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IL COMUNE DI PADOVA NON ANNAFFIA I NUOVI ALBERI CON LA SICCITA': MORTE ANNUNCIATA E SPESA INUTILE
24 agosto 2011
Un'estate assolata, terribilmente assolata negli ultimi giorni di agosto, e con pochissima pioggia.
I cumulonembi temporaleschi d'inizio estate hanno quasi tutti schivato la città di Padova, come se sopra la città aleggiasse qualcosa di misterioso in grado di dissolvere le nuvole. L'unico temporale estivo che ha varcato le mura cittadine per pochi attimi ha provocato danni ed allagamenti ( cfr. il Mattino di Padova ) facendo tornare il sospetto che i politici si siano già dimenticati del rischio idraulico ( vedi ubicazione del nuovo ospedale).
La situazione di deficit idrico si è aggravata con le temperature molto alte di fine agosto portando anche piante mature e resistenti diffuse in città come bagolaro, tiglio,robinia e frassini, in grave sofferenza. Molti alberi giovani invece sono morti o condannati a morte. Se per gli alberi di vecchio impianto una siccità particolare e che si spera eccezionale non è cosa prevedibile e risolvibile, per i giovani alberi la mancanza di un'adeguata irrigazione fino all'attecchimento completo e all'autonomia, non è giustificabile e non solo perché persi questi alberi bisognerà ripiantarli ( e non è detto che ciò avvenga), ma anche per il costo notevole che i reimpianti comportano per la collettività.
Così girando per la città in questo torrido fine agosto l'occhio attento cade sulle contraddizioni del verde urbano: aiuole e rotonde fiorite perché annaffiate accanto a viali e nuove zone verdi con alberelli striminziti e moribondi; vecchi e maestosi alberi che più fiduciosi amministratori fecero piantare accanto a peri, meli ed altra minutaglia dai graziosi fiorellini ma dall' inutilità pressoché totale nella lotta allo smog cittadino.
LA LIPU DI PADOVA CONDANNA GLI ABBATTIMENTI E LE POTATURE DI ALBERI DURANTE LA STAGIONE RIPRODUTTIVA DEGLI UCCELLI E LANCIA UN APPELLO AI CITTADINI: <<VIGILATE E DOCUMENTATE!>>
aprile 2011
Troppo spesso i Comuni seguono le disponibilità finanziarie per effettuare gli interventi di potatura o di abbattimento di alberi cittadini, senza tener conto delle fasi di crescita della pianta e quindi della conpatibilità degli interventi con la stagione, e senza curarsi delle nidificazioni in atto.
Nel Comune di Padova esiste un Regolamento per i diritti degli animali, approvato l'autunno del 2010, che cita all'art.13 punto 2:<< a tutela delle nidificazioni dell'avifauna e della salute delle piante le potature ed il taglio degli alberi, salvo situazioni di pericolo e di pubblica utilità, dovranno avvenire al di fuori del periodo compreso tra il primo aprile ed il 31 luglio>>.
Questo significa che tutte le potature e gli abbattimenti vanno sospesi durante il periodo primaverile ed estivo a meno che ci siano situazioni di reale pericolo di crollo che rendono necessari gli interventi sugli alberi. Questo è quanto è scritto sulla carta perché per esempio ad aprile la nostra associazione e l'ENPA hanno dovuto tuonarecontro le potature di via Giordano Bruno ed metà aprile sono stati abbattuti degli aceri in via Diaz e qua e là diverse altre piante di cui è difficile tenere il conto.
Il Comune di Padova ha ormai da anni una risposta che suona come una filastrocca ripetitiva per tutti coloro che protestano contro i tagli delle alberature dai viali cittadini: riferisce che gli alberi sono comunque malati, evidentemente inguaribili, e che la responsabilità derivante dal loro crollo ricade su chi si oppone al taglio. In realtà non sempre le situazioni sono così drastiche da richiedere l'immediato abbattimento e ciò a maggior ragione durante la riproduzione dell'avifauna. Se i quartieri ed i cittadini si prendessero la briga di nominare dei tecnici che facessero delle perizie alternative, le sorprese potrebbero non mancare come già accaduto in passato ( per esempio alle storiche riunioni presso la sala "Ivo Scapolo" in via M. Sanmicheli, 65) ...
