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ORCHIDEE DEI COLLI EUGANEI
Le orchidee appartengono ad una famiglia di piante perenni, le Orchideacee, che sono diffuse quasi in ogni clima ed ogni ambiente se si eccettuano i deserti e le zone glaciali. Ci sono ben 25.000 specie al mondo di orchidee di cui quelle più conosciute al vasto pubblico sono sicuramente quelle colorate ed appariscenti delle zone tropicali.
In Europa ci sono circa 300 specie di orchidee ed in Italia 150, tutte piante con apparati radicali ipogei, distribuite con maggiore abbondanza nei prati aridi. Sono appunto i prati aridi o vegri gli ambienti più ricchi di orchidee sui Colli Euganei. Queste distese prative derivano in prevalenza da coltivi e pascoli abbandonati e sopravvivono prevalentemente sui versanti meridionali dei Colli ( Sassonegro, Monte Cecilia, Mottolone, Monte Calbarina, Monte Cinto) in cui ricoprono sedimenti calcarei prevalentemente di biancone e scaglia rossa. Sono questi ambienti fragili che, se non mantenuti, nel tempo tendono ad evolvere verso le formazioni boscose termofile e soffrono del calpestio ma soprattutto dell'attraversamento con motocross e mountain bike che creano ed approfondiscono solchi e sentieri.
Le Orchidee sono piante affascinanti e per molti versi complicate per chi non è esperto della materia sia per le varie strategie ed i vari adattamenti morfologici che le diverse specie scelgono, sia per la presenza di ibridi che ne rendono difficile la classificazione.
Sono anche piante molto delicate la cui presenza è indice di salubrità e buono stato di conservazione dell'ambiente che le ospita dal momento che ogni orchidea per germinare ha bisogno di simbiosi radicali con determinati funghi, impiega anche diversi anni per fiorire ed affida il suo successo riproduttivo a determinati insetti impollinatori. E' questa la ragione della loro protezione rigorosa da parte degli organi competenti ed è questo che fa sempre esultare gli amanti di orchidee quando possono vederne molte assieme nel loro ambiente naturale.
Orchidee del genere Ophrys 
Sono orchidee di solito precoci, ad infiorescenza lassa e labello grande non speronato. Non posseggono di solito nettare e quindi attraggono i loro impollinatori, soprattutto imenotteri, simulando con il labello la femmina della specie e producendo feromoni che si spandono nell'aria e le rendono riconoscibili anche tra il folto dell'erba.
Ophrys sphegodes Orchidea bruno-
Deve il suo nome alla somiglianza del labello con una vespa (sphéx, sphéckos = vespa in greco)
Fiorisce precocemente da marzo a maggio su prati calcarei ed a bordo di boschi.
Il suo labello vellutato rosso-
Ophrys bertolonii subsp. benacensis 
(in altre nomenclature Ophrys bertoloniiformis e O.benacensis)
Il nome benacensis deriva da Benacus (Benaco) altro nome del Lago di Garda
Per Ophrys bertolonii sono stati indicati individui con labello incurvato a sella e con uno specchio quadrangolare al centro. Recentemente si tende a considerare O.bertoloniiformis e O.benacensis come variazioni di un'unica entità.
I sepali sono di colore rosa o marrone-
La specie si rinviene su terreno calcareo e fiorisce tra aprile e maggio
Ophrys insectifera orchidea insetto 
Il nome fa allusione alla forma ad insetto. Pianta alta anche oltre i 60cm, esile, diffusa in buona parte d'Europa.
Ha sepali verdognoli e petali di colore bruno. Il labello è trilobato ed il lobo mediano è a sua volta bilobato, difficile da confondere con altre specie.
Fiorisce da aprile a giugno in prati e boschi.
Ophrys fuciflora o O. holoserica
Il nome deriva da fucus= calabrone. E' chiamata anche O.holoserica orchidea tuttaseta.
Ha sepali bianchi o rosati con nervatura centrale verdastra e petali molto più piccoli bianchi o rosa. Il labello ha forma a trapezio e colore rosso-
Ophrys apifera Vesparia, Ofride fior d'ape
Il suo nome significa "che porta ape" per la forma ad ape del fiore.
Il fusto robusto porta 3-
Fiorisce tra aprile e luglio nei prati e boschi luminosi. Nonostante l'aspetto, é una specie prevalentemente autogama in cui capita di osservare le antere piegate verso lo stimma su cui viene lasciato cadere il polline al disseccamento della caudicola di sostegno.
Orchidee dei generi Anacamptis e Orchis 
Questi due generi sono risultati affini in base ad analisi del DNA per cui alcune specie prima ascritte al genere Orchis ( es. Orchis morio) sono confluite nel genere Anacamptis ( quindi A.morio), ma alcuni autori prudenzialmente mantengono ancora distinti i due generi in attesa di ulteriori conferme scientifiche.
