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NEWS caccia e bracconaggio - LIPU sezione di Padova

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NEWS caccia e bracconaggio

CACCIA

Alexander  Von Humboldt (1769 – 1859): <<Nello spazio in cui vive un cacciatore, possono vivere 10 pastori, 100 contadini e 1000 giardinieri. La crudeltà non può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera erudizione. Essa è una dei vizi caratteristici di un popolo rozzo e ignobile>>.

Konrad Lorenz
L'anello di re Salomone: <<In generale gli uomini tendono a giudicare gli animali carnivori ed erbivori secondo un criterio morale assolutamente sbagliato. Anche nelle fiabe, come per esempio in Reinecke Fuchs di Goethe, gli animali sono rappresentati come una comunità paragonabile alla società umana, quasi che "gli animali" appartenessero tutti ad una stessa specie, come è effettivamente il caso per gli "uomini". Quindi l'animale che uccide un altro animale viene giudicato come un uomo che uccide un suo simile: se una volpe sbrana una lepre non la si giudica come un cacciatore che sparasse alla lepre per motivi analoghi, ma come si giudicherebbe un guardaboschi che usasse uccidere i contadini friggendoseli poi per cena. E così il "cattivo" animale rapace è bollato come assassino: ma perché poi si parla di animali rapaci e non di animali cacciatori? Già in questa parola c'é un'intonazione antropomorfica e falsamente moralistica>>




Comunicato del 25 novembre 2011

Il Consiglio di Stato blocca i cacciatori in deroga.
Sospesa la delibera ammazza-fringuelli della giunta Zaia.

Zanoni: "ora Zaia e Stival devono pagare le sanzioni dell'U.E. e i gravi danni causati all'avifauna europea"


Oggi il Consiglio di Stato con DECRETO (Cf. in allegato) immediatamente esecutivo, n. 5180/11R.P.C. - n.09270/2011 REG.RIC., su ricorso della LAC (Lega abolizione Caccia del Veneto), ha sospeso la delibera della giunta regionale del Veneto , n.1506 del 20 settembre 2011, relativa alla caccia in deroga nei confronti di Fringuelli, Peppole, Pispole, Prispoloni, Storni e Frosoni.
Nel Decreto il Consiglio di Stato si legge che “…non è stato formulato il prescritto parere obbligatorio da parte dell’ISPRA” e “che sussistono le condizioni di estrema gravità e urgenza”.
Andrea Zanoni, Presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto ed Europarlamentare dell’IDV ha dichiarato: “ Questo Decreto del Consiglio di Stato finalmente ci riporta nella legalità salvando migliaia di piccoli uccelli canori protetti, in un solo colpo sono stati sconfessati tutti coloro che hanno promosso, sostenuto e cercato di legittimare la caccia in deroga: Zaia e Stival in primis, le associazioni venatorie e purtroppo anche i giudici del TAR del Veneto, ora restiamo in attesa del verdetto finale fissato in camera di consiglio in data 6 dicembre 2011.
Un ringraziamento particolare va all'avvocato Claudio Linzola che in brevissimo tempo ha elaborato un ricorso in appello con i fiocchi che ha fatto cadere una dopo l'altra le ridicole tesi della Regione Veneto a supporto di questa attività da ritenersi sempre più illecita anche in considerazione della lettera di messa in mora partita ieri dall’Unione Europea a causa della legge regionale del Veneto sulla caccia in deroga.
Se il 6 dicembre il verdetto sarà confermato chiederemo alla magistratura di vagliare i tesserini venatori dei cacciatori in deroga perché gli abbattimenti degli uccelli protetti non sono avvenuti con la copertura della legge e pertanto si tratterà di bracconaggio.
Bisognerà successivamente far pagare il gravissimo danno arrecato all'ambiente, con particolare riferimento agli uccelli abbattuti (appartenenti alle specie di avifauna protetta dall'Unione Europea con la Direttiva Uccelli CE 147/2009) al presidente della regione Luca Zaia, all'assessore Stival e a tutti i componenti della giunta regionale del Veneto.”



COMUNICATO STAMPA


CACCIA, VIDEO SHOCK SU YOUTUBE:
CLIMA DA GUERRA NEL BRESCIANO E STRAGE DI UCCELLI MIGRATORI.
LIPU: "PORRE FINE A QUESTA VERGOGNA NAZIONALE"


Decine di cacciatori che sparano a tutto quello che vola, una strage di uccelli migratori che sta suscitando vergogna e indignazione nel popolo di Internet. E' la LIPU-BirdLife Italia a diffondere oggi un video girato dai volontari del CABS (Commettee against bird slaughter Italia) e pubblicato su Youtube alla pagina http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=iVWMixVNf04. Una strage vergognosa, effettuata in alcune giornate di ottobre sul valico di Colle San Zeno, nel bresciano, luogo molto frequentato, proprio in quel periodo, dagli uccelli migratori. Nel filmato compare un vero e proprio fronte di fuoco che accoglie i migratori di passaggio sul valico, persone che come impazzite sparano a tutto quello che si muove, in spregio alle leggi che distinguono le specie cacciabili da quelle non cacciabili e fissano i limiti personali di capi abbattibili.

Nei giorni scorsi - dichiara la LIPU - abbiamo chiesto al neo ministro Clini di prendere sul serio i tanti problemi causati dalla caccia in Italia, sia sotto il profilo del bracconaggio sia per quanto riguarda quella tremenda "zona grigia" a metà tra caccia legale e bracconaggio, di cui il video girato dai volontari del Cabs nelle valli bresciane rappresenta un terribile esempio.

"Siamo di fronte - dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU - non solo ad una situazione clamorosa e plurima violazione del diritto ma anche ad un'offesa al senso comune, una vera e propria vergogna nazionale resa possibile e talvolta addirittura coperta da certe amministrazioni quantomeno tolleranti.
"Ma la misura è ormai colma - prosegue Mamone Capria - Abbiamo dunque trasmesso immediatamente il video ai vertici di BirdLife International e continueremo a farlo girare, contemporaneamente ad una forte azione perché non solo la società civile ma la politica, le amministrazioni centrali e locali, le forze di polizia e la magistratura intervengano con decisione. Basta illegalità - conclude il presidente LIPU - basta deroghe, basta caccia ai piccoli uccelli migratori"
24 novembre 2011

UFFICIO STAMPA LIPU BIRDLIFE ITALIA  

ATTENZIONE: Il video non è adatto a persone molto sensibili alle scene di crudeltà sugli animali


Commissione europea - Comunicato stampa

Ambiente: la Commissione invita l 'Italia a conformarsi alle sentenze della Corte in materia di protezione dell'ambiente naturale
Bruxelles, 24 novembre 2011 - La Commissione europea chiede all'Italia di conformarsi a tre sentenze della Corte relative ad una serie di inadempienze nel fornire un'adeguata protezione agli uccelli selvatici. Gli uccelli selvatici sono protetti in Europa a norma della direttiva sugli uccelli selvatici e in tre occasioni (nel 2008 e due volte nel 2010), la Corte di giustizia dell'UE ha ritenuto che la legislazione italiana non rispettasse pienamente gli standard UE in questa materia. Su raccomandazione del Commissario all'ambiente Janez Potonik, la Commissione sta inviando una lettera di costituzione in mora nella quale chiede all'Italia di correggere le lacune normative in questione.
Due delle suddette sentenze riguardano la caccia. Il 15 maggio 2008 la Corte si è pronunciata contro l'Italia in quanto la regione Liguria aveva adottato e applicato una normativa regionale che autorizzava la caccia agli storni e ai fringuelli. Analogamente, l'11 novembre 2010 la Corte si è pronunciata contro l'Italia, in quanto la regione Veneto aveva adottato una normativa regionale che autorizzava la caccia alla passera (Passer italiae), alla passera mattugia (Passer montanus), al marangone (Phalacrocorax carbo), al fringuello (Fringilla coelebs), alla peppola o fringuello montanaro (Fringilla montifringilla), allo storno (Sturnus vulgaris) e alla tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto), contrariamente a quanto prevede la direttiva sugli uccelli.

La regione Liguria successivamente ha modificato la propria legislazione e non ha più rilasciato deroghe per la caccia, ma nel settembre 2011 è stata adottata un 'ulteriore normativa regionale relativa alla stagione venatoria 2011-2012 che viola ancora una volta gli obblighi dell'Italia nell'ambito della direttiva sugli uccelli selvatici. Anche la regione Veneto ha modificato la propria normativa in conseguenza della suddetta sentenza, recependo correttamente la direttiva, ma ha continuato a rilasciare deroghe per la caccia in violazione dell'articolo 9 della direttiva.
La Commissione sta inviando quindi due lettere di costituzione in mora. Data l'urgenza della situazione (la stagione venatoria in Veneto e in Liguria finisce, rispettivamente, il 31 dicembre 2011 e il 31 gennaio 2012), tali lettere stabiliscono un termine di un mese per la risposta delle autorità italiane.
In un altro caso sollevato dalla Commissione in merito al recepimento e all'applicazione della direttiva uccelli a livello nazionale e in diverse altre regioni (tra cui la Lombardia, la Puglia, il Lazio e la Toscana), la Corte ha riscontrato una serie di lacune di carattere generale nel recepimento della suddetta direttiva. L'Italia ha poi corretto la propria legislazione, ma dalle informazioni a disposizione della Commissione si evince che diverse violazioni non sono ancora state corrette. In particolare, il dispositivo che consente al governo italiano di impedire che le regioni rilascino deroghe per la caccia in violazione della direttiva non è ancora operativo. Permangono dei problemi a livello locale, in quanto le regioni Lombardia e Puglia hanno continuato a rilasciare deroghe per la caccia in violazione della direttiva.
È stata inviata pertanto una lettera di costituzione in mora. L'Italia dispone di due mesi per reagire.
Contesto
La direttiva sugli uccelli selvatici istituisce un ampio regime di protezione per tutte le specie di uccelli selvatici presenti naturalmente nell'Unione. Essa è stata adottata nel 1979 in risposta alle crescenti preoccupazioni in merito al declino delle popolazioni di uccelli selvatici in Europa a causa dell'inquinamento, della perdita dell'habitat naturale e dello sfruttamento insostenibile della terra. La direttiva riconosce che gli uccelli selvatici, molti dei quali appartengono a specie migratorie, costituiscono un patrimonio condiviso e che quindi la loro effettiva conservazione comporta una cooperazione internazionale.
La direttiva attribuisce grande importanza alla protezione degli habitat per le specie in pericolo nonché per le specie migratorie, in particolare attraverso l'istituzione di una rete coerente di aree di protezione speciali comprendenti i territori più adatti a queste specie. Dal 1994 tutte queste aree fanno parte di Natura 2000 , la rete dell'UE di aree naturali protette.
La direttiva sugli uccelli selvatici vieta le attività che minacciano direttamente gli uccelli come la loro uccisione indiscriminata o la loro cattura, la distruzione dei nidi e l'asporto delle uova. La direttiva riconosce la legittimità dell'attività venatoria e prevede un sistema dettagliato per la sua gestione (limitato a talune specie elencate nell'allegato II della direttiva) per garantirne la sostenibilità. La caccia è vietata, ad esempio, nei periodi durante i quali gli uccelli sono più vulnerabili.


