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NATURA > BIODIVERSITA'

Che cos’è la BIODIVERSITA’?

E’ la variabilità degli organismi viventi, dei loro ecosistemi e dei complessi ecologici di cui sono parte.
E’ quindi diversità:

  • tra specie viventi

  • entro la stessa specie (popolazioni, sottospecie, varietà)

  • tra ecosistemi diversi intesi come specifici ambienti naturali ( stagno, bosco, laguna ecc.) entro i quali vivono precise comunità di viventi (biocenosi) legate tra di loro in una condizione che tende all’equilibrio se le specie chiave in esse presenti si conservano.

Perché la biodiversità è importante?
Diverse possono essere le risposte a questa domanda.
Dal punto di vista dell’interesse dell’uomo la perdita di diversità biologica e di habitat ha conseguenze:

  • ecologiche perché degrada gli ambienti naturali ed antropici in cui egli vive

  • economiche perché impoverisce le risorse disponibili comprese quelle che potrebbero avere un ruolo fondamentale nei momenti di crisi

  • sociali perché vengono minacciati l’esperienza e gli usi tradizionali, il senso estetico, il vivere armonico, l’aspetto etico ed il sentimento religioso.

La biodiversità garantisce all’uomo cibo, combustibili, medicinali, ci assicura l’ossigeno per vivere ed una stabilità climatica e mantiene fertili, e quindi produttivi, i suoli.
Dal punto di vista ecologico abbiamo tutti ben presente per esempio come la distruzione estesa di un bosco lungo un versante possa innescare l’erosione del suolo, fenomeni franosi, impoverimento del terreno a danno degli abitati, della sicurezza idrogeologica, dell’uso razionale del suolo.
L’abbandono delle colture tradizionali adattate ad un dato clima, a un certo suolo ed alla convivenza con determinati parassiti a favore di colture più produttive ma più fragili, impone spesso il ricorso a prodotti di sintesi, ad un uso spropositato dei diserbanti, dei pesticidi e dell’acqua per salvaguardare coltivazioni monospecifiche in terreni impoveriti dallo sfruttamento eccessivo con conseguente danno alla salute umana, attraverso la contaminazione delle acque potabili e degli ecosistemi collegati.
Il surriscaldamento climatico, l’avanzata del deserto, la difficoltà di salvaguardare la risorsa acqua sono tutti fattori noti di impoverimento delle risorse vitali che interessano direttamente ed indirettamente l’intera economia mondiale.
L’attenzione della collettività alla perdita di biodiversità riguarda quasi sempre le specie più appariscenti come la tigre, i rinoceronti, il gorilla, mentre poco o nulla si sa della perdita di biodiversità dietro casa dovuta all’urbanizzazione caotica degli ultimi anni, alla rarefazione degli elementi di naturalità delle campagne e dei corsi d’acqua, all’inquinamento ed all’introduzione di specie esotiche.
Studi approfonditi su specifiche categorie di invertebrati, indicatori della qualità ambientale, non ricevono ancora nella programmazione territoriale i dovuti finanziamenti e vengono frequentemente snobbati nelle valutazioni ambientali. Stesso destino avviene per la ricerca faunistica e floristica, troppo spesso sostituite da non verificati elenchi bibliografici.
L’agricoltura biologica sta invece compiendo in questi anni passi da gigante sul fronte dell’innovazione nei metodi di lotta integrata che implicano la conoscenza precisa dei cicli vitali dei parassiti delle colture e dei loro competitori o predatori. L’agricoltura biologica e quella tradizionale a ridotto uso di pesticidi rappresentano elementi indispensabili alla conservazione della biodiversità e alla salvaguardia della salute umana.
Per approfondire il tema del surriscaldamento climatico vedi lavori di Dr. Giampiero Maracchi
Professore  ordinario  di  Climatologia  -  Università  di   Firenze Direttore  Istituto  di  Biometeorologia CNR


LA SITUAZIONE ITALIANA

<< Una politica di sistema, in grado di garantire un'efficace e reale conservazione e gestione delle risorse naturali, è ancora assente in Italia. E' quindi urgente l'emanazione di una legge quadro nazionale sulla biodiversità>>(Bulgarini et al., 2006)
L'Italia ospita oltre un terzo della fauna europea con 57.000 specie animali ed oltre 9.000 specie di piante vascolari, muschi e licheni.

