LA CACCIA!
inverno 2010-2011

Si diffondono a macchia d'olio i piani di abbattimento delle volpi perché mangiano le lepri e fagiani dei cacciatori, le quali la Conferenza delle regioni include tra i principali colpevoli dei danni all'agricoltura assieme ai cinghiali, altro regalo all'agricoltura del mondo venatorio.
Sembra la nota canzone "alla fiera dell'es
t"  ma il cerchio qui non si chiude perché chi ci rimette in proprio è solo lei, la volpe.
Leggi gli approfondimenti alla pagina animali.



<< (...) Quindi l'animale che uccide un altro animale viene giudicato come un uomo che uccide un suo simile: se una volpe sbrana una lepre non la si giudica come un cacciatore che sparasse alla lepre per motivi analoghi, ma come si giudicherebbe un guardaboschi che usasse uccidere i contadini friggendoseli poi per cena >> Konrad Lorenz L'anello di Re Salomone

IL TASSO


A differenza della volpe il tasso non è una specie cacciabile.
Costruisce tane sotterranee di complessità variabile a seconda della zona climatica in cui vive e del tipo di substrato. Condivide la tana talvolta con volpi ed istrici o con 4-5 conspecifici, ma più solitamente in Italia non costituisce gruppi sociali.
Per le cavità predilige i luoghi poco disturbati, i boschi di latifoglie, non disdegnando la campagna aperta e gli habitat ripari a condizione che questi conservino vegetazione naturale, siepi e boschetti e sufficienti fonti alimentari. La semplificazione della campagna è associabile ad una minor presenza di questa specie in pianura.
La dieta del tasso varia con la latitudine e con le disponibilità della zona; esso può comportarsi da onnivoro, mangiando animali morti, piccole prede, lombrichi, frutta, insetti e cereali, oppure può essere più specialista limitandosi ad una categoria di cibo.
In FAUNA D'ITALIA MAMMALIA III Carnivora-Artyodactila di Luigi Boitani, Sandro Lovari, Augusto Vigna Taglianti Ed.Calderini si riporta:<<La densità media di tane calcolata per diverse zone golenali lombarde è pari a 0,18 tane/km²
, su di un'area di 442 km² (Prigioni et al.,2001)>>. Il dato quindi è relativo ad aree golenali, ovvero zone racchiuse entro gli argini fluviali, e non agli argini veri e propri.


tasso investito

L'opera ATLAS OF EUROPEAN MAMMALS (1999 Academy Press) riporta in generale per gli habitat ripari del Nord Italia una densità di 0,9 adulti/km² e 0,05-0.47 tane/km².
Il tasso è un animale territoriale che compie ampi spostamenti a scopo alimentare e di ricerca del partner, finendo spesso investito dalle auto durante gli attraversamenti notturni delle strade.
Come specificato nella Fauna Italiana: << Un aspetto di notevole importanza per la sopravvivenza dei tassi nel nostro paese è rappresentato dalla pratica, diffusa soprattutto in numerose regioni dell'Italia centrale, di snidare volpi e istrici dalle tane o facendo uso di gas tossici o con l'ausilio di piccoli cani
>>.
Le tane dei tassi possono in alcuni casi essere da intralcio ai macchinari per i lavori agricoli e diminuire la stabilità di alcuni tratti di canali irrigui; dato però l'esiguità della popolazione e la territorialità della specie si tratta di situazioni contestualizzate che potrebbero essere gestite, nei casi che davvero ne richiedono l'intervento, eventualmente con metodi incruenti di spostamento degli esemplari adulti senza prole.



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