Comunicato stampa del 5 ottobre 2011

Il Presidente del Tar blocca la caccia in deroga in Veneto


Il Presidente del Tar Veneto blocca fino al 19 ottobre la delibera regionale sulla caccia in deroga approvata a settembre dalla Giunta Zaia.
Accolto il ricorso della LAC. Andrea Zanoni: "Preludio alla bocciatura della delibera Zaia. Finalmente viene fatta giustizia. Adesso paghino Zaia e Stival "

Il Presidente del Tar Veneto, con decreto n° 810/2011, ha sospeso la delibera regionale n° 1506 sulla caccia in deroga a specie protette accogliendo il ricorso della Lega per l'abolizione della caccia (LAC). La delibera approvata il 20 settembre scorso dalla Giunta Zaia viene quindi sospesa fino al 19 ottobre, quando il collegio del Tar si riunirà per prendere una decisione finale.

"La domanda cautelare proposta deve essere più approfonditamente esaminata […] tenuto anche conto che sulla questione dei limiti della caccia in deroga in Veneto si sta pronunciando la Corte Costituzionale", si legge nel decreto del TAR del Veneto. In questo modo il Presidente del TAR, Vincenzo Borea, accoglie pienamente l'istanza presentata dall'Avv. della LAC Claudio Linzola.

"Si tratta del preludio all'ennesima bocciatura legale della caccia in deroga in Veneto approvata in modo miope dalla Giunta Zaia che, solo per obbedire alla lobby ingorda ed estremista dei cacciatori, approva delibere palesemente contrarie alla legislazione europea", commenta Andrea Zanoni, Eurodeputato e Presidente Lac Veneto. "Ancora una volta per bloccare l'illegittimità della Giunta Zaia bisogna andare in Tribunale. Ancora una volta chi fa le leggi, rischia di diventare fuorilegge". Zanoni punta il dito anche contro l'Assessore Daniele Stival, "responsabile insieme a Zaia di questa delibera illegittima". "A pagare le multe che l'Ue rischia di infliggere all'Italia siano loro due", attacca Zanoni, "ovvero i responsabili della caccia in deroga in Veneto. Non è giusto che a pagare le loro colpe siano i cittadini".

Zanoni ha da poco presentato anche un'interrogazione alla Commissione europea per bloccare la caccia in deroga in Veneto e far rispettare le sentenze della Corte di Giustizia Ue. "La caccia in deroga non solamente provoca lo sterminio di migliaia di uccelli protetti, comprese alcune specie particolarmente protette, ma viola apertamente la normativa comunitaria". La Regione Veneto è stata già riconosciuta responsabile dell'infrazione ai danni dell'Italia dalla Corte di Giustizia l'11 novembre 2010 per la violazione della Direttiva 2009/147/CE.


Comunicato del 20 settembre 2011.

La giunta Zaia approva la delibera sulla caccia in deroga.


Zanoni: "Gravissimo affronto della Regione Veneto alla Corte di Giustizia europea."
Oggi la Giunta Zaia ha approvato la delibera sulla caccia in deroga in tutta la regione del Veneto consentendo la caccia illegale alle specie Prispolone, Pispola, Frosone, Peppola, Fringuello e Storno protette in tutta Europa
.
Andrea Zanoni, neo Europarlamentare e presidente della Lega per l´Abolizione Caccia del Veneto, ha così commentato l´approvazione della delibera: "Questo di oggi e' un gravissimo affronto della Regione Veneto alla Corte di Giustizia europea nonché l'ennesimo contro la Direttiva "Uccelli".
Zaia con questa delibera ha compiuto un atto doppiamente grave perché da un lato vengono calpestate le norme della Direttiva europea sulla tutela degli uccelli migratori che non consentono questo tipo di deroghe, dall'altro viene evidenziato il palese disprezzo nei confronti della Corte di Giustizia Europea che lo scorso 11 novembre ci ha condannati a causa della normativa del Veneto sulla caccia in deroga.

A pagare le sanzioni europee per le reiterate violazioni alle norme e sentenze comunitarie dovrebbero essere i diretti responsabili di questi atti illegali e non i contribuenti.

Trovo vergognoso che i nostri amministratori veneti, invece di pensare ai veri bisogni dei cittadini,  continuino accanitamente ad approvare norme riconosciute illegittime da tutti e  sotto dettatura della lobby venatoria più ingorda ed estremista.
Entro breve depositerò alla Commissione Europea un'interrogazione prioritaria per chiedere l'apertura di una procedura d'urgenza straordinaria per ottenere la sospensione della delibera della Regione Veneto."
Web: www.andreazanoni.it  email: andrea.zanoni@europarla.europa.eu


AMICI DELLA TERRA - ANIMALISTI  ITALIANI - ENPA -  FARE VERDE
LAC - LAV  LIPU - NO ALLA CACCIA -  VAS  - WWF

COMUNICATO STAMPA

CACCIA, INCREDIBILE EMENDAMENTO DI MODIFICA DELLA 157:
VIA LIBERA ALL'ABBATTIMENTO DEGLI ANIMALI SU TUTTO IL TERRITORIO, PARCHI INCLUSI

L'iniziativa del senatore Molinari (Terzo Polo) ma con una probabile accondiscendenza generale. Prevista anche la "densità zero", cioè l'eradicazione delle specie considerate alloctone.
Le associazioni ambientaliste: "Gravità inaudita. Molinari ritiri il testo "stermina-fauna" e i partiti ne prendano pubblicamente le distanze".

"Un incredibile emendamento del senatore Molinari apre sostanzialmente la caccia, sotto le mentite spoglie del 'controllo faunistico', per tutto l'anno e su tutto il territorio nazionale, inclusi i parchi e le altre aree protette".
Lo dichiarano in un comunicato congiunto le associazioni Amici della Terra, Animalisti Italiani, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Lipu, No alla Caccia, VAS e WWF a proposito del subemendamento 2.0.400/8 del Senatore Claudio Molinari nel contesto della miniriforma della legge 394/91 sui parchi in discussione in commissione Ambiente del Senato.

"L'emendamento - si legge nella nota - che ha fatto il giro del Senato prima di trovare, appunto nel senatore Molinari del Terzo Polo il messaggero giusto, prevede una clamorosa modifica dell'articolo 19, sul controllo faunistico, della legge 157/1992 sulla tutela della fauna e la disciplina della caccia. Il testo Molinari prevede, tra le altre cose, che l'abbattimento della maggior parte delle specie di fauna presenti sul territorio nazionale, cacciabili o meno, avvenga con il semplice parere obbligatorio (cioè, non vincolante) dell'ISPRA, senza limiti di tempo e di luogo. In sostanza, il controllo faunistico avverrebbe in tutte le zone vietate alla caccia, inclusi centri abitati, parchi, zone di prossimità alle abitazioni private, previo semplice piano da predisporre da parte delle regioni.

Non solo: ma per specie come le gazze, le cornacchie o i cinghiali, nonché per tutte le specie alloctone, è prevista la cosiddetta "densità zero",
cioè l'eradicazione totale da tutto il territorio nazionale o da zone specifiche, considerata la convenienza di avere comunque cinghiali da immettere e cacciare".

"Sparisce dunque dalla 157 la necessità di utilizzare prioritariamente i metodi ecologici per il controllo delle popolazioni faunistiche
e si apre un'incredibile, ulteriore stagione di deroghe regionali, rispetto alle quali sarà difficilissimo distinguere tra attività venatoria, deroghe classiche e nuove deroghe da controllo faunistico.
Ad aggravare la situazione, il fatto che una così clamorosa modifica della 157 avvenga nel contesto di un disegno di legge sulla revisione 'leggera' della legge sui parchi, cioè una materia completamente diversa da quella venatoria. Il che dimostra ancora una volta a quanti trucchi ed espedienti si ricorre pur di dare il via libera a norme clamorosamente filo venatorie"
"Una situazione davvero grave, che va fermata subito e per la quale ci attiveremo strenuamente. Chiediamo al senatore Molinari di ritirare senza esitazione un così cattivo emendamento, che peraltro sappiamo provenire da altre origini, e a tutti i partiti di maggioranza e opposizione di prendere pubblicamente le distanze da questo testo "sterminafauna", non degno di un Paese civile."

Roma, 13 settembre 2011



LA REGIONE VENETO ANCHE QUEST'ANNO FAVORISCE I CACCIATORI CON LE PREAPERTURE ED I POSTICIPI

Un periodo di preapertura è stato individuato nelle giornate 3, 4, 10, 11 e 17 settembre 2011, durante le quali sarà consentito il prelievo venatorio da appostamento di esemplari di fauna selvatica appartenenti alle specie merlo, tortora, ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia. Il carniere massimo per cacciatore per il merlo è di 5 capi, per la tortora di 10 capi. Il 3 e 4 settembre sarà consentito il prelievo anche del colombaccio (carniere massimo di 10 capi).
Un posticipo del prelievo venatorio da appostamento sarà invece consentito nelle giornate 1, 2, 4, 5, 6, 8 e 9 febbraio 2012 per le specie colombaccio (carniere massimo giornaliero di 10 capi), ghiandaia, gazza, cornacchia nera e grigia.

L'apertura generale è stata fissata, invece, il 18 settembre 2011 e si protrarrà sino al 30 gennaio 2012. In questo arco temporale saranno cacciabili, sia in forma vagante che da appostamento (con esclusione, per quest'ultima, delle specie beccaccia e beccaccino), le seguenti specie: combattente (dal 18.09 al 31.10); starna, fagiano, allodola e quaglia (dal 18.09 al 31.12); tortora e merlo ((dal 18.09 al 24.12); beccaccia, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello (dal 18.09 al 19.01); ghiandaia, gazza, cornacchia nera e grigia (dal 18.09 al 14.01); germano reale, folaga, gallinella d'acqua, alzavola, mestolone, moriglione, canapiglia, porciglione, fischione, codone marzaiola, moretta, becaccino, frullino, pavoncella, volpe (dal 18.09 al 30.01); colombaccio (dal 01.10 al 30.01); lepre comune e coniglio selvatico (dal 18.09 al 30.11). Inoltre, saranno cacciabili da 1 ottobre al 30 novembre, esclusivamente sulla base di piani di prelievo numerici formulati sulla base di censimenti specifici, la lepre bianca, la pernice bianca, il fagiano di monte, la coturnice; da 18 settembre al 31 dicembre, solamente nelle aziende agri-turistico-venatorie ed esclusivamente su soggetti provenienti da allevamento, sarà cacciabile la pernice rossa.