...Ma qualcuno sa bene che i nidi che sono sempre presenti sugli alberi a primavera, di codibugnoli, merli, verzellini, verdoni, fringuelli, capinere, tortore dal collare ecc, non fanno troppo rumore quando cadono e che se anche spariscono, quasi mai la gente se ne accorge...
Le nidificazioni sono però tutelate da normativa nazionale, la solita legge 157/1992, per cui ogni persona di cuore può verificare il danno prodotto dalle maestranze pubbliche e private alla fauna selvatica e denunciarlo.
Invitiamo quindi i cittadini, del Comune di Padova, ma anche degli altri comuni del territorio provinciale, che tengono al verde attorno a casa a rivolgersi sempre al Settore Verde Pubblico ed all'Assessorato all'Ambiente competenti per informarsi delle potature e degli abbattimenti di alberi e per esprimere il proprio parere in merito, chiedendo nei casi "inesorabili" la sostituzione delle piante rimosse con alberature adeguate anche per dimensione finale e partecipando il più possibile alle riunioni di quartiere.
Infine chiediamo ai cittadini di documentare gli interventi, di sorvegliare i lavori e, in caso di rinvenimento a terra di nidi e nidiacei, di raccoglierli ed informare tempestivamente le guardie zoofile dell'ENPA o della LAC, la nostra associazione e la Polizia Provinciale.
Inviateci le vostre foto!! Ci servono per documentare e ottenere il rispetto delle normative.
INDIRIZZI UTILI:
Settore Verde, Parchi, Giardini e Arredo Urbano di Padova
via Zamboni, 1 -
telefono 049 8204496 -
fax 049 8204499
orario martedì e venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e giovedì dalle 15:00 alle 17:15
e-
Assessore Andrea Micalizzi (delega verde e parchi urbani):
micalizzia@comune.padova.it
Assessore Alessandro Zan (delega all'ambiente):
alessandro.zan@comune.padova.it
LIPU Padova padova@lipu.it
ENPA Padova padova@enpa.org
<<On n'est pas sérieux, quand on a dix-
Des cafés tapageurs aux lustres éclatants!
-
Les tilleuls sentent bon dans les bons soirs de juin!
L'air est parfois si doux, qu'on ferme la paupière; >>
ARTHUR RIMBAUD: ROMAN
GLI ALBERI DELLE CITTA' PROTEGGONO I BAMBINI DALL'ASMA
L'asma è una malattia complessa in grande espansione nei luoghi inquinati al punto che può colpire anche il 20-
Uno studio scientifico condotto dalla dott.ssa Shuk-
Uno studio recente condotto dalla Columbia University a New York e pubblicato sulla rivista Journal of Epidemiology and Community Health
L' Istituto di biometeorologia del Cnr di Bologna sta portando avanti un progetto sperimentale nelle città di Parma e Pistoia relativo agli effetti del verde urbano sulla salute; le due città infatti sono tra le poche città italiane che stanno investendo nel verde urbano, progettando nuove aree verdi e migliorando quelle esistenti.
Di fronte a queste evidenze è ora che i cittadini che tengono al verde urbano ed alla loro salute facciano sentire le loro richieste direttamente alle amministrazioni comunali che spesso sono indotte a tagliare le alberature di pregio delle città da qualche cittadino lagnoso che lamenta lo sporco al suolo derivante dalle foglie che cadono!
Basta con queste sciocchezze, la salute viene dalle foglie al vento e non dalle parole!
SCEGLIERE L'ALBERO GIUSTO PER LA CITTA' FA BENE ALL'ARIA
C'era una volta, forse in un tempo ormai perduto, della gente comune che si impegnava a mantenere l'ordine e la pulizia anche fuori dalla propria casa perché credeva che fosse bello avere una strada, un cortile, una via pulita e magari abbellita da fiori alle finestre e piccole aiuole. Se qualche sporcizia veniva lasciata da incauti viaggiatori o qualche pianta moriva o qualche albero perdeva le foglie, era naturale provvedere a fare in modo che il tratto davanti casa ritornasse pulito.