La ricchezza di specie vegetali italiana non ha eguali in Europa.
Le specie minacciate tra i Vertebrati oscillano tra il 47 ed il 68% con situazioni di pericolo elevato per il 14% degli anfibi, il 5% dei rettili, il 23% degli uccelli ed il 15% dei mammiferi
(dati estratti da: dati estratti da: La strategia nazionale per la biodiversita in Italia del Ministero Dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione per la Protezione della Natura, casa editrice Palombi Editori, dicembre 2009 ).
A titolo di esempio:
Pesci
: il 60% delle specie presenti in Italia e alloctona, mentre moltissime specie endemiche sono in situazione di forte criticità
Coleotteri
: il 18% delle specie italiane e endemica. A rischio maggiore sono le specie delle foreste planiziali e delle zone umide
Farfalle
: le specie italiane sono 5.127, il 60% dei Lepidotteri europei
Uccelli
: delle 473 specie presenti molte stanno attraversando situazioni di criticita dovute ai cambiamenti climatici e dell¡¦habitat.
Flora vascolare
: risulta minacciato il 19% delle Pteridofite, il 18% delle Gimnosperme, il 15% delle Angiosperme ( IUCN 1994), ovvero il 15% dell'intera flora italiana.
Il VENETO è la terza regione, dopo il Piemonte ed il Friuli, per ricchezza di specie di flora vascolare: 3.295 specie di cui 53 endemiche.
(dati estratti da: La strategia nazionale per la biodiversita in Italia del Ministero Dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione per la Protezione della Natura, casa editrice Palombi Editori, dicembre 2009).
La tutela della biodiversita italiana avviene principalmente con:

  • l'istituzione e la conservazione di aree naturali protette (parchi e riserve)

  • l'istituzione e la conservazione di aree costituenti la rete ecologica europea Natura 2000

  • il raggiungimento degli obiettivi fissati nella Strategia Nazionale per la salvaguardia della biodiversità (vedi piu sotto).

La rete Natura 2000 si compone di ambiti territoriali designati come Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.), che al termine dell'iter istitutivo diverranno Zone Speciali di Conservazione (Z.S.C.), e Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.) in funzione della presenza e rappresentativita sul territorio di habitat e specie animali e vegetali.
La conservazione della natura e della biodiversità è realizzabile però con interventi volti non solo ad assicurare la protezione diretta delle singole specie animali e vegetali e gli ambienti naturali residui ma anche attraverso la protezione indiretta, da attuarsi mediante la tutela e il ripristino del territorio e del paesaggio, la riduzione della frammentazione degli habitat e il contenimento delle fonti di pressione.

Il 2010 venne scelto dalle Nazioni Unite come Anno Internazionale della Biodiversità: quali erano gli impegni presi dall'Italia?
L'Italia ha aderito alla Convenzione Internazionale sulla Diversita Biologica (CBD) sottoscritta da 150 nazioni al Summit di Rio del Janeiro del 1992 allo scopo di favorire la salvaguardia della biodiversità attraverso lo sviluppo sostenibile con l'obiettivo di ridurre la perdita di biodiversità entro il 2010 ( Countdown 2010
).
Per gli anni a venire ha elaborato una Strategia Nazionale per la biodiversità che tenga conto delle tutela del paesaggio, della fauna e della flora.
Si e quindi impegnata, assieme agli altri paesi europei, al raggiungimento di dieci obiettivi:
1) salvaguardare gli habitat e le specie;
2) conservare e ripristinare la biodiversità ed i servizi ecosistemici nel contesto rurale;
3) conservare e ripristinare la biodiversità ed i servizi ecosistemici nell'ambiente marino;
4) rafforzare la compatibilita tra lo sviluppo regionale e territoriale e la biodiversità;
5) ridurre l'impatto delle specie aliene invasive;
6) rafforzare l'efficacia della governance internazionale per la biodiversità;
7) potenziare il sostegno alla biodiversità ed ai servizi ecosistemici nell'ambito dell'assistenza esterna all'Unione Europea
8) ridurre l'impatto degli scambi internazionali di specie sulla biodiversità (anche attraverso l'adesione alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione CITES);
9) sostenere l'adattamento della biodiversità ai cambiamenti climatici;
10) aumentare la base delle conoscenze per la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità.

Per ulteriori approfondimenti sullargomento biodiversità vai al video dell'intervento del Prof. Giuseppe Bogliani
dell'Università di Pavia al Convegno organizzato dalla LIPU di Varese “Biodiversità in Provincia di Varese”dell' 11 dicembre 2010.


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