Per i dettagli si consulti il sito della Regione Veneto


MEMORANDUM PER I CITTADINI:

  • è vietato esercitare la caccia a 100 metri da fabbricati ed abitazioni o luoghi di lavoro,

  • é vietato esercitare la caccia a 50 metri di lato da strade e ferrovie;

  • è vietato sparare col fucile in direzione di case e strade a meno di 150 metri di distanza;

  • è vietata la caccia nei terreni in attualità di coltivazione sino alla data del raccolto;

  • è vietato l'uso dei richiami acustici.

Chi riscontra infrazioni documenti il più possibile l'accaduto ( anche con foto), contatti telefonicamente le polizie provinciali ( per Padova allo 049 8201940 - 348 1518703), le guardie venatorie  o il Corpo Forestale dello Stato





COMUNICATO STAMPA

CACCIA: PREPARTURA DA GIOVEDI 1° SETTEMBRE.
LIPU: "UN GRAVE ERRORE, SI SPARA AD ANIMALI  CHE HANNO APPENA FINITO DI NIDIFICARE"

Doppiette in molte regioni e inoltre in tutte le province di Emilia-Romagna
e Toscana. In Campania il TAR ferma la preapertura

La preapertura della caccia in programma dal primo settembre colpirà specie in un momento che hanno appena terminato la nidificazione mettendo così a rischio le popolazioni. A denunciarlo è la LIPU-BirdLife Italia alla vigilia delle preaperture previste in moltissime regioni italiane e in tutte le province della Toscana e dell'Emilia-Romagna. Si caccerà anche in Lombardia anche se nella sola provincia di Brescia.
A fermare invece l'anticipo della stagione venatoria della Campania ha provveduto ieri il TAR (Tribunale amministrativo regionale) poiché la regione non è dotata di piano faunistico.

Nel complesso, le doppiette colpiranno 12 specie di uccelli e 5 di mammiferi. "Sparare a inizio settembre - dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia - vuol dire colpire popolazioni di animali che hanno appena terminato di nidificare, perché gli uccelli migratori provenienti dal Nord Europa arriveranno solo a fine settembre. Un grave rischio, dunque, per la tutela di popolazioni che si trovano in un delicato momento del loro ciclo riproduttivo".

Tra le specie cacciabili, alcune si trovano inoltre in uno stato di conservazione sfavorevole come ad esempio la marzaiola, cacciata in preapertura in Friuli Venezia Giulia e in numerose province toscane. Una specie classificata come "Spec 3" (ossia specie non concentrata in Europa ma con status di conservazione sfavorevole) da BirdLife International.
"Si tratta di specie - conclude Mamone Capria - che dunque andavano escluse dalla lista delle cacciabili, nel rispetto delle normative europee e dei dati scientifici in nostro possesso. Chiediamo che vengano rafforzati i controlli di polizia venatoria da parte delle province, del Corpo forestale dello Stato e delle altre forze di Pubblica sicurezza, perché proprio durante le preaperture il rischio che vengano abbattute tantissime altre specie, anche particolarmente protette, è elevatissimo. Testimonianza diretta saranno le centinaia di animali feriti da arma da fuoco che giungeranno ai nostri Centri di Recupero. Sarà l'ennesima strage di animali autorizzata".


30 agosto 2011


COMUNICATO STAMPA

CACCIA: GIUNTA VENETA AUTORIZZA PROVINCE PER ATTIVAZIONE IMPIANTI DI CATTURA AI FINI DI RICHIAMO


(AVN) Venezia, 12 agosto 2011

Con una specifica delibera, approvata su proposta dell'assessore alla caccia Daniele Stival, la Giunta regionale ha autorizzato le Province del Veneto ad attivare gli impianti di cattura per il rifornimento di richiami vivi per la stagione di caccia 2011-2012. Per la cessione ai fini di richiamo, è attualmente consentita la cattura solo di esemplari appartenenti alle specie allodola, cesena, tordo sassello, tordo bottaccio, merlo, pavoncella e colombaccio. "Si tratta di un provvedimento - sottolinea Stival - rispettoso di tutte le normative europee e nazionali in materia, che mette le Province ed il mondo venatorio nelle condizioni di poter gestire al meglio questo aspetto dell'attività, dando ai cacciatori ciò che loro serve". Il totale degli impianti di cattura richiesti dalle Province è di 52. Le catture autorizzate dalla Giunta regionale sono state  fissate in 18.000. "Applichiamo così - sottolinea Stival - la deroga prevista dalla normativa europea al divieto di utilizzo di reti per la cattura di uccelli, perseguendo il mantenimento di una funzione prevista dalla legge nazionale del 1992 in un contesto di progressiva riduzione delle catture autorizzate, che sono passate dalle 23.000 del 2009-2010 alle 18.000 attuali. Così facendo - aggiunge Stival - rispettiamo le leggi e garantiamo al contempo l'attività dei cacciatori: il giusto equilibrio che va sempre ricercato in materie delicate come questa". Le richieste di attivazione di impianti di cattura inoltrate dalle Province e oggetto del provvedimento regionale sono: una da Belluno, 6 da Padova, 8 da Treviso, 4 da Venezia, 7 da Verona, 26 da Vicenza. Le 18.000 catture autorizzate dalla Giunta regionale riguardano le seguenti specie: allodola (2.333 capi); cesena (4886); merlo (1.088); tordo bottaccio (4.928) e tordo sassello (4.765).


Comunicato nr. 1520-2011 (CACCIA)

I numeri parlano da soli: una barbara e retrograda pratica che imprigiona uccelli selvatici condannadoli ad una vita di terrore entro minuscole gabbiette per uccidere altri uccelli liberi.

23 maggio 2011
COMUNICATO  STAMPA

CACCIA, LIPU A MINISTERO AGRICOLTURA: "CHIARISCA SE CI SONO MANOVRE PER MODIFICARE DATI SCIENTIFICI E PARERI SUI CALENDARI".

Timore di iniziative per limitare il divieto di caccia durante la migrazione degli uccelli e la non esclusione dai calendari venatori delle specie a rischio. La LIPU al ministro Romano: non parteciperemo ad alcun tavolo tecnico che nasconda obiettivi strumentali e informeremo la Commissione europea.

"Apprendiamo da un'interrogazione parlamentare dell'on. Cenni che il ministero delle Politiche agricole avrebbe avviato un lavoro, peraltro affidato a organizzazioni di cacciatori, per rivedere le indicazioni tecnico-scientifiche fornite dall'Ispra, in merito allo stato di conservazione degli uccelli e ai periodi di migrazione. Indicazioni che l'ISPRA ha già elaborato e fornito con dovizia di particolari. Se confermata, è un iniziativa grave e da stoppare immediatamente". Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia a proposito delle notizie diffuse su presunte iniziative del ministero delle Politiche agricole per modificare i dati scientifici relativi agli uccelli selvatici e dunque i periodi e le specie cacciabili.
"E' bene sapere che l'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che è l'autorità scientifica nazionale sulla materia, ha già elaborato e trasmesso a ministeri interessati e regioni, nel luglio del 2010, una dettagliatissima Guida con cui si illustrano lo stato di salute delle varie specie di uccelli e i periodi di migrazione delle stesse, incrociando questi dati con altri fattori di rilevanza primaria (disturbo provocato della caccia, rischio di confusione con altre specie eccetera). Si tratta di informazioni decisive per stabilire i calendari venatori e, in molti casi, la necessità di tutelare maggiormente gli uccelli restringendo la stagione venatoria o cancellando alcune specie dalle liste delle specie cacciabili".

"I dati necessari sono dunque già a disposizione di qualunque soggetto interessato e rappresentano (ai sensi dell'articolo 18 della legge 157/92, che prevede l'obbligatorietà del parere ISPRA) un riferimento essenziale per l'elaborazione dei calendari venatori. Peraltro, questi dati non provengono da alcuna iniziativa estemporanea ma sono il frutto di anni di ricerche, elaborazioni e studi sul campo di assoluto prestigio scientifico e condotte da ricercatori italiani di valore mondiale."

"E' bene inoltre ricordare che già nei primi anni 2000 l'Ispra ha fornito alla Commissione europea le informazioni necessarie sulla situazione degli uccelli in Italia (in particolare sulle fasi della migrazione) integrandole su richiesta comunitaria, sia nel 2003/04 che nel 2008, con dati che hanno confermato quanto già noto e anzi rafforzato la necessità di maggiori tutele per gli uccelli. Come se non bastasse, l'Ispra ha di recente realizzato una straordinaria opera scientifica, l'Atlante delle Migrazioni, che rappresenta la summa delle informazioni necessarie a capire le abitudini migratorie degli uccelli."

"Aggiungiamo che la stessa LIPU-BirdLife Italia nei mesi scorsi ha completato un imponente lavoro per la definizione dello Stato di conservazione degli uccelli selvatici, condotto per conto del ministero dell'Ambiente ai sensi degli impegni scientifici internazionali dell'Italia e certificato proprio dall'ISPRA."

"Perché allora, a fronte di tutti questi dati, il Ministero dell'Agricoltura incarica l'ISPRA di ritornare sull'argomento? Quale è il senso e quale l'obiettivo di questa iniziativa? Non vorremmo che il problema dipendesse da quanto emerge dai dati scientifici ufficiali diffusi dall'ISPRA, e cioè che i prossimi calendari regionali devono eliminare numerose specie e restringere la stagione venatoria agli uccelli tra il 1 ottobre e la metà del mese di gennaio."

"Per queste ragioni ci rivolgiamo al Ministro delle Politiche, Saverio Romano, e per conoscenza allo stesso Ispra, per chiedere di chiarire la situazione e stoppare ogni iniziativa indebita, e anzi sostenere la necessità che la Guida già elaborata dall'Isprasia pienamente applicata dalle regioni. Ci avete invitato ad un Tavolo tecnico ufficialmente per affrontare la situazione dei calendari venatori, salvo poi scoprire il rischio che dietro ci sarebbero manovre del tutto strumentali. La nostra disponibilità istituzionale è sempre massima ma sia chiaro che non parteciperemo ad alcun tavolo tecnico che voglia strumentalmente cambiare le carte in tavola".

La LIPU informerà della delicata situazione anche la Commissione europea, che peraltro ha già sotto tiro l'Italia per varie infrazioni sul tema della caccia e della carente tutela degli uccelli.