Il nome orchis deriva dalla parola orkhis che significa testicolo per la forma dei due rizotuberi ipogei.
In Veneto tutte le specie sono speronate e possiedono un casco formato da sepali e petali. Ad eccezione di O.coriophora non hanno nettare.
Orchis morio o Anacamptis morio 
Ha fusto robusto un po' violaceo e foglie disposte in una rosetta basale. L'infiorescenza abbastanza densa ha colore tra in viola ed il bianco puro. Sepali e petali sono conniventi a formare il casto e striati di verde.
Lo sperone è rivolto un po' verso l'alto. Fiorisce tra fine marzo e maggio nei prati e tra i cespugli ed è abbastanza comune
Orchis purpurea 
Il nome si riferisce al color porpora del casco.
Pianta dal fusto grosso e rossastro con foglie basali in numero di 3-
Lo sperone è rivolto verso il basso. Fiorisce tra aprile e maggio al margine di boschi, cespuglietti, prati.
Orchis militaris
Il nome militaris si riferisce alla somiglianza del casco con un elmo militare. Il fiore assomiglia ad un ometto.
La specie ha fusto robusto ed altezza compresa tra 20 e 45 centimetri. L'infiorescenza è abbastanza densa. I fiori portano un casco ovoide acuminato, dal bianco al volletto pallido, venato di viola all'interno e senza macchie all'esterno. Il labello sporge verso l'esterno con un angolo di circa 45°, è trilobato ed abbastanza allungato. Il centro rosato è ricoperto di macchiette di peli porporini e termina in due lobi violetti separati da un piccolo apice triangolare; i lobi laterali del labello sono anch'essi bianchi a ciuffi di peli porporini al centro e rosa-
Fiorisce nei prati, anche nei vegri meno aridi, tra maggio e luglio. La pianta è impollinata da imenotteri.
Orchis laxiflora
Il nome indica la tipologia rada dei suoi fiori.
Pianta dal fusto venato di viola. I fiori sono solitamente viola, raramente bianchi, con sepali laterali eretti e sepalo mediano posto in avanti ed affiancato dai petali un po' più piccoli. Il labello trilobato é bianco alla base del lobo centrale dentellato e porta i lobi laterali alti e tra di loro in contatto.
Fiorisce da aprile a giugno su substrati umidi e per questo motivo é limitata a pochissime zone ai piedi dei Colli Euganei.
Orchis simia orchidea scimmia 
Deve il nome all'aspetto dei fiori che ricorda quello di una scimmia. Fusto abbastanza robusto con rosetta basale ed alcune foglie cauline abbraccianti. I sepali formano un casco bianco-
Fiorisce tra aprile e maggio tra i prati
Orchis tridentata 
Il nome deriva dall'estremità a tridente del casco.
Il fusto è abbastanza robusto con 3-
Orchis papilionacea orchidea farfalla 
Il nome deriva dal latino papilio, papilionis = farfalla
Pianta con fusto rossastro, abbastanza lungo e robusto. L'infiorescenza é composta da alcuni fiori rosato-
Fiorisce tra aprile e giugno nei prati e presso boschi soleggiati.
Orchidee del genere Cephalanthera
Il nome del genere si riferisce alla forma globosa dell'antera. Ha affinità col genere Epipactis soprattutto per il rizoma, i petali e sepali di dimensione analoga e lo sperone quasi assente.
I fiori non possiedono nettare per cui pare che gli insetti vengano attratti dal giallo presente entro il labello.
Cephalanthera longifolia
Pianta slanciata, alta 15-
I sepali sono lanceolati, quello mediano dorsale, connivente con i petali. Il labello è ornato da 4-
Specie quasi esclusivamente entomogama, che attrae gli impollinatori del Cistus salvifolius
Vive in mezz'ombra su substrato calcareo o decalcificato, in radure, boschi radi, prati. Fiorsice tra maggio e luglio. E' specie rara.
Cephalanthera damasonium
Pianta a fusto robusto con foglie caulinari disposte ad elica.
I fiori spesso non si aprono del tutto data la loro tendenza all'autogamia. Essi hanno sepali e petali lanceolati, mentre il labello è più corto dei petali e possiede un ipochilo bianco all'esterno e giallo all'interno ed epichilo a cuore con creste longitudinali gialle.
La fioritura avviene tra maggio e luglio in radure ombreggiate ed in boschi radi.
La specie si riconosce dall'affine C.longifolia per le foglie disposte ad elica, le brattee più lunghe ed il fusto più robusto.
Genere Epipactis
Genere a diffusione prevalentemente euro-
entro una stessa area.
Ci sono specie prevalentemente autogame e specie entomogame.
Caratteristiche del genere sono petali e sepali di forma e dimensioni paragonabili, il peduncolo lungo dei fiori, il labello bipartito e l'assenza di sperone.
Epipactis atrorubens
Il nome deriva dal latino ater=scuro e ruber=rosso.