Oggi invece c'è solo gente che, lamentando di non avere tempo, perde tempo a sollecitare il Comune o l'amministratore condominiale perché qualcuno pulisca, qualcuno porti via anche a costo di spendere denaro proprio ciò che non vuole vedere, alberi compresi perché sporcano o nascondono i negozi.
Di fronte a questa nevrastenica, presuntuosa ed iperfobica gente, le amministrazioni pubbliche abbassano il capo e TAGLIANO perché evidentemente si è annebbiato il buon senso della gente comune, la quale, indolente, si lamenta ormai di tutto senza fare un bel niente!
Nonostante ciò, ricercatori ostinati dell’IBIMET di Bologna (Istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR ), come la dott.ssa Rita Baraldi, hanno condotto e conducono ricerche volte a studiare i benefici delle piante nella mitigazione del microclima urbano.
“Tutte le specie analizzate”, spiega la dott.ssa Baraldi, “sono da considerarsi idonee per l’arredo urbano ed extraurbano: in particolare Tilia cordata, Crataegus e Fraxinus Ornus hanno dimostrato una elevata capacità di assorbimento di CO2 atmosferica e una nulla o bassa emissione di VOC. Acer campestre, Malus Everest, Quercus cerris, Acer platanoide e Prunus avium sono risultate mediamente efficaci nell’assorbire CO2 e con basse emissioni; infine Carpinus betulus, Liriodendron tulipifera, Fraxinus excelsior e Liquidambar styraciflua sono caratterizzate da una bassa attività fotosintetica e bassa emissione, ad eccezione del Liquidambar, l’unica specie risultata alta emettitrice di VOC. Per questa specie è consigliabile un limitato utilizzo in ambiente inquinato.>>
I VOC, composti organici volatili sono sostanze chimiche che le piante emettono al fine di attrarre gli insetti impollinatori, difendersi dai patogeni e proteggersi da condizioni climatiche avverse. Quando i livelli di ossidi di azoto prodotto dalle attività umane (NOx) sono bassi, come nelle campagne e negli ambienti naturali, l’ossidazione dei terpeni presenti nei VOC rimuove ozono dalla troposfera; viceversa negli ambienti urbani in cui l'ossido di azoto è abbondante, l'ossidazione dei VOC aumenta i livelli di ozono nella troposfera (vedi disegno).
Tigli, biancospini ed ornielli sono le piante migliori per l'ambiente urbano perché hanno foglia larga, emettono pochi VOC ed accrescendosi rapidamente sequestrano una maggiore quantità di CO2 dall'atmosfera.
SERVE UN REGOLAMENTO DI TUTELA DEL VERDE URBANO
Nella nostra pianura cementificata il verde urbano dovrebbe rappresentare una ricchezza da salvaguardare ad ogni costo perché svolge diverse funzioni benefiche sia per la natura, la qualità dell'aria, la conservazione di microclimi più freschi quando la calura estiva arroventa gli edifici e le strade, sia per il benessere che porta alle persone ed agli animali domestici.
Purtroppo la convivenza delle piante con i viali cittadini non é facile per svariati motivi che vanno dalla necessità di parcheggi e marciapiedi, alla posa nel sottosuolo di tubature di vario genere, alle ragioni di sicurezza.
A questi problemi si aggiungono spesso interventi di gestione errati, come la scelta di essenze arboree inadatte, potature fatte male o nei momenti sbagliati ed un'eccesiva impermeabilizzazione dell' area attorno alle radici che porta a sofferenza la pianta costringendola talvolta a sollevare le radici alla ricerca di aria ed acqua con prevedibili danni alle coperture dei marciapiedi.
Infine c'é in qualche caso una scarsa tolleranza e sensibilità di alcuni cittadini che per futili motivi incalzano i Comuni per chiedere l' eliminazione di alcune piante o la sostituzione delle stesse con fuscelli senza alcun valore pratico.