Ufficio Stampa LIPU-BirdLife Italia


Comunicato del 2 febbraio 2011

Il Governo italiano impugna alla Corte Costituzionale la delibera della giunta veneta sulla caccia in deroga

Il Governatore Zaia risponde con un decreto urgente per difenderla con un pool di avvocati.
Il primo atto formale del 2011 del Presidente del Veneto, Luca Zaia, non ha come oggetto la crisi economica, il buco della sanità veneta, gli alluvionati, i disoccupati, le imprese che rischiano di chiudere o i comuni al lastrico, bensì la costituzione di un pool di avvocati per difendere la delibera della giunta regionale del 5 ottobre del 2010 che consente la cosiddetta "caccia in deroga", ovvero la caccia agli uccellini protetti dallo Stato e dalla Comunità Europea.
Con un Decreto Urgente, il n.1 del 4 gennaio del 2011, il Governatore del Veneto ha infatti  incaricato gli avvocati Barel del foro di Treviso, Zanon dell'Avvocatura regionale e Manzi del Foro di Roma per difendere, a nome della Regione del Veneto, la delibera della Giunta regionale sulla caccia in deroga nel ricorso promosso dal Governo Italiano avanti la Corte Costituzionale.
Risale al 9 dicembre del 2010 il ricorso n.49082/2010, dell'Avvocatura Generale dello Stato, con il quale il Governo ha impugnato la delibera della Giunta Zaia che consente la caccia ai piccoli uccelli migratori delle specie Storno (Sturnus vulgaris), Fringuello (Fringilla coelebs), Peppola (Fringilla montifringilla), Frosone (Coccothraustes coccothraustes), Pispola (Anthus pratensis) e Prispolone (Anthus trivialis).

L'avvocatura dello Stato ha contestato alla Regione Veneto quanto da tempo vanno sostenendo le associazioni di tutela degli animali, ovvero: non ci sono i presupposti e le condizioni per applicare le deroghe tramite la caccia, non vengono previsti i cosiddetti "rigidi controlli", non vengono rispettate le "piccole quantità", i dati relativi alle popolazioni delle specie cacciate non consentono una determinazione oggettiva delle piccole quantità, viene ignorato il parere negativo dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), i calcoli della Regione Veneto delle piccole quantità sono stati fatti su dati vecchi relativi a precedenti stagioni venatorie, si consente l'uso di richiami vivi di specie protette.
Nel ricorso di dieci pagine si legge che la Regione Veneto "ha quindi ecceduto dalle proprie competenze e invaso l'ambito di esercizio da parte dello Stato della propria competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema", e ancora "La delibera impugnata è infine analoga a leggi regionali dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale con sentenza n,266/2010 per la violazione dell'articolo 117 della  Costituzione."
Il ricorso del Governo termina con la richiesta rivolta alla Corte Costituzionale affinché "voglia dichiarare che non spetta alla Regione Veneto - e per essa alla giunta regionale - stabilire, con propria delibera, un regime in deroga all'art.9 della direttiva 2009/147/CE, in mancanza di requisiti minimi sanciti, nell'esercizio della sua competenza esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, dal legislatore statale, contravvenendo alle disposizioni della normativa comunitaria (in particolare non tenendo conto del fatto che, come evidenziato in un parere ISPRA, reso sulla scorta dei rilievi degli uffici tecnici della Commissione Europea, i dati attualmente disponibili a livello europeo non consentivano, per le specie migratrici oggetto della delibera di giunta, una determinazione oggettiva e scientificamente solida della piccola quantità cacciabile).".
Come se non bastasse la Giunta Regionale del Veneto, con voti unanimi e palesi, in data 11 gennaio del 2011 ha approvato una ulteriore delibera, la n.3, che conferma i contenuti del succitato decreto del Governatore.

"Ora Zaia è rimasto il solo Governatore italiano a difendere a spada tratta la caccia ai piccoli uccellini migratori protetti - ha commentato Andrea Zanoni presidente della sezione LAC del Veneto, che ha aggiunto: "Tutti gli organi istituzionali, giuridici e tecnico scientifici hanno inoltre sancito che la caccia in deroga attuata dal Veneto è illegittima: l'ISPRA organo tecnico scientifico riconosciuto a livello mondiale tramite un parere fortemente negativo, la Commissione Europea con un procedimento di infrazione dedicato solo al Veneto, la Corte di Giustizia Europea con una sentenza di condanna dell'11 novembre del 2010, il Governo italiano con l'odierna richiesta di incostituzionalità rivolta alla Corte Costituzionale.
Grazie a Zaia e alla sua giunta  i cittadini del Veneto oltre a dover pagare di tasca loro le feste e i vizi dei cacciatori del Veneto, così come prevedono due recenti delibere che stanziano a tale scopo ben 284.000 euro, le sanzioni dovute alla sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea, ora dovranno pagare anche le parcelle del pool di avvocati chiamati a difendere la caccia in deroga da tutti ritenuta illegittima".
LAC Lega Abolizione Caccia - Sezione del Veneto - Via Cadore, 15/C int.1 - 31100 Treviso - Info: 347 9385856 email lacveneto@ecorete.it - web www.lacveneto.it


LA CACCIA IN DEROGA IN VENETO DEL 2005 E' COSTATA UNA MULTA DI 10 MILIONI DI EURO, COSA SUCCEDERA' ANCORA PER LE DEROGHE CONCESSE DOPO?


Il 17 novembre scorso una troupe della trasmissione Agorà, guidata dalla giornalista Cinzia Torriglia e dalle guardie zoofile dell'ENPA vicentina, ha filmato nella pedemontana del vicentino, tra i comuni di Castelvecchio, Altissimo e Valdagno, gli effetti della caccia in deroga e del mancato rispetto delle distanze dalle abitazioni.
Il servizio, che doveva andare in onda su RAI 3, non è comparso.
E' visibile però CLICCANDO QUI

LAC, ENPA, LIPU e LAV scrivono a Zaia per chiedere lo stop della caccia in deroga in Veneto dopo la condanna dell'Unione Europea (18 novembre2010)

Oggi le associazioni LAC, ENPA, LIPU e LAV del Veneto hanno scritto una lettera al Governatore del Veneto Luca Zaia chiedendo la revoca della delibera n.2371, del 5 ottobre  scorso, con la quale è stata consentita la caccia agli uccelli migratori protetti appartenenti alla specie Pispola, Fringuello, Frosone, Storno, Peppola e Prispolone.
La richiesta della revoca giunge in seguito alla sentenza di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, dell'11 novembre scorso, a causa della legge regionale del Veneto n.13 del 2005, la quale viola palesemente le direttive comunitarie sulla tutela degli uccelli selvatici.
La revoca della delibera del 5/10/2010 è un atto dovuto perché è stata approvata ai sensi della L.R.13/2005 ora dichiarata illegittima dalla Corte di Giustizia Europea.
Proprio nell'anno internazionale per la tutela della biodiversità la Regione Veneto è l'unica regione d'Europa dove si cacciano gli uccelli protetti in spregio delle direttive comunitarie e della sentenza della Corte di Giustizia Europea.
"Speriamo che Zaia non faccia orecchia da mercante - ha dichiarato Andrea Zanoni Presidente della Lega per l'Abolizione della Caccia del Veneto - e revochi al piu' presto la delibera sulla caccia in deroga grazie alla quale oggi il Veneto è l'unica regione d'Italia e d'Europa dove, in violazione delle direttive comunitarie e della Sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso 11 novembre, si uccidono deliberatamente specie di uccelli migratori protetti.

clicca qui
per il testo della lettera

Animalisti italiani, Enpa, Lav, Legambiente, LIPU, WWF Italia

COMUNICATO STAMPA

CACCIA IN DEROGA, LA CORTE EUROPEA CONDANNA IL VENETO

"Il prossimo passo, se le deroghe non hanno fine, sono le sanzioni economiche".
"Disastrosa la situazione della caccia italiana: Prestigiacomo, Galan e il Presidente Zaia non possono più esimersi dall'intervenire".

"Era una sentenza attesa ed oggi è arrivata, e come prevedibile è stata di dura condanna per gli abusi commessi dal Veneto in fatto di caccia".
Lo dichiarano in una prima nota a caldo le associazioni Animalisti italiani, Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia a proposito della condanna della Corte europea di giustizia inflitta alla regione Veneto in tema di caccia in deroga agli uccelli protetti.

"Si tratta di un nuovo pesante smacco per la cattiva caccia italiana e in particolare per la Regione Veneto, che in questi anni ha ripetutamente violato la direttiva, come dimostrato da procedure di infrazione e sentenze della Corte, e che continua a violarla, visto che anche quest'anno, per l'ennesimo consecutivo, la regione ha autorizzato l'abbattimento di uccelli protetti non cacciabili, ignorando il rischio della condanna."

"La sentenza della Corte europea, unitamente a quella dello scorso luglio contro la Repubblica italiana, apre ora una nuova fase nell'annosa vicenda della caccia in deroga, ponendo la regione Veneto e in generale l'Italia ad un passo dalle sanzioni economiche, che, in assenza di correzioni radicali, saranno la prossima decisione della Corte.

"A questo punto appare inevitiabile che Zaia fermi le deroghe attualmente in atto in Veneto e che i ministri Prestigiacomo e Galan e in generale il Governo italiano intervengano con rapidità e fermezza, per porre fine all'anarchia pura che governa gran parte della caccia italiana, tra deroghe, inapplicazioni, infrazioni e illegittimità costituzionali
".


11 novembre 2010

SOSPESA LA CACCIA NELLE ZONE ALLUVIONATE


Non solo le persone, anche gli animali stanno patendo degli effetti dell'alluvione e molti di loro sono già morti. Abbiamo chiesto la sospensione della caccia nelle zone alluvionate: leggi il testo
della nostra lettera a Zaia.
Ecco che cosa ha stabilito la Regione Veneto:
Provincia di Padova
: sospensione dell'esercizio venatorio alla fauna stanziale e alla fauna migratoria in forma vagante nell'Ambito territoriale di Caccia PD2 "Montagnanese-Estense" fino a sabato 13 novembre 2010 compreso;
Provincia di Treviso
: sospensione dell'attività venatoria alla fauna stanziale in forma vagante per le giornate di domenica 7 e lunedì 8 novembre 2010 nell'area ricompresa tra il perimetro della ZRC Provinciale denominata "Medio Piave" a sud, a seguire il confine stesso della ZRC in corrispondenza della S.P. 92 delle Grave di Papadopoli fino alla rotonda poi lungo Via Lungo Piave Superiore, successivamente lungo Via Prese proseguendo per Via S. Michele fino all'incrocio con Via Lovadina a proseguire verso nord per Via Lovadina fino all'incrocio con la S.P. 34 Sinistra Piave in direzione di Susegana fino all'incrocio con Via Bombardiera e lungo questa fino al confine della ZRC Provinciale "Medio Piave", e a seguire chiudendo sul perimetro della ZRC stessa (ATC4 e ATC9);
Provincia di Vicenza
: sospensione fino alla data del 12 novembre 2010 della caccia alla selvaggina stanziale nelle zone alluvionate, in particolare nei terreni entro gli argini esterni, comprese le zone golenali, dei fiumi Brenta, Bacchiglione, Retrone, Timonchio, Tesina, Guà, canale Bisatto e scolo Liona; è consentita comunque in tali zone la caccia alla selvaggina migratoria e consentendo ogni forma di caccia nella Zona faunistica delle Alpi.

