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GALZIGNANO E LISPIDA
Durante la preistoria ampie zone ai piedi dei colli erano occupate da paludi ed ai margini di queste si svilupparono via via piccoli abitati che lasciarono traccia della loro presenza attraverso abbondanti reperti d'uso quotidiano ritrovati tramite opere di scavo intenzionali o fortuite. Nel territorio di Galzignano ai piedi del Monte delle Valli si rinvennero nel secolo scorso, sotto uno strato torboso, una lamina di bronzo, vari frammenti ceramici e metallici ed oggetti in selce risalenti ad un periodo compreso tra il neolitico e la tarda età del Bronzo.
Durante l'epoca romana i Colli rappresentarono una fonte di ricchezza importantissima, grazie alla pietra trachitica usata nella realizzazione di acquedotti e manufatti, all'acqua di sorgente, all'acqua termale per i bagni, al legname, ai castagni da frutto ed alle colture cerealicole che si sviluppavano lungo le pendici collinari, risparmiate dagli stagni ed acquitrini che occupavano buona parte della pianura adiacente.
Sorsero inevitabilmente delle accese contese tra le prestigiose città di Este e Padova per il dominio della zona collinare; ad esse mise fine il console Cecilio Metello, inviato appositamente da Roma, il quale stabilì una linea di confine sui Colli oltre la quale le due città non avrebbero dovuto spigersi. Essa si estendeva all'incirca longitudinalmente e trova attestazione nei cippi rinvenuti a Teolo, sul Venda ed a Galzignano: la parte orientale dei Colli apparteneva a Padova, mentre quella sud-


Importanti furono le sorgenti termali comprese tra Galzignano e Battaglia Terme, meta privilegiata per secoli del fluire di persone di ogni estrazione sociale alla ricerca della cura del fisico e dello spirito. Per la coltivazione delle terre e nel contempo per salvaguardare il trasporto delle merci via acqua vennero ideati vari interventi di canalizzazioni delle acque qualche volta turbolente di queste zone.
I navigli di Galzignano ed Arquà vennero realizzati già in epoca romana per trasportare il legname, la pregiata trachite di Lispida ed i prodotti agrari verso Padova attraverso il collettore della Fossa di Cagnola.
La realizzazione del Canale Battaglia tra il 1189 ed il 1201 però costituì uno sbarramento al regolare deflusso delle acque di provenienza collinare, al quale il comune di Padova ovviò con la realizzazione di una serie di opere idrauliche; per oltrepassare il Bisatto vennero realizzate la Botte della Rivella e quella del Pigozzo.
I veneziani nel 1500 risagomarono ed approfondirono il sottopasso della Rivella e gli altri collettori interni alle valli allo scopo di incrementare la navigazione via d'acqua fino alle pendici collinari e liberare definitivamente le terre dalle acque.


Sotto il dominio della Serenissima infatti, nel 1556, venne istituito l'ufficio per i Beni Inculti allo scopo di bonificare terreni prima paludosi e renderli coltivabili. Le prime terre euganee che vennero prosciugate furono quelle ricadenti nel "retratto di Monselice", ovvero le valli di Arquà, Marendole, Valsanzibio ( nome che deriva da Valle di Sant' Eusebio), Galzignano.
Monasteri e nobili veneziani si contesero le terre così rese fertili, sottraendole in parte alla gente locale che non era in grado di sostenere i costi della bonifica. A Valsanzibio si susseguirono le celebri famiglie dei Contarini e dei Barbarigo, mentre a Galzignano dominò per cinque secoli la famiglia Pimbiolo, borghesi padovani che si arricchirono grazie ai loro possedimenti terrieri sui Colli.
Galzignano non ebbe fino al dopoguerra un vero nucleo abitativo concentrato e si sviluppò con aggregazioni caratteristiche e piccole corti lungo i corsi d'acqua del rio Pavaglione, Cengolina e Pianzio che diedero nome agli abitati.
E' proprio lungo le pendici collinari e nei dintorni della vecchia chiesa di Santa Maria Assunta che permangono le corti e le ville più belle che contrastano con il disordinato e disarmonico centro sviluppatosi dal dopoguerra in poi.


EDIFICI E MONUMENTI
Santa Maria di Galzignano
Occupa probabilmente la posizione di un'antica pieve medioevale. Venne eretta nel 1674 e rifatta nel 1800 in stile neoclassico.
Dell'originaria struttura del 1600 rimane traccia nella facciata con lesene e timpano.
Il bel campanile è dell'inizio del 1900.
Villa Boggian
Si trova vicino alla chiesa di S.Maria, a lato della strada che conduce a Torreglia. Porta lo stemma dei Pisani nonostante non ci siano notizie della presenza in loco di questa famiglia. E' stata rimaneggiata nle 1900 con l'aggiunta della bifora e della balaustra superiore. Nonostante sia un edificio molto gradevole si presenta in un cattivo stato di conservazione.


Villa Benacchio
E' sita nella contrada del Pianzio, la contrada dei "signori". Costruita tra il XVI° ed il XVII° secolo, appartenne forse alla facoltosa famiglia borghese Pimbiolo e venne venduta dalla contessa Anna Barbaro alla famiglia Benacchio.
I Pimbiolo avevano una casa a Padova, in Borgo San Leonardo, sede di una comunità di boccalari, cioè ceramisti. Forse in correlazione a questo fatto all'inizio del 1900 durante dei lavori di risistemazione furono rinvenute entro la villa diverse ceramiche soprattutto rinascimentali, molte delle quali provenienti proprio dalle officine padovane. Le ceramiche restaurate vennero donate dalla famiglia Benacchio al Comune di Galzignano ed ora sono visibili presso il Museo archeologico e naturalistico di Galzignano.
il Museo dei Colli Euganei
Museo archeologico e naturalistico di proprietà del Comune di Galzignano, nuovo ed ancora poco conosciuto. Presenta una sezione archeologica dedicata ai ritrovamenti del luogo ed alle ceramiche provenienti da Villa Benacchio, una parte relativa alle ville ed ai monasteri del luogo ed una sezione naturalistica dedicata al momento solo all'avifauna del luogo, suddivisa per ambienti.
Ha un'ampio e confortevole salone per spettacoli, conferenze e proiezioni e degli spazi per attività didattiche con le scuole.
Si trova in Via Fabio Filzi 4, vicino alla scuola ed alla biblioteca.