Questo é quanto per esempio si verifica per i viali di tigli, splendidi alberi adatti alla città perché resistenti alla siccità ed in grado di sopportare e trattenere gli inquinanti dell'aria. Laddove queste piante hanno spazio per crescere, la loro folta chioma, il tronco ritto e scuro, i loro fiori amati dagli insetti impollinatori e le loro foglie a cuore che si tingono di giallo intenso in autunno, regalano suggestioni piacevoli tutto l'anno. Unico piccolo guaio è la melata prodotta dagli afidi che si deposita a terra e sulle auto in sosta con tante piccole macchioline appiccicose. Sarà questo a fare del Tiglio, pianta benefica e curativa, suo malgrado un nemico da abbattere?
Nelle foto a lato parrebbe di sì, la rimozione di tutte le piante di un viale é stato compiuta in un comune del padovano a primavera inoltrata quando ovviamente moltissimi uccelli nidificano sulle chiome, come i due merli in foto che, i soli, sono stati salvati dalla premura di una residente e a noi consegnati per l'accrescimento.
Simili interventi, sempre che indispensabili ( non é il caso delle foto ), non vanno assolutamente eseguiti durante la stagione riproduttiva dell'avifauna, la cui nidificazione é protetta dalla legge ma evidentemente non in maniera abbastanza cogente e decisiva.
Serve quindi un regolamento chiaro di tutela del verde urbano che lo elevi, anche legalmente, a bene comune.
POTATURE DRASTICHE: L'ESEMPIO DI MONTECCHIA
(ottobre 2010)
Il paesaggio in cui é inserita Villa Emo-
Proprio lungo Via Montecchia a Selvazzano, tra il Golf Club ed i vigneti di Villa Emo-
Diversa sorte invece é capitata per i pioppi cipressini di fronte al Golf Club che, nel 2008, vennero potati barbaramente con una capitozzatura orizzontale, secondo il comune modo di vedere i pioppi come creature disgraziate, e nonostante ciò indomite, sulle quali quindi esercitare senza pietà il proprio dominio.
Se ricordate abbiamo messo in questa pagina la foto dell'intervento. Ora vogliamo riproporvi lo stesso viale quale si presenta ad ottobre 2010 senza intendere scendere in giudizi tecnici perché non é nostra competenza né capacità. Ci permettiamo soltanto di evidenziare come 2 pioppi siano defunti, un terzo sia molto sofferente e gli altri abbiano assunto una forma scomposta che si rivelerà ancora più brutta appena le piante perderanno il loro manto di foglie e si noteranno queste "bricole" conficcate al suolo ed infilzate da esili bastoni, i nuovi rami.
Sì, lo sappiamo perché succede sempre così, qualcuno ci replicherà che le piante erano già malate prima dell'intervento, ma l'impressione é che a questi malati più che la medicina sia stata somministrato un veleno!
SFRATTO SENZA AVVISO
Le potature o gli abbattimenti degli alberi maturi sottraggono utili ambienti di nidificazione per gli uccelli sia sulle chiome che nelle cavità del tronco ed indispensabili luoghi di rifugio per i pipistrelli o chirotteri.
Quando simili interventi vengono eseguiti tra fine febbraio ed agosto il rischio di distruggere qualche nido é molto elevato. Nel caso delle potature inoltre il periodo compreso tra la primavera avanzata e quello estivo é sconsigliato anche per la salute della pianta stessa perché la porta a sofferenza nel delicato momento in cui ha speso le sue energie per la ripresa vegetativa, la fioritura e/o la produzione di semi e frutti e potrebbe risentire degli stress idrici della stagione e degli attacchi di organismi fitofagi nel pieno della loro attività.
Capita quindi che, raramente per necessità o quantomeno senza necessità immediata, si abbattano alberi e che ci si accorga poi che questi contenevano delle "sorprese" al loro interno. La crescente sensibilità nei confronti degli animali spinge allora molti "colpevoli" a cercare rimedio ad un gesto spesso non meditato, chiamando le associazioni che si occupano del recupero della fauna selvatica e consegnando loro i nidiacei sfrattati per l'accudimento.