Comunicato stampa del 4 novembre 2010.
ENPA, LAV Vicenza, LAC Vicenza, LIPU Vicenza, Movimento U.N.A., WWF Vicenza
LE GUARDIE VOLONTARIE DELLE ASSOCIAZIONI PROTEZIONISTICHE, DENUNCIANO UN MASSACRO INCONTROLLATO DI UCCELLI PROTETTI, PISPOLE, PRISPOLONI, FROSONI, STORNI, MA SOPRATTUTTO FRINGUELLI E PEPPOLE, ABBATTUTI A CENTINAIA DI MIGLIAIA IN POCHE SETTIMANE SOLO NELLA VALLATA DELL'AGNO.

Il coordinamento protezionista Vicentino segnala il disastro in atto, la famigerata caccia in deroga contro gli uccelli protetti, voluta dalla giunta Zaia, stà producendo disastri senza precedenti.
Il massacro ha come teatro l'alto Agno, la vallata e tutta la pedemontana, queste zone sono interessate dalla grande migrazione dei passeriformi, che dal nord Europa scendono verso il nord'Africa per svernare, un corridoio,  segnalato dall'INFS, nel 1982, nella "carta delle vocazioni faunistiche" una rotta migratoria, per  la quale l'Istituto chiedeva immediata protezione,
richiesta naturalmente non accettata dalle autorità provinciali.
Era il 24 ottobre scorso quando le guardie zoofile di ENPA e LAC, hanno effettuato dei controlli proprio lungo questa rotta, zona di Castelvecchio e Altissimo.
All'alba nella zona antistante il roccolo Miseria si erano radunati parecchi cacciatori quando ancora non c'era visibilità, hanno cominciato a sparare, gli agenti sono usciti allo scoperto.
C'è stato un fuggi-fuggi generale, nove cacciatori  sono stati fermati e sanzionati per distanze non rispettate da immobili e da attività in atto,  sono state sequestrate munizioni calibro 12 abbandonate dai fuggiaschi e un capanno.
Gli agenti nel loro rapporto di servizio, hanno segnalato il controllo a ventisei cacciatori, venticinque di questi avevano abbattuto uccelli protetti, fringuelli peppole e frosoni, mediamente
undici  a testa,  sconcertante quello che hanno riscontrato nei tesserini venatori, solo due di questi avevano segnato abbattimenti di uccelli protetti, nelle precedenti circa quindici giornate di caccia.
Uno dei controllati, è stato sanzionato perché non aveva segnalato nemmeno gli abbattimenti del dieci di ottobre, giorno in cui aveva subito un controllo dagli agenti ENPA in altra zona.
Nell'argomento è intervenuto il portavoce del CPV, Renzo Rizzi Dichiarando: in tutto il Vicentino, ma soprattutto in quelle zone, è in atto una autentica guerra contro "le specie protette" si spara a tutto, oramai sono saltati tutti gli equilibri.
In quelle zone il "bracconaggio" è endemico, ora però è  dilagante, i cacciatori arrivano sulle postazioni all'alba , a volte con un arsenale di munizioni  (un cacciatore controllato nella zona dei sette roccoli ne aveva oltre trecentocinquanta), per nascondere le prede, si inventano qualsiasi stratagemma, ma non è raro che utilizzino come "corrieri" gli stessi famigliari.
Inoltre, i cacciatori,  conoscono bene la situazione e cercano di sfruttarla al massimo, sanno che  non devono segnare i capi abbattuti altrimenti le deroghe si chiudono in fretta, tra l'altro, come dichiarato da alcuni di loro vi è un ordine silente in questo senso.
Fa tristemente sorridere, l'enfasi con cui l'assessore alla caccia Spigolon, "da i numeri" degli abbattimenti delle specie protette, quarantamila ovvero meno di tre fringuelli per cacciatore, in 15 giorni di caccia!
È una buffonata, un inutile spreco di lavoro e di carta, un vero insulto all'intelligenza delle persone oneste, che pensano che la fauna selvatica, patrimonio della comunità, sia tutelata come prevede la legge.
Gli abbattimenti stimati da agenti delle associazioni, della  provincia e della forestale sono purtroppo almeno quattrocentomila!


COMUNICATO STAMPA

SONDAGGIO CACCIA, LIPU: ITALIANI CONTRARI, COSA DICE LA POLITICA?

L'80% è per l'abolizione o una regolamentazione più rigida dell'attività venatoria.
L'82% per lo stop alla caccia agli uccelli migratori.
"C'è anche un serio problema di sicurezza dei cittadini che va affrontato"

"L'Italia non ama la caccia, chiede di abolirla o ridurla e domanda più sicurezza rispetto al rischio doppiette. Questioni che non possono più essere ignorate". Lo sottolinea la LIPU-BirdLife Italia a proposito del sondaggio sulla caccia realizzato dalla Ipsos per il  ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla.

"Il sondaggio Ipsos - sostiene la LIPU - conferma pienamente, e anzi rafforza, l'immagine di un Paese che non ama l'attività venatoria, che la considera un'inutile crudeltà e che vorrebbe fortemente limitarla o addirittura, in percentuali molto alte, abolirla del tutto.

"Tra i tanti dati rilevanti del sondaggio, è bene evidenziarne alcuni: il 73% degli italiani chiede di contenere la stagione di caccia al massimo tra i mesi di ottobre e dicembre; l'82% chiede il divieto di caccia agli uccelli migratori; il 78% desidera che sia aumentato il numero delle specie non cacciabili. Dati inequivocabili, in parte già emersi da autorevoli ricerche recenti ma che il sondaggio Ipsos-Ministero del Turismo mostra con ancora più vigore, anche perché acuiti dai paradossali tentativi, da parte dei cacciatori ultrà, di ampliare addirittura le maglie della caccia italiana.

"Finiti i tempi della caccia come mezzo di sostentamento o attività tradizionale da preservare  - prosegue la LIPU - oggi la caccia è considerata dalla maggioranza degli italiani come un'esperienza avulsa dalla realtà e lontana dalle sensibilità diffusa, che vede invece nella natura una dimensione da vivere, in pace e serenità, e negli animali selvatici degli esseri senzienti da conoscere e rispettare.

"Ma ci sono altri dati su cui riflettere, e riguardano il serio problema della sicurezza: il 74% degli italiani chiede che la caccia sia vietata di domenica e nei giorni festivi; l'80% teme le escursioni durante la stagione di caccia; l'85% chiede di aumentare le distanze di sparo da oasi e sentieri; l'87% chiede che la licenza di caccia sia concessa non prima dei 21 anni e non dopo i 70.

"C'è infine - sottolinea la LIPU -  il dato di quell'80% di italiani che chiede lo stop al libero ingresso dei cacciatori nei terreni privati, attualmente consentito dall'articolo 842 del Codice Civile. Si tratta di una norma piuttosto pesante, che se da un lato ha garantito la cosiddetta "caccia sociale" e della "gestione", dall'altro penalizza in modo serio coloro che vivono in campagna. Gravemente sottovalutata dagli stessi cacciatori, questa problematica rischia oggi di deflagrare, considerati i disturbi provocati dai fucili sempre più potenti, gli incidenti di caccia che si susseguono e l'inadeguatezza delle misure di sicurezza, tra cui ad esempio le distanze minime dalle abitazioni per l'esercizio della caccia.

"Sono questioni che non possono più essere ignorate e a cui la politica, nazionale e regionale, deve dare risposte coerenti - conclude la LIPU - anziché continuare a piegarsi alle pressioni delle piccole lobby venatorie, tra mancate tutele, caccia in deroga e infrazioni comunitarie."

2 novembre 2010

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA  

COMUNICATO STAMPA

CACCIA, LIPU: ANNULLARE DEROGHE VENETO PER RISPONDERE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA


Italia già condannata, e un'altra sentenza europea contro il Veneto è alle porte.
Reiterare le deroghe significa sanzioni sicure. "Situazione fuori controllo:
magistratura e governo intervengano".

"La condanna da parte della Corte di Giustizia subita dall'Italia per violazioni sulla caccia impone al nostro Paese, e alla regione Veneto in particolare, un immediato stop alla caccia in deroga per evitare la condanna definitiva e le conseguenti, sicurissime sanzioni economiche".

Lo afferma la LIPU alla vigilia della prima delle udienze del Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) sulla delibera della regione Veneto che autorizza, per l'ennesimo anno consecutivo, l'abbattimento in deroga di uccelli protetti non cacciabili.

"E' davvero sorprendente la superficialità con cui la Giunta del Veneto sta affrontando una questione che rischia di costare molto, al Veneto stesso e a tutta Italia, e che non può essere giustificata nemmeno dalle forti pressioni delle lobby armiere e venatorie.

"Va infatti ricordato che la condanna da parte della Corte di Strasburgo ha come punto centrale proprio la caccia in deroga, sia sotto il profilo del ricorso continuo di alcune regioni italiane a uno strumento che per sua natura andrebbe invece utilizzato in via eccezionale, sia per il mancato intervento dello Stato italiano sui provvedimenti regionali di deroga.

"Non solo: la stessa regione Veneto è oggetto di una causa comunitaria tutta sua, avente ancora a tema la caccia in deroga, che a breve giungerà a sentenza. Emanare una nuova delibera, autorizzando per il settimo anno consecutivo, con la sola eccezione del 2006, l'abbattimento di uccelli non cacciabili, significa dunque sfidare apertamente le regole, lo Stato e l'Unione europea e infischiarsene di quello che accadrà.

"Il TAR Veneto, che domani si pronuncerà sul primo dei ricorsi contro le deroghe concesse dalla Giunta Zaia, ha tutti gli elementi per giudicare l'illegittimità delle deroghe del Veneto e la loro difformità dalle norme comunitarie. Ma anche il Governo ha l'obbligo di intervenire senza più esitazioni e, in base all'articolo 19 bis della legge 157/92, annullare la delibera, ponendo fine ad una situazione imbarazzante e ormai clamorosamente fuori controllo".


26 ottobre 2010
UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA  

Per la stagione di caccia 2010/2011 Zaia ha reso possibile sparare in deroga allo storno, al fringuello, alla peppola, al frosone, alla pispola (fino al 30 dicembre prossimo) ed al pispolone (fino al 24 ottobre), nonostante queste siano specie che l'ISPRA non reputa dannose all'agricoltura e nonostante la recente condanna della Comunità Europea che graverà sulle tasche dei cittadini, per la maggioranza contrari alla caccia: è l'ennesimo affronto alla legalità ed al diritto.
Come sempre la pretesa (ed il riconoscimento attraverso le deroghe immotivate) di poter spingersi al dilà dei limiti concessi, oltre a decimare milioni di piccoli uccelli senza che i controlli siano sufficienti a garantire il rispetto dei quantitativi consentiti per le varie specie, sta ripresentando il terribile fenomeno del BRACCONAGGIO DI SPECIE PROTETTE IN TUTTA ITALIA.





