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2011 ANNO EUROPEO DEL VOLONTARIATO
Il 2011 è l’Anno europeo del Volontariato che promuovono la cittadinanza attiva. Il Consiglio dell'Unione Europea con la Decisione del 27 novembre 2009 (GU UE L17 del 22 gennaio 2010) ha scelto di dedicare al questo tema il 2011 perché “il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee”.
CHE COS'E' IL VOLONTARIATO?
E' un'attività che:
· non viene svolta dietro pagamento, in altre parole non è retribuita
· viene svolta per propria libera iniziativa
· è effettuata a vantaggio di un terzo esterno al proprio ambiente familiare o di amicizie
· è aperta a tutti.
Il volontariato svolge un ruolo significativo nella creazione del capitale sociale.
LE PRINCIPALI RICHESTE DEL MONDO DEL VOLONTARIATO SONO:
·il riconoscimento del suo contributo all'impegno sociale gratuito delle persone di qualsiasi età e fascia sociale ed all'apprendimento permanente;
il coinvolgimento come partner e interlocutore delle istituzioni pubbliche nelle scelte politiche e sociali;
il sostegno alle proprie attività attraverso finanziamenti pubblici e il cofinanziamento di progetti;
il riconoscimento della sua funzione come promotore di democrazia partecipativa e partecipazione attiva dei cittadini;
la possibilità per tutti i cittadini di avere un facile accesso e adeguato supporto alle opportunità di volontariato, inteso come esperienza formativa e di sviluppo di legami sociali.
QUANTI VOLONTARI HA IN CAMPO LA LIPU?
La LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, è una ONLUS che è nata e trae linfa vitale dalle forze del volontariato.
Un censimento tramite questionari è stato avviato nel 2009 dal GOP, gruppo Organizzazione periferica, della LIPU per conoscere la realtà. Attraverso gli 81 questionari compilati i risultati sono:
ci sono 700 -
volontari "speciali" dell'associazione sono gli 81 delegati, i 10 coordinatori regionali, le 104 guardie venatorie volontarie, i 20 consiglieri che si impegnano quotidianamente nel territorio;
l'età di maggiore partecipazione è quella compresa tra i 20 ed i 40 anni, ben rappresentata è l'età tra i 40 ed i 60 anni, mentre poco rappresentata è la terza età;
il titolo di studi è mediamente alto con diplomati (oltre il 55%) e laureati;
le professioni più comuni sono dipendenti pubblici, operai, studenti ed impiegati, cui seguono quelle di liberi professionisti ed artigiani.
OMAGGIO A WANGARI MAATHAI
Se ne è andata domenica 25 settembre 2011, l'ecologista kenyana, Wangari Maathai, prima donna africana insignita del Premio Nobel per il suo impegno nella lotta per la preservazione dell'ambiente e la difesa dei diritti umani.
La prima donna africana a ottenere il dottorato dopo la laurea in Scienze Biologiche al St. Scholastica College ad Atchison in Kansas.
Wangari Maathai è stata nel Consiglio nazionale delle donne del Kenya e col suo" Movimento cinture verdi" ha aiutato le sue donne a piantare più di 20 milioni di alberi negli abitati. Si è occupata di ambiente, ma anche di diritti umani in contesti spesso molto difficili.
Roportiamo quanto ha scritto Danilo Selvaggi della LIPU di lei:
La donna-
Danilo Selvaggi
da www.ilrespiro.eu
Ho conosciuto Wangari Maathai un pomeriggio di giugno del 2005, a Roma, in una sala di Piazza Montecitorio dove la donna di Ihithe, Kenya, si accingeva a raccontare le sue storie. Aveva da pochi mesi ricevuto il Nobel (prima africana), per la causa a favore dell'ambiente, della pace e dello sviluppo sostenibile.
Parlammo qualche minuto. Bevemmo succo di frutta. Le chiesi quanto era difficile fare l'ambientalista in Africa e quanto fare la donna ambientalista. Mi rispose che tutto è più semplice se ti ricordi il fine, la missione, e lei cercava sempre di ricordarli. Parlava e rideva e si guardava intorno con grandi occhi neri, un po' sorpresi. Aveva un'espressione sorridente e forte, gioiosa ma non priva di toni condottieri, quasi guerreggianti.