Pianta con fusto gracile, foglie caulinari, abbraccianti, talvolta soffuse di viola.
I fiori viola-
Fiorisce tra maggio e luglio in ambienti soleggiati o un po' ombrosi, anche sabbiosi . I bombi ne sono i principali impollinatori.
Orchidee del genere Serapias 
Il genere comprende una ventina di specie, di cui 7 presenti in Italia. Il nome del genere deriverebbe dalla divinità egizia Serapis , alla quale era attribuito un rito orgiastico. Dioscoride chiamò Serapias un'orchidea reputata afrodisiaca, forse una Orchis.
Serapias vomeracea 
Ha un fusto robusto verde alla base e che diventa rosso-
Il labello è trilobato con i lobi laterali rivolti in alto e quello centrale lanceolato.
Fiorisce tra maggio e giugno sui prati anche con numerosi esemplari.
Orchidee del genere Spiranthes 
E' un genere a sistematica incerta. Il nome significa fiore a spira per via della torsione della parte superiore dello stelo. Ci sono 4 specie europee e 2 italiane che appartengono a questo genere, tutte con fiori tubulari senza sperone.
Spiranthes spiralis 
Pianta di dimensioni modeste che spesso sfugge alla vista tra l'erba. Il fusto spiralato e pubescente porta un'infiorescenza densa a 10-
E' l'ultima orchidea dei Colli a fiorire tra settembre ed ottobre, è ormai molto rara e localizzata.
Orchidee del genere Limodorum
Il genere comprende 3 specie saprofite a distribuzione mediterranea, presenti in Italia.
Le orchidee di questo genere hanno quindi clorofilla limitata e simbiosi micorrizzica che consente loro di vivere.
I fiori sono molto colorati per la presenza di antociani
Limodorum abortivum Fior di legna
Abortivo si riferisce alle foglie, abortite, ridotte a piccole guaine.
Pianta dal fusto alto e robusto, bruno-
I fiori profumati hanno sepali laterali patenti e mediano ricoprente il ginostemio. I petali sono più corti dei sepali ed il labello violetto ha un ipochilo giallognolo con venature violette. i fiori hanno un lungo sperone rivolto verso il basso e quando sono allo stato di germoglio assomigliano a quelli dell'asparago. Sono prevalentemente autogamici.
La specie fiorisce tra maggio e luglio su substrati freschi, spesso calcarei.
Orchidee del genere Himantoglossum
Il nome ri riferisce alla somiglianza del labello, molto lungo, con una cinghia.
Il genere raggruppa orchidee di taglia grande e robuste a distribuzione europea-
Himantoglossum adriaticum barbone
Pianta robusta dall'infiorescenza lassa a 15-
Fiorisce a marzo ed aprile in spazi aperti o comunque luminosi, preferendo suoli calcarei.
Orchidee del genere Platanthera
L'etimologia del nome significa dalle antere larghe alludendo alla forma della base delle logge polliniche.
Comprende un'ottantina di specie a distribuzione circumboreale e tre specie italiane, ma probabilmente si tratta di un raggruppamento parafiletico, affine a Gymnadenia.
Caratteristiche del genere sono la presenza di 2-
Platanthera bifolia
Come dice il nome latino la pianta possiede due foglie basali grandi e lucide disposte in asse tra loro alle quali può aggiungersi una terza foglia più piccola posta al di sopra. E' di solito con fusto più esile di quello di P.chlorantha ma il carattere che meglio la distingue da quest'ultima sono le antere con le logge polliniche parallele a differenza di quelle convergenti di P.chlorantha.
In Europa esistono alcune varietà della stessa pianta.
Presenta brattee verdastre. I fiori bianchi hanno sepali laterali patenti e sepalo mediano più largo e formante un casco aperto con i petali. Il labello non è lobato, è semplice, allungato e sfuma verso il verde all'estremità. Lo sperone è lungo e sottile.
Fiorisce tra aprile e giugno in boschi e radure.
Platanthera chlorantha
Il nome si riferisce al colore verdastro dei fiori. Il fusto è di solito più robusto di quello di P.bifolia, ma le logge polliniche sono convergenti e non parallele, i fiori più grandi e più verdi e lo sperone più grosso. I sepali laterali sono un po' falciformi e quello mediano è connivente con i petali strettamente falciformi. Il labello ha forma a lingua, è bianco alla base e verdognolo all'estremità. Lo sperone è claviforme.
Fiorisce spesso 2-
Si ringraziano per le foto i nostri attivisti Giuliano Zogno e Giulio Piras e per la traduzione in inglese Ornella Menicanti
BIBLIOGRAFIA:
Guide del orchidées d'Europe, d'Afrique du Nord et du Proche-
Orchidee spontanee del Veneto Corrado Lazzari 2008 Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna Cierre Edizioni
Piccola guida alle orchidee spontaee del triveneto 2005 di Paolo Paolucci Cierre Edizioni