COMUNICATO STAMPA

CACCIA IN DEROGA, LIPU:
Il MINISTRO PRESTIGIACOMO FERMI IL VENETO

"Siamo di fronte a un vero e proprio abuso, illegittimo dinanzi alla legge italiana e alle regole comunitarie".

"Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo intervenga oggi stesso e attivi il Consiglio dei ministri per annullare l'illegittima delibera della Regione Veneto".
Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia nel giorno in cui entra in vigore l'atto amministrativo del Presidente Zaia che permette a migliaia di cacciatori veneti di abbattere piccoli uccelli protetti non cacciabili.  

"Ignorando la condanna comunitaria appena subita dall'Italia e la causa proprio contro il Veneto in piedi presso la Corte di giustizia europea - sottolinea la LIPU - la giunta del Presidente Zaia ha dato il via libera all'abbattimento in deroga di decine di migliaia di uccelli protetti, applicando per l'ennesimo anno consecutivo uno strumento che dovrebbe essere usato in modo straordinario, e inoltre senza spiegare le adeguate motivazioni della deroga e senza prevedere alcun regime di stretto controllo, altre condizioni essenziali per l'attivazione delle deroghe".

"Di fronte a questo vero e proprio abuso, illegittimo dinanzi alla legge italiana e alle regole comunitarie - prosegue la LIPU - il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo attivi il Consiglio dei ministri per annullare la delibera del Veneto, come previsto dall'articolo 19 bis, comma 4 della legge 157 del 1992. E lo faccia subito - conclude - considerando che già oggi i cacciatori veneti hanno inferto danni irreparabili al patrimonio dello Stato costituito dalla fauna selvatica".

6 ottobre 2010

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA  


Vai al sito di Repubblica per leggere l'argomento deroghe in Veneto:
www.repubblica.it/cronaca/2010/10/06/news/caccia_libera-7770652/?ref=HRER2-1




CONTINUA LA MATTANZA A PADOVA: UNO SPARVIERE E TRE GHEPPI IMPALLINATI

(aggiornamento 12 ottobre 2010)
Il nostro Veterinario, il Dott. Ferdinando Zanin, a mezzanotte del 27 settembre, ha soccorso un gheppio
maschio che zampettava in mezzo la strada a Vigonza. All'analisi radiografica il gheppio é risultato avere un pallino piuttosto grosso conficcato nel petto; era stato questo a renderlo incapace di volare avendogli leso la muscolatura pettorale e perforato un sacco aereo. Non é stato possibile rimuovere al momento il pallino.
Sorte peggiore ha avuto uno sparviere femmina
, recuperato a Polverara, con frattura all'ulna sinistra e con resti di pallini nella zampa sinistra: essa é morta dopo uno stato di forte debilitazione.
Il 9 ottobre un altro gheppio
, juv, é stato portato all'ambulatorio del Dott.Zanin da un cittadino che lo ha trovato a Ponte San Nicolò:  ferito da vari pallini, ha una frattura al radio-ulna dell' ala sx.
L'11 ottobre un altro gheppio
giovane è stato recuperato dal nostro volontario Stefano Bottazzo a Monselice da un privato: non presenta fratture ma ha pallini conficcati ovunque compreso il cranio, difficile prevederne le sorti.

Chissà quanti altri ne saranno arrivati al Centro di recupero gestito dai cacciatori dell'ATC 1 a Villafranca Padovana ...
La Polizia Provinciale di Padova al momento non ci ha ancora portato animali impallinati, indice probabile della difficoltà di trovare animali feriti in mezzo alla campagna; ringraziamo pertanto i cittadini della loro vigilanza e del loro preziosissimo contributo al salvataggio di queste vittime innocenti.

Comunicato LAC
La regione insiste con la caccia in deroga.

Zanoni LAC: "Il Veneto è  rimasta l'unica regione d'Italia a voler legalizzare il bracconaggio nei confronti degli uccelli insettivori. Zaia si impegni pubblicamente a pagare di tasca propria le sanzioni europee.".

La Giunta regionale il 28 settembre ha approvato una delibera, non esecutiva,  che consente la cosiddetta "caccia in deroga" ai piccoli uccelli migratori come la Pispola ed il Fringuello.
Ora la delibera verrà vagliata dalla IV Commissione Consigliare regionale (agricoltura e caccia) in data lunedì 4 ottobre, mentre il successivo 5 ottobre la giunta regionale approverà, in via definitiva, la delibera che farà partire la caccia in data mercoledì 6 ottobre.
Torna utile ricordare che:
1) "la caccia in deroga" è stata dichiarata illegale da una recente sentenza del 15 luglio scorso, la n.C-573/08, della Corte di Giustizia Europea,
2) La Commissione Europea, in data 8 maggio 2009, ha deferito lo Stato Italiano alla Corte di Giustizia Europea (Causa C-164/09) per gravi violazioni della direttiva "Uccelli" da parte delle leggi della Regione Veneto, chiedendone espressamente la condanna;
3) l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), con apposita circolare (n. 25225/TA61) ha demolito punto per punto sotto un profili tecnico, scientifico e procedurale i contenuti della delibera sulla caccia in deroga del Veneto.
"Il Presidente Zaia vuole portare il Veneto fuori dall'Europa - ha dichiarato Andrea Zanoni Presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto - e lo vuole fare nel peggiore dei modi consentendo il bracconaggio nei confronti dei piccoli uccelli migratori, come il fringuello, protetti in tutta Europa.
Quella di Zaia è una decisione deleteria perché porta tutti i contribuenti ad accollarsi le pesanti sanzioni che la Comunità Europea ci farà pagare per la violazione della Direttiva sulla tutela degli uccelli.
Per accontentare una minoranza della minoranza, quella dei "cacciatori in deroga", Zaia mette a repentaglio la reputazione del Veneto in tutta Europa, essendo rimasta, dopo il dietrofront della Lombardia, l'unica regione a voler deliberare in materia.
Chiedo a Zaia di assumersi le proprie responsabilità dichiarando di accollarsi l'onere di pagare di tasca propria le sicure sanzioni della Comunità Europea, affinché a pagare non siano i soliti cittadini!"
La LAC ha già dato mandato ai propri legali di impugnare la delibera al TAR del Veneto.

COMUNICATO STAMPA

BRACCONAGGIO, LIPU: E' EMERGENZA. RAPACI UCCISI CON FUCILI DA CACCIA A MILANO, ROMA E FIRENZE


Le ultime vittime un gheppio e un falco di palude.
LIPU al ministro dell'Interno Maroni: gravità della situazione va al di là
della pur importantissima opera di tutela della fauna selvatica

Un gheppio ucciso a Milano, un falco pellegrino e un pecchiaolo abbattuti a Roma, una garzetta a Firenze. Uccisi da fucili da caccia. E' la LIPU-BirdLife Italia a denunciare una pesante situazione bracconaggio, da Nord a Sud della penisola, a meno di un mese dal via alle preaperture e a pochi giorni dall'inizio ufficiale della stagione venatoria.

Oggi il Centro recupero LIPU a Roma ha ricoverato un falco di palude ritrovato nei pressi di Roma, a Ponte Galeria, con due gravi fratture alle ali, mentre nei giorni scorsi un gheppio è stato rinvenuto da un privato nel Comune di Cerano (NO) e consegnato al Centro recupero LIPU La Fagiana in provincia di Milano. Nel corpo dell'animale sono stati rinvenuti numerosi pallini che non gli hanno dato scampo.

Nelle scorse settimane - sottolinea la LIPU - un altro gheppio a Roma, un lodolaio e due bianconi sono stati impallinati a Firenze. Questi ultimi sono stati feriti nel Comune di Rignano sull'Arno (FI) a pochissimo tempo di distanza l'uno dall'altro proprio nei giorni di preapertura fissati dalla Regione Toscana. Il primo esemplare di biancone, soccorso quasi subito, è attualmente in cura presso il Centro recupero LIPU del Mugello (FI), e dovrebbe essere recuperato. Il secondo biancone, ritrovato a cinque giorni dal ferimento, versava in gravi condizioni ed è stato operato con successo al centro Cruma della LIPU a Livorno: non si sa ancora però se è recuperabile o se dovrà stare in una gabbia per il resto della sua vita.

Due invece i falchi, uno splendido falco pellegrino e un falco pecchiaiolo, impallinati e deceduti dopo il ricovero al Centro recupero LIPU presso il Bioparco a Roma, sempre in periodo di preapertura. Cui si aggiunge il noto caso della cicogna nera uccisa il primo giorno di caccia alla Palude di Fucecchio, in Toscana.

"La situazione è gravemente peggiorata e anzi sta precipitando - denuncia Fulvio Mamone Capria, vicepresidente LIPU-BirdLife Italia - La grave carenza di controlli sul territorio sta portando a una situazione incontrollabile, con specie superprotette esposte ad atti di violenza e bracconaggio. Serve un'attenzione straordinaria al problema da parte di governo, amministrazioni e forze dell'ordine per arginare e porre fine a quella che è diventata in questi anni una vergogna nazionale".
"Stiamo valutando se e come rivolgerci ai ministri interessati - conclude Mamone Capria - a partire dal Ministro degli Interni Roberto Maroni, perché la gravità della situazione va persino al di là della pur importantissima opera di tutela della fauna selvatica".

28 settembre 2010

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA  


MANIFESTAZIONE ANTICACCIA DEL 18/09/2010 A VENEZIA

CACCIA IN VENETO, BLOCCATA LA LEGGE SULLE DEROGHE.  LIPU: " LA REGIONE PRENDA ATTO CHE LA BATTAGLIA E ' PERSA"

"La legge sarebbe stata illegittima e contro il diritto comunitario".
LIPU alla Regione Lombardia: "Si adegui"
 
"Il blocco della legge sulle deroghe della Regione Veneto è un'ottima notizia, per la natura e per il diritto". Lo afferma la LIPU-BirdLife Italia a proposito di quanto accaduto ieri sera in Consiglio regionale del Veneto.
 