Maathai ha lottato per le donne, perché potessero essere libere e istruite, cioè uscire dalla dimensione costretta del mero corpo e accedere a quella biografica della persona, che è appunto fatta di scienza, sentimenti e libertà.
Maathai ha anche lottato per gli alberi, per il Kenya e per l'Africa. Direi soprattutto per l'Africa, che potrebbe apparire un'astrazione, ma che è anche un fatto solido, reale, una sintesi in carne, ossa e foglie.
L'Africa. E' come se il continente che Maathai così fulgidamente rappresentava non sia ancora del tutto nato, o meglio, venuto al mondo. Dico questo non con accezione negativa ma nel senso della distinzione filosofica tra "mondo" e "terra". Dove il mondo è il regno brillante della tecnica (globale) e la terra il regno oscuro della natura (locale). Evidentemente, una distinzione discutibile e in gran parte fittizia ma che ha una sua funzione, una sua intelligibilità.
Cosa cerchiamo, noi cittadini del 21° secolo? Terra? Ci sono giornate in cui, nel grigio incubo contemporaneo, il desiderio del tempo silenzioso, dei tramonti infiniti e dell'ondeggiare degli alberi è irrefrenabile. Odiamo la tecnica e tutti i suoi prodotti. Odiamo l'astrazione del mondo. Per questo sarebbe opportuno aggiungere terra d'Africa, nel mondo occidentale.
Eppure, la terra non basta. Sentiamo che essa promette, oltre che se stessa, anche qualcos'altro. Sentiamo che ci chiede di guardare al mondo con fiducia. Di lavorare per un altro mondo. Di trascendere la superficiale dicotomia tra passato e futuro, sud e nord, tradizione e diritto universale, e persino tra donna e uomo.
La terra, la terra meravigliosa, non basta nemmeno all'Africa.
Wangari Maathai era una donna di mondo, oltre che di terra. Biologa, colta, consapevole, poliglotta, aperta alle aperture. Era una contraddizione vivente del concetto mitico e infine deleterio della terra-
La donna è una donna-
La donna è anche la missione tecnico-
Il cancro ha ucciso Wangari Maathai, domenica 25 settembre 2011, ma io penso che sarà una donna, un giorno non lontano, a uccidere il cancro.
UN OMAGGIO A DUE VOLONTARIE LIPU CHE CI HANNO LASCIATO
Noi non le conoscevamo direttamente ma la LIPU è una grande famiglia dove tutti condividono gli stessi valori e lo stesso impegno in difesa della natura ed anche quando non si ha modo di parlarsi di persona ci si legge nelle liste degli attivisti, ci si trova alle assemblee, ci si confronta e si collabora su progetti.
In questo clima di condivisione le dipartite sono sentite sempre intensamente da tutti, come appunto è normale che sia in una famiglia; il ricordo resta intenso e diventa parte del vissuto dell'associazione che cresce anche grazie alla memoria di chi le ha dato amore.
Paola Quartini era una guardia zoofila volontaria della Lipu di Genova uccisa assieme ad Elvio Fighera, altra guardia zoofila, il 12 maggio 2010 da un cacciatore durante un controllo presso la sua abitazione.
Maria Cristina Velardo era la giovane Delegata di Bergamo, sottratta da una malattia al marito ed agli affetti a soli 31 anni il 23 gennaio 2011.
GRAZIE RAGAZZE!
LA LIPU DI PADOVA RINGRAZIA I SUOI VOLONTARI
La nostra sezione vive da molti anni solo grazie all'impegno dei suoi volontari ed alla fiducia che su di essi ripongono i nostri soci.
Tante sono le attività in cui i volontari si sono prodigati in questi anni: dai censimenti avifaunistici alla sorveglianza del territorio, dalla cure degli animali in difficoltà alla pulizia e risistemazione degli spazi dedicati, all'autofinanziamento di molte delle spese di medicinali, cibo ed accessori, telefono, spostamenti in auto, dalle attività di informazione e condivisione a quelle di educazione ambientale continua, dalle campagne in difesa della natura, agli interventi e prese di posizione contro opere impattanti, forme di caccia non condivisibili, bracconaggio, cattiva gestione del territorio ed incuria.
A tutti i volontari la LIPU dice il suo GRAZIE!
Diventa volontario anche tu, aiutaci a crescere!