Data la tutela normativa delle nidificazioni i casi di distruzione dei nidi dovrebbero rappresentare un'eccezione o uno sbaglio e non certo una regola e non é compito delle associazioni quello di favorire l'inosservanza delle regole da parte delle persone, semmai quello di promuovere le buone pratiche ed aiutare a rimediare felicemente ai problemi di convivenza coi gli animali selvatici salvaguardandoli.
Talvolta infine il taglio viene fatto senza curarsi del danno su questa o quella specie, della normativa e lasciando a se stessi i malcapitati picchi, merli, cardellini, verdoni, codibugnoli, allocchi ecc.
Qui a fianco riportiamo per immagini un caso di sfratto avvenuto nella primavera del 2006. L'arrivo di uccelli sfrattati é una regola per i centri di recupero ogni anno, ma abbiamo scelto questo caso perché riguarda l'abbattimento di un castagno sui Colli Euganei compiuto da persone sensibili che non si erano accorte della presenza di tre minuscoli allocchi, una tana di ghiro con relativa scorta di castagne ed un nido di vespe entro le svariate cavità dello stesso albero! L'albero poco stabile si trovava vicino ad un edificio da ristrutturare che non era al momento abitato.
Quando ci recammo sul posto su segnalazione di Giorgio, un nostro socio chiamato dai proprietari del terreno, era evidente che i piccoli non erano stati abbandonati dai genitori, che anzi avevano fatto scorte di cibo per loro (pezzi di topo e altro), ma che non c'era la possibilità di sostituire la pianta abbattuta con qualcosa d'altro. Non restava che accudire questi minuscoli pennuti, nati al massimo da un paio di giorni visto che avevano ancora il dente dell'uovo, la protuberanza del becco che serve per rompere il guscio ed uscire dall'uovo.
Oltre al rammarico per dovere sottrarre i pulli alle amorevoli e competenti cure dei loro genitori, si poneva il problema dell'imprinting, del condizionamento cioé all'accuditore che viene visto come genitore, indipendendemente dalla sua vera natura di uomo o altro animale, nelle prime fasi di crescita dei pulcini.
Per ovviare all'imprinting quindi ricorremmo ad un fantoccio autoprodotto simulante un Allocco adulto ed a una maschera per il viso da utilizzare per le manovre di pulizia dei piccoli. Il risultato fu sorprendente: quando gli allocchi furono trasferiti in voliera per ultimare le fasi di crescita mostrarono atteggiamenti di paura ed atteggiamenti terrifici* nei confronti dei volontari che portavano loro il cibo, compresi gli accuditori diretti.
I tre fratelli vennero infine, come tutti gli altri rapaci, inanellati e liberati sui Colli Euganei ... con l'apprensione propria di un genitore o di un familiare per qualche caro che deve intraprendere una nuova vita.
* Gli atteggiamenti terrifici sono quelli che portano il rapace spaventato a soffiare, gonfiare le penne e battere ripetutamente il becco nel tentativo di spaventare l'intruso.
Roma Spinaceto, un sedici di giugno
Vorrei che l'odore dei tigli
entrasse nel cuore di tutti
nel loro sangue nei loro pensieri
perché tutti capiscano
che i pensieri sono nell'aria
come l'odore dei tigli
e che l'aria è buona.
E come buoni pensieri
in un'aria buona
spieghi senza parlare
e tutti capiscano
senza pensare
che la vita può essere buona,
come il nostro grande cuore,
che in fondo abbiamo.
E le nostre parole
siano come l'odore dei tigli
che ponente regala
e racconta e ricorda
il passato e il futuro.
E come le parole sono nell'aria
io dimentico di essere me
come l'odore dei tigli
che a tratti da ponente si regala
e io sono l'odore dei tigli
e sono il ponente il passato e il futuro
e sono una cosa buona
e poi siamo
come le parole
che dicono senza parlare
che spiegano senza pensare
che abbiamo un sangue una vita
e un grande cuore.
Poesia di Stefano Caldiron socio della LIPU di Padova