"Grazie a un ottimo lavoro dell'opposizione e delle associazioni - afferma Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti Istituzionali LIPU-BirdLife Italia - la proposta di cacciare in deroga piccoli uccelli protetti e non cacciabili è stata forse definitivamente affossata. Il contrario sarebbe stato un atto di grave e doppia irresponsabilità istituzionale, considerato che la Corte Costituzionale ha già sentenziato che le deroghe di caccia non possono essere concesse mediante legge (il che impedirebbe allo Stato di intervenire laddove riscontrasse irregolarità) e considerato inoltre che il Veneto è una delle regioni sotto accusa da parte della Commissione europea proprio per via della caccia in deroga, utilizzata come trucco per autorizzare un regime costante di caccia ordinaria.
 
"L'eventuale approvazione di una nuova legge - prosegue Selvaggi -  avrebbe certamente aggravato la posizione del Veneto e verosimilmente spinto la Corte di Giustizia europea, come avvenuto lo scorso anno per la Lombardia, ad intervenire con un'ordinanza urgente per sospendere la legge. Situazioni davvero imbarazzanti, che espongono il nostro Paese a pessime figure internazionali, il tutto per accontentare una sempre più esigua minoranza di cacciatori legata a tradizioni desuete e oggi intollerabili.
 
"Ora la regione Veneto abbia il buon senso di non salvarsi in corner, con deroghe autorizzate mediante delibera - dichiara Fulvio Mamone Capria , vicepresidente LIPU-BirdLife Italia - e prenda atto che la partita della caccia ai piccoli uccelli protetti, contro cui la LIPU ha raccolto 200mila firme in pochi mesi, consegnate allora al ministro Zaia, è persa.
"Ma faccia altrettanto la stessa regione Lombardia - prosegue il vicepresidente LIPU- che sta discutendo di deroghe proprio in questi giorni e sulla quale grava il giudizio della Corte di Giustizia europea per la legge sullo deroghe dello scorso anno e che inoltre è stata di recente condannata a livello comunitario per la stessa ragione. Colga la lezione del Veneto - conclude Mamone Capria - ed eviti, la regione del Presidente Formigoni, di reiterare un atto grave per la natura e per il diritto e si ponga finalmente, in tema di tutela della natura, sul binario giusto".
 
 
10 settembre 2010

Comunicato dell'1 settembre 2010


Manifestazione contro l'ennesimo tentativo del Consiglio Regionale di  approvare la legge salva-bracconieri e ricorso al TAR contro il calendario venatorio.


Oggi 1 settembre, in tutto il Veneto riparte la caccia con la cosiddetta "preapertura" che consentirà di sparare, in deroga alla data di apertura fissata per il prossimo 19 settembre, a Merlo, Tortora, Ghiandaia, Gazza, Cornacchia e Cornacchia grigia.
Si tratta dell'ennesimo regalo della giunta Zaia, ai 45.000 cacciatori veneti, di ben sette giornate in più di caccia nel solo mese di settembre.
La stagione venatoria, salvo ulteriori "regalie", cesserà il 31 gennaio del 2011.
Il calendario venatorio del Veneto, approvato con delibera 1730 del 29 giugno scorso, consente di cacciare, come sottolineato anche dall'ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale -  numerose specie di uccelli in fase di migrazione prenuziale (come accade per il Germano reale, la Folaga, la Cesena ed i Tordi), altre addirittura in periodo di riproduzione (come accade per il Colombaccio e la Starna), altre che attualmente si trovano in uno stato di conservazione sfavorevole e che pertanto dovrebbero essere protette(per esempio il Moriglione, la Pernice rossa, la Coturnice, la Pavoncella ed il Combattente).
Tuccio ciò risulta a nostro avviso in palese contrasto con l'articolo 42 della Legge Comunitaria approvata dal Parlamento lo scorso 12 maggio 2010, legge di recepimento della "Direttiva Uccelli", per questo motivo la LAC con LAV, ENPA, WWF, LIPU e LEGAMBIENTE a breve impugnerà il calendario venatorio al TAR del Veneto.
Purtroppo i regali ai cacciatori non finiscono qui, il Consiglio Regionale del Veneto giovedì 9 e venerdì 10 farà un nuovo tentativo per approvare la legge sulla caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori insettivori protetti dalle leggi nazionali e comunitarie (Pispola, Fringuello, ecc.).
Questa legge sarebbe meglio definirla la "legge salva-bracconieri" perché di fatto consentirebbe quello che in tutte le altre regioni viene definito bracconaggio, ovvero l'abbattimento di specie protette, un reato punito penalmente dalle sanzioni previste dalla legge quadro sulla caccia (art. 30 della L.157/92).
Per contrastare questo ennesimo tentativo di approvare il "Lodo Zaia", lo potremmo chiamare così perché di fatto da l'immunità ai "cacciatori in deroga" dal reato di bracconaggio, LAC, LAV, ENPA, LIPU e molte altre associazioni hanno organizzato una manifestazione di protesta per venerdì 10 settembre davanti palazzo Ferro Fini (ritrovo in stazione dei Treni a Venezia alle ore 9.00, ritrovo alle 9.30 davanti il Consiglio Regionale a Palazzo Ferro Fini, info Renzo 348 9952822 o Massimo 320 4077439).
Contro il Far West delle doppiette in Italia ed in Veneto sabato 18 settembre LAV, LAC, OIPA, ENPA, Animalisti Italiani, No alla Caccia e L.I.D.A hanno organizzato, sempre a Venezia, anche una manifestazione nazionale contro la caccia.

Caccia in deroga: i consiglieri regionali della maggioranza ci riprovano.

Convocato per il prossimo 9 e 10 settembre, il consiglio regionale in seduta straordinaria con un unico punto all'ordine del giorno: la legge regionale sulla caccia in deroga.

Incuranti delle direttive europee, delle leggi italiane, dei pronunciamenti della Corte Costituzionale, protetti dall'ombrello dell'immunità, i consiglieri regionali del Veneto facenti parte della maggioranza, proveranno a sfondare la linea Maginot istituita a difesa della legalità da parte dei partiti di opposizione. Una linea di difesa costruita con migliaia di emendamenti. Ora non si tratta più solamente di una contrapposizione tra pro ed anti-caccia, ma di una posizione che vuole il rispetto delle norme e delle leggi poste a tutela della fauna.
I cacciatori hanno organizzato una manifestazione a Venezia per il giorno 9 settembre allo scopo di far sentire la loro arrogante pressione ed indurre il Consiglio Regionale a cedere alle loro richieste, legalizzando, di fatto, il bracconaggio.
Anche noi abbiamo organizzato un presidio in difesa della legalità che si terrà a Venezia il giorno 10.
I massimi esponenti del mondo venatorio, non perdono occasione per richiamare ipotetiche qualità morali e civili dei cacciatori, questo è il momento per dimostrare con i fatti e non solamente con sterili parole al vento, che anche i cacciatori sono rispettosi della legalità, ci aspettiamo quindi che manifestino con noi, al nostro fianco, chiedendo che il Consiglio Regionale del Veneto non approvi la legge sulla caccia in deroga.
Noi tutti ci incontriamo il giorno 10 settembre alle ore 10:00 di fronte a palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio Regionale.
I cittadini veneti sono rispettosi della legalità, non vogliono essere rappresentati nelle istituzioni regionali da persone che si ostinano ad approvare una legge in barba ad ogni principio di diritto.

Massimo Vitturi
LAV - Settore Caccia e Fauna Selvatica


Comunicato del 6 agosto 2010

Veneto: affossata la legge ammazza fringuelli. Esultano le associazioni di tutela degli animali.



Nell'anno dedicato alla biodiversità non poteva esserci miglior notizia di quella dell'affossamento del progetto di legge che avrebbe consentito ai cacciatori veneti di sparare ad uccelli protetti utili all'agricoltura quali Fringuello, Peppola, Pispola, Prispolone, Storno e Frosone.
Ieri sera il Consiglio Regionale del Veneto ha chiuso con un nulla di fatto la quarta giornata dedicata al progetto di legge sul caccia in deroga, fortemente voluto dal Governatore Zaia e dai gruppi di Lega, Pdl ed Udc e altrettanto fortemente osteggiata da Italia dei Valori, Federazione della Sinistra e PD che avevano presentato rispettivamente 1500, 1000 e 5 emendamenti.
La legge pertanto è stata affossata perché a settembre, alla ripresa dei lavori del Consiglio, non ci saranno più i tempi tecnici per approvarla in tempo utile per l'inizio della stagione di caccia.
Lo scorso 20 luglio LAC, LAV, ENPA, Legambiente, LIPU e WWF sulla questione avevano notificato ai consiglieri regionali una diffida al voto sostenendo fortemente l'illegittimità dell'atto, diffida che in qualche modo ha raggiunto l'obiettivo.
Ora la giunta Zaia probabilmente tenterà di approvare una delibera per  consentire, in spregio alle norme nazionali e comunitarie, la caccia ai piccoli uccelli migratori protetti; se ciò accadrà arriveranno subito i nostri ricorsi al TAR del Veneto che, dopo la condanna dell'Italia per la caccia in deroga della Corte di Giustizia europea del 15 luglio scorso, molto probabilmente ne decreterà l'annullamento.
"Quella di ieri è una giornata storica - hanno dichiarato Andrea Zanoni e Massimo Vitturi responsabili locali di LAC e LAV - dopo anni di nuove leggine sulle deroghe approvate prima delle vacanze, ieri abbiamo assistito al funerale del progetto di legge targato Zaia. E' una vittoria dovuta soprattutto alla manovra emendativa dei consiglieri di Italia dei Valori e Federazione della sinistra che fino all'ultimo si sono battuti per affossare la legge. E' una sconfitta della lobby venatoria inspiegabilmente e vergognosamente sovrarappresentata nei banchi del Consiglio Regionale del Veneto. Quel che conta è che sono salvi milioni di piccoli uccelli migratori protetti in tutta Europa".


COMUNICATO STAMPA
CACCIA E TUTELA UCCELLI, DURA CONDANNA DELL'ITALIA PER TROPPA CACCIA E SCARSA TUTELA. VIOLATA IN PIU' PARTI LA DIRETTIVA COMUNITARIA
La Corte di Giustizia europea si è pronunciata sulla ponderosa procedura di infrazione 2131 del 2006 per mancata tutela degli uccelli selvatici.
"Condanna attesa e inevitabile ma molto pesante. Ora l'Italia e molte delle sue regioni cambino passo o saranno sanzioni".


"Ora è ufficiale: la direttiva Uccelli è stata violata in più punti, per scarsa tutela degli uccelli e troppa o cattiva caccia".
Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia in merito alla sentenza di ieri, della Corte di Giustizia Europea, contro l'Italia sulla procedura di infrazione n. 2131 del 2006.

"Una sentenza attesa e per molti versi prevedibile, che leggeremo e approfondiremo con la massima attenzione, data l'importanza - spiega Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti istituzionali LIPU - Tuttavia, già da una prima lettura, emerge la nettezza della pronuncia della Corte e la fondatezza delle obiezioni che abbiamo sollevato in questi anni di contenzioso.


