Palù del Piave - LIPU sezione di Padova

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Palù del Piave

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IL PALU' DEL QUARTIER DI PIAVE

Imprigionato tra i rilievi delle Prealpi bellunesi e del Montello, delimitato a sud dal Piave, il Palù trattiene i sedimenti argillosi che le glaciazioni e la furia delle piene non hanno asporato.
Una ricca rete d'acqua, che proviene dalle pendici montuose, dai conoidi e dalle ghiaie sepolte del Piave, si scontra con questi terreni permeabili, li irrora e vi scorre sopra fino a confluire nella pulsante arteria del Piave.
Questa terra un tempo inospitale fu piegata al volere dell'uomo nel medioevo dai Monaci Benedettini provenienti da Pomposa che la bonificarono facendole perdere buona parte della sua natura paludosa.
Un lembo triangolare di 1000 ettari, stretto tra gli abitati di Farra di Soligo, Moriago della Battaglia, Sernaglia della Battaglia e Vidor, conserva parzialmente il fascino originario ed i capillari d'acqua limpida e fresca. Negli ultimi anni anche qui gli interventi antropici e la ricerca dell'utile e dell'immediato rischiano di rubare a questo SIC (Sito di Importanza Comunitaria) le sue valenze prioritarie, i suoi gioielli naturali, la sua biodiversità.
Qui sopravvivono ancora i tradizionali campi chiusi che i Monaci realizzarono nel Medioevo come efficiente sistema di produttività agricola che desse prati per alimentare il bestiame, campi da coltivare e siepi su più livelli con legna, frutta e piante mellifere per gli usi più vari. Farnia, Salici, Ontano nero, Nocciolo, Frangola, Rosa canina, Sangiunello, Prugnolo erano tradizionalmente le essenze principali delle siepi perimetrali, in parte oggi sostituite dalla monotonia dei Planani tagliati a ceppaia. Poco é rimasto dei prati umidi a carici ed orchidee, troppi i trattamenti di fertilizzazione dei prati per un terreno già ricco di sostanza organica come quello degli ambienti torbosi.
Nonostante tutto il Palù si ostina, abituato com'è alle costrizioni fisiche e geologiche, a volere conservare la sua identità di luogo di pace e di meditazione tra il gorgoglio dell'acqua che scorre limpidissima, le timide presenze animali ospitate al suo interno e la protezione offerta delle alte siepi che nascondono la vista della città, sempre più incalzante con le sue eccessive richieste.
Visitatore e fruitore (temibile parola nella bocca sbagliata) del Palù ricorda sempre chi ti ha preceduto e chi ha convissuto nei secoli in armonia con questa Natura un po' ribelle, ascolta le voci di questa terra e rispettala, difendila a gran voce perché altri a venire la possano ammirare e ricordarne la storia.

Alcuni punti di criticità del Palù del Quartier di Piave:

  • poco incentivo per i proprietari a salvaguardare gli aspetti naturalistici dell'area (un sito così importante non può sopravvivere secondo il "buonsenso" di chi possiede i terreni);

  • canalizzazione progressiva delle vie d'acqua presenti e aumento eccessivo del drenaggio dei terreni;

  • sostituzione progressiva del prato con mais e vigneto;

  • eccessiva fertilizzazione delle zone a prato con il risultato della rarefazione delle specie vegetali di pregio e la dominanza di quelle di basso interesse;

  • perdita progressiva del Molinieto, del Cariceto e delle orchidee legate a questi ambienti;

  • sfalcio effettuato nei modi e nei periodi meno opportuni;

  • uso eccessivo della pratica selviculturale del ceduo semplice al posto di quello matricinato che lascia piante mature in grado di produrre semi, ombreggiare il terreno, conservare la biodiversità legata alle chiome arboree;

  • eccessiva dominanza del Platano sulle specie arboree originarie ( Farnie, salici, Ontani ecc); le foglie grandi del platano ricoprono il terreno in modo omogeneo e persistente riducendo lo sviluppo del sottobosco; ghiande e semi degli ontani sono fonti alimentari per diversi animali, mentre i pappi dei salici danno materiale per la costruzione dei nidi agli uccelli (es. Pendolino)

  • progressivo effetto isola dell'area del Palù dovuto alla stringente avanzata del cemento e delle industrie tutto attorno con alterazione degli equilibri idrici e confinamento senza possibilità di rinnovo dall'esterno delle specie animali e vegetali presenti;

  • altro in divenire...



Alcune immagini del palù scattate il 23/02/2010
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