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Giovanni Bollea

EDUCAZIONE

in memoria di GIOVANNI BOLLEA: L'AMORE PER I BAMBINI E PER L'AMBIENTE


Il prof. Bollea nacque nel 1913 a Cigliano Vercellese in Piemonte e si è spento il 6 febbraio 2011, nell'anno dedicato alle foreste.
Grande neuropsichiatra infantile ed attento conoscitore dei bambini, si adoperò perché i problemi psicologici ed affettivi dei suoi piccoli pazienti venissero curati con un approccio multidisciplinare, con la prevenzione e con il loro inserimento a pieno diritto nella società.
Fu sostenitore di un' educazione del bambino basata sull'empatia, sull'ascolto, sul dialogo, su modelli positivi, sull'autorevolezza ma non sull'autorità da parte dei genitori e delle altre figure educative. << Educare, pure in tutta la sua complessità, è, in fondo, più semplice di quanto non si pensi: basta saper dare sempre al figlio la parte che desidera di noi stessi, tenendo conto che l'aspetto materiale, pur importante, è secondario all'affetto, alla complicità, allo stare insieme, allo scambio di idee
>>( da "Le madri non sbagliano mai" Feltrinelli 1995)
Educare i bambini è infondere loro fiducia di fronte al turbamento che la società e le sue violenze suscita; è prepararli al vivere responsabilmente con il fine di migliorare la propria vita tutelando anche la natura che per l'uomo è madre.<< Quel “vivere ecologicamente” deve essere in armonia con la tua psiche, con il tuo bisogno della “madre” di essere dentro e parte della natura come utero che ti diede la vita, ma che ogni giorno vive e agisce ancora per te
>>.
Giovanni Bollea fu quindi un ambientalista convinto: <<Ecco il punto cruciale. L’ecologia deve diventare un modello di vita, abitudine ed azione
>>
Fu fautore della legge Rutelli che obbliga i Comuni italiani a piantare un albero per ogni bambino che nasce
.
Con la sua associazione ALVI
(Alberi per la vita) promosse il verde urbano come elemento indispensabile di educazione, socializzazione e di produzione di ossigeno.
<< dieci alberi per ogni bambino che nasce, come una tassa obbligatoria. Qualche gioellino, qualche confetto in meno per poter regalare al neonato, oltre alla vita, anche il suo bagaglio d'ossigeno
>>.
Al Terzo Congresso Mondiale dell'Educazione Ambientale svoltosi a Torino tra il 2 ed il 6 ottobre 2005 disse:
<<Il limbo della scienza biologica è questo: il saper vivere e l’adattarsi non solo della mente ma anche della psiche all’universo che la circonda. Perché l’universo nel quale viviamo è una fusione di organico e inorganico, del quale noi che ne facciamo parte, dobbiamo rispettare l’equilibrio e ricostruirlo là dove si verifica una rottura o anche una piccola minacciosa smagliatura. La natura e la mente dell’uomo ne sono simboli concreti: uno aiuta e arricchisce l’altro e, se la mente scopre e sente che la natura soffre, deve attivarsi per proteggere le sue leggi e i suoi equilibri.
Ma questo, oggi non è ancora diventato un “modo di vivere”. Ecco il punto cruciale. L’ecologia deve diventare un modello di vita, abitudine ed azione.
>>
Giovanni Bollea puntava su un' EDUCAZIONE AMBIENTALE PERMANENTE. << Ricordare e sapere; sapere per fare tuo il concetto di un vero equilibrio fra uomo e natura. Questa deve essere la linea vincente dell’educazione ambientale
>>.
A Giovanni Bollea, albero maestoso e riferimento certo, va tutto il nostro affetto sincero.


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