"La Commissione contestava all'Italia il mancato recepimento o la cattiva applicazione di molti passaggi importanti della direttiva Uccelli - prosegue Selvaggi - Tra questi, la tutela degli habitat naturali esterni alla Rete Natura 2000 o l'impegno dello Stato a mantenere le specie in buono stato di conservazione. Ampia è poi la sezione specifica relativa alla caccia, rispetto a cui l'Europa ci contestava il mancato divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli e un uso illecito, anzi un vero e proprio abuso, della caccia in deroga.


"Ebbene, la Corte ha accolto interamente le contestazioni, condannando la Repubblica italiana per la violazione degli articoli 2-7, 9-11. 13 e 18 della direttiva. Un enfasi particolare la Corte ha posto sul tema delle deroghe, specificando come l'Italia ne abbia fatto continuo abuso secondo un regime del tutto scorretto.


"Non solo: sul tema delle deroghe la Corte si è contestualmente pronunciata anche sulla legge sulla caccia in deroga della Lombardia dello scorso anno - aggiunge Selvaggi - per la quale si era addirittura ricorso ad un ordinanza europea di sospensione. Inevitabile anche qui la condanna, a testimonianza dell'uso del tutto improprio e strumentale di uno strumento, quello delle deroghe, che dovrebbe essere eccezionale e mirato e che invece in Italia è stato utilizzato come "trucco" per cacciare ordinariamente specie non cacciabili."

"Con la legge Comunitaria da poco approvata, l'Italia ha mosso alcuni passi avanti, anche importanti, per affrontare la nuova procedura di infrazione che si apre adesso. Tuttavia non basta, Si tratterà di capire se gli strumenti previsti (ad esempio, il divieto di caccia agli uccelli in riproduzione e migrazione) saranno applicati realmente, se gli habitat naturali esterni alla Rete Natura saranno protetti in modo concreto e, soprattutto - conclude Selvaggi - se finalmente la triste vicenda italiana delle deroghe di caccia sarà conclusa, con buona pace di quelle regioni che magari anche quest'anno pensavano di riprovarci".

16 luglio 2010

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA

CACCIA IN DEROGA,
LIPU: IL VENETO
SFIDA L'EUROPA E LA CORTE COSTITUZIONALE

Provocazione a poche settimane dalla sentenza sulla procedura di infrazione comunitaria che probabilmente condannerà il nostro Paese.
"Continua la tradizione assurda della caccia ai piccoli uccelli non cacciabili".

"E' una sfida all'Europa ed anzi una vera e propria provocazione". Lo afferma la LIPU BirdLife Italia alla notizia che alcuni consiglieri della regione Veneto hanno presentato una proposta di legge per consentire la caccia in deroga a piccoli uccelli non cacciabili.


"In tema di deroghe, l'Italia, e alcune sue regioni in particolare, si sono finora comportate molto male, al punto da spingere la Commissione Europea all'apertura di numerose procedure di infrazione, vicine a sentenza, e addirittura a provocare un'ordinanza straordinaria con cui la Corte di Giustizia europea, lo scorso anno, sospendeva la legge sulle deroghe della regione Lombardia".

La regione Veneto è, proprio con la Lombardia, la regione più scorretta in tema di caccia in deroga e nemmeno il rischio ormai molto concreto di condanna comunitaria sembra fermarne la demagogia filovenatoria.

"Non va inoltre dimenticato - prosegue la LIPU - che la Corte Costituzionale ha già più volte dichiarato l'illegittimità della caccia in deroga prevista con legge, rendendosi infatti impossibile, in quel caso, l'eventuale intervento dello Stato previsto dall'articolo 19bis, quarto comma, della legge nazionale sulla tutela della fauna.

"Ora c'è da capire come Giunta e Consiglio della Regione Veneto vorranno affrontare la provocatoria proposta di legge ma anche capire cosa farà la Lombardia - prosegue la LIPU - che di solito affianca il Veneto in questa sfida a chi infrange più leggi e abbatte il maggior numero di uccelli protetti, pur a fronte dello stupore dell'Europa dinanzi all'assurda tradizione, ormai quasi solo italiana, di abbattere fringuelli e altri piccoli uccelli non cacciabili".


27 maggio 2010

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA

Rapporto 'Rapaci migratori': 400 falchi abbattuti sullo Stretto di Messina negli ultimi 2 mesi

25 maggio 2010
Ventottomila rapaci osservati, appartenenti a 24 specie, cui si aggiungono 107 esemplari tra Cicogna bianca e nera e diverse specie rare. Ma c'e' chi la natura, anziche' ammirarla, la prende ancora a fucilate: sono 400 i falchi abbattuti sul versante calabrese dello stretto di Messina.
E' il bilancio del progetto 'Rapaci migratori' e del XXVI campo antibracconaggio sul versante calabrese dello Stretto di Messina della Lipu-BirdLife Italia, che si sono tenuti nei mesi di aprile e maggio.
Il progetto 'Rapaci Migratori' ha coinvolto per un mese 12 osservatori in cinque localita' del canale di Sicilia (Pantelleria, Stretto di Messina, Marettimo, Ustica e Panarea) ha lo scopo di capire con precisione qual e' il percorso di migrazione seguito dai rapaci nel Mediterraneo centrale e quali i fattori meteo che possono influire sul fenomeno.
Su oltre 28mila rapaci osservati, ben il 92% (pari a oltre 26mila esemplari) e' rappresentato dal Falco pecchiaiolo, seguito dal Falco di palude con 992 esemplari e dal Nibbio bruno con 471.
Il picco della migrazione si e' verificato il 30 aprile con il passaggio sullo stretto di Messina di ben 5.541 esemplari di Falco pecchiaiolo.
Il progetto Rapaci Migratori della Lipu, sostenuto dal contributo della Lipu uk, la sezione inglese dell'associazione, ha anche lo scopo di prevenire il bracconaggio sul versante calabrese dello Stretto di Messina, soprattutto contro il Falco pecchiaiolo: le informazioni sulla rotta degli uccelli e la consistenza della migrazione, spesso influenzati dalla direzione e dall'intensita' dei venti, servono al coordinatore del campo dall'altra parte dello stretto messinese per ottimizzare, per quanto possibile, gli spostamenti e la vigilanza sul territorio reggino.
Purtroppo pero', attraversato lo stretto di Messina, i falchi hanno trovato ad attenderli i bracconieri: secondo la stima della Lipu, sono 400 i falchi abbattuti.
"Le ragioni di questa recrudescenza sono due- spiega Fulvio Mamone Capria, vicepresidente Lipu-BirdLife Italia- la prima e' che il servizio del Noa, Nucleo operativo antibracconaggio del Corpo forestale dello stato, e' troppo breve e lascia scoperte fasi importanti della migrazione".
La seconda e' che "il servizio di controllo e' troppo rigido- aggiunge- i bracconieri conoscono perfettamente gli orari di servizio e di conseguenza sparano prima che inizino i turni"
Durante il campo gli uomini del Noa, Nucleo operativo antibracconaggio del Corpo forestale dello stato hanno individuato tre armi clandestine (con matricola abrasa) nascoste con centinaia di cartucce in botole interrate e pronte per essere usate contro i rapaci.
"Ringraziamo il Corpo forestale dello stato - dice Fulvio Mamone Capria, vicepresidente Lipu-BirdLife Italia- senza il quale non sarebbe stato possibile ridurre negli anni il fenomeno del bracconaggio sullo stretto di Messina".
Ma per il 2011 "serve una nuova strategia: orari piu' flessibili, pattuglie in abiti civili, una permanenza sullo stretto per un periodo di almeno 40 giorni, cosi' da garantire una maggiore tutela ai rapaci".
Nel complesso, il progetto Rapaci migratori ha osservato alcune specie rare: otto Grifoni (specie ridotta a 40 coppie in Italia), due esemplari di Aquila anatraia minore, specie svernante in Africa orientale a Sud del Sahara e nidificante nell'Est Europa, osservabile ogni anno in soli cinque esemplari.
Inoltre un'Aquila imperiale, "presente in soli 1-3 esemplari nel nostro Paese, nidificante nell'Est europeo e svernante in Africa orientale, Turchia, Grecia, subcontinente indiano fino alla Cina". Infine una Poiana codabiancae 28 esemplari di Cicogna nera.

bracconaggio raccontato dalla LIPU a National Geographic Italia
bracconaggio tordo bottaccio
clicca sull'immagine per il collegamento



COMUNICATO STAMPA 12 maggio 2010
(seguono schede)

CACCIA, LIPU: ORA STOPPARE LA STAGIONE A FINE DICEMBRE
E SALVAGUARDARE LE SPECIE IN DECLINO

Lo prevedono i risvolti della modifica della legge 157/1992 approvata al Senato nell'ambito della legge Comunitaria. "Resta grave la possibilità di deroga per i primi dieci giorni di febbraio, ma è impensabile il placet dell'ISPRA" ...

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Comunicato stampa

Respinto il blitz di caccia selvaggia !

Confermato il divieto di caccia durante la riproduzione e migrazione degli uccelli.
Italia più vicina a risolvere i contenziosi europei.


"Ha prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria."

Lo dichiarano le associazioni Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, WWF Italia dopo il voto dell'articolo 43 della legge Comunitaria approvato dall'Aula della Camera dei Deputati.

L'articolo recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d'infrazione 2006/2131 e consente all'Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea.

Dal punto di vista sostanziale, l'articolo introduce importanti novità sotto il profilo della tutela della natura e degli animali selvatici, come una maggiore protezione degli habitat naturali e il divieto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli.

Resta il rammarico per l'indebita concessione alle doppiette rappresentata dalla possibilità di deroga regionale al calendario venatorio, seppure contenuta alla sola prima decade di febbraio e sottoposta al parere dell'ISPRA.

Con il voto odierno, la Camera dei Deputati ha tuttavia ribadito il suo chiaro no a "caccia selvaggia" e messo la parola fine ai tentativi di stravolgimento della legge sulla tutela della fauna.

"Ringraziamo tutti i Deputati di maggioranza e di opposizione che, con un impegno straordinario, si sono fatti interpreti, in questi giorni, delle nostre istanze e di quelle della natura."




Roma, 21 aprile 2010
Ufficio stampa Legambiente
Ufficio Stampa LIPU-BirdLife Italia
Ufficio stampa WWF Italia


COMUNICATO STAMPA

ENPA - LEGAMBIENTE - LAV - LIPU - WWF


CACCIA: NUOVO SONDAGGIO IPSOS: ITALIANI CONTRARI, A DESTRA E SINISTRA. "PER IL 79% E' DA VIETARE O RIDURRE FORTEMENTE".
Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia chiedono a Camera e Senato la soppressione dell'articolo 43 della legge Comunitaria e lo stop alle norme anti-fauna.

"Alle regionali gli italiani non votano chi è contro la natura"

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