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RECUPERO fauna selvatica - LIPU sezione di Padova

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RECUPERO fauna selvatica

SOS FAUNA

SOS FAUNA: 049 8648957
padova@lipu.it


VETERINARI CONVENZIONATI CHE CURANO I SELVATICI PER LA LIPU DI PADOVA (ai quali é possibile consegnare gli animali) :

DOTT. ZANIN FERDINANDO
tel.049 8804277 Ambulatorio Guizza: via Pascoli 3D lu.-ma.-mer.-ven.10.30-12.00 16-19 giovedì chiuso sab.16-18.00







DOTT.MIOTTO ANDREA
tel.049 8710186 Ambulatorio via Mali Spadarit, 2 (zona Aeroporto) lun.-ma.-mer.-gio. 9.30-12.30 16.00-19.00 ven.-sab. 9.30-12.30  










            

FILMATO REALIZZATO DA GIORGIO E DEBORA FERRATO www.fergidmultimedia.it
LIBERAZIONE LIPU Filmato di Giorgio e Deborah Ferrato

Gli animali selvatici non pericolosi possono essere portati direttamente ai Veterinari, per gli altri ( Aironi, grossi rapaci, grossi mammiferi) si consiglia di chiamare la LIPU di Padova o la Polizia Provinciale al tel.0498201940.

nb: si consiglia di raccogliere gli animali con un paio di guanti (adatti alla mole) e di trasportarli entro scatole di cartone con forellini per la circolazione d'aria e ben chiuse. Evitare gabbie che potrebbero ferire o danneggiare gli animali.

 20 ANNI DI FAUNA SELVATICA...E DI SOLO VOLONTARIATO

 
La LIPU di Padova si occupa di recupero di fauna selvatica da un ventennio. I primi rapaci, all'inizio degli anni '90, venivano portati a Parma presso il primo Centro di Recupero italiano: il Centro LIPU di Sala Baganza (PR). Da allora la sezione si occupa di tutta la piccola fauna selvatica, grazie ad una convenzione con la Provincia di Padova che rimborsa in parte le spese sostenute e permette l'assistenza medica di due Veterinari abilitati ad operare sugli animali selvatici: il Dott. F.Zanin ed il Dott. A.Miotto. L'accudimento successivo fino alla liberazione é portato avanti ESCLUSIVAMENTE DA VOLONTARI. La LIPU di Padova gestisce alcune voliere di riabilitazione dei rapaci sul M.Cinto, in zona di proprietà della Provincia di Padova.
Manca attualmente un centro strutturato
, visitabile al pubblico, in grado di accogliere un numero maggiore di animali: i volontari infatti non riescono ad occuparsi di più di circa 350 animali all'anno, dati i pochi mezzi e spazi a disposizione. Ci sembra comunque un buon risultato!
Organizziamo corsi di formazione per volontari che siano disponibili a dare una mano ad alimentare i nidiacei durante la stagione più difficile, la primavera-estate, ovviamente sotto il controllo rigoroso dell'associazione, essendo la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato.

CLICCA QUI
PER L'ELENCO DELLE SPECIE DA NOI RECUPERATE DAL 2006 AL 2009: SONO 1241 GLI ANIMALI DI CUI CI SIAMO OCCUPATI IN 4 ANNI! tra questi non solo rapaci, ma soprattutto passeriformi, nidiacei, piccoli di mammifero, un impegno davvero gravoso per le sole forze volontarie.

IL RECUPERO DELLA FAUNA SELVATICA E' UNA BANCA DATI IMPORTANTE PER MONITORARE LO STATO DELL'AMBIENTE


Il valore del recupero della fauna selvatica non é sempre compreso in Italia dalle amministrazioni pubbliche e dalla ricerca in ambito universitario e veterinario perché non si considerano le valenze che questo ha in termini di censimento e monitoraggio negli anni delle presenze di un dato territorio, di analisi delle zoonosi e dell'accumulo degli inquinanti negli organismi, dello studio della variabilità genetica ecc.
Nonostante le difficoltà finora incontrate e la scarsità dei mezzi e delle risorse, vorremmo far capire che questa attività è sì un atto emotivo ed educativo ma è anche una "torre di guardia" sul territorio.

In questa direzione pensiamo che vada il nostro Poster presentato al V Convegno dei Faunisti Veneti ( Legnaro, 12 e 13 maggio 2007), dal titolo:

"Alcuni interessanti rinvenimenti di Chirotteri nell'ambito del recupero della fauna selvatica" Autori Giulio Piras e Carlotta Fassina LIPU Padova.

clicca sul titolo per leggere il testo





NOVEMBRE DICEMBRE 2011

 

Continuano gli arrivi di animali, in numero limitato data la stagione, tra rapaci, ricci, tortore e pettirossi, quest'ultimi finiti nella colla per topi e inevitabilmente morti a seguito di intossicazione ( non usate la colla!).
Abbiamo recuperato e curato un bellissimo Porciglione
, un rallide, che abbiamo poi liberato in una zona umida esclusa alla caccia. Lunedì 5 è arrivato uno strano falco,  dal piumaggio che sembrerebbe di un Falcus peregrinus calidus, ovvero della sottospecie di falco pellegrino che vive nei paesi siberiani e migra verso sud in inverno. L'animale, decisamente selvatico e non da falconeria, è in cura per una frattura all'ulna.


gli animali che non vorremmo mai dover recuperare ...
per 1 di loro che arriva altri 100 forse muoiono miseramente da qualche parte ...

SONO 5 I RAPACI IMPALLINATI: UN LODOLAIO, UN GHEPPIO, DUE SPARVIERI E UNA POIANA

aggiornamento 14/12/2011
Il lodolaio

E' stato trovato il 30 settembre e portato dal nostro veterinario, il dott.Zanin. La radiografia ha evidenziato la presenza di 3 pallini, uno dei quali gli ha devastato l'omero sinistro. Il povero animale è stato operato ma le sue condizioni non sono buone sia per il tipo di frattura che ha riportato sia perché l'ala ferita ha un inizio di necrosi.
Il lodolaio è un piccolo falco dai calzoni rossi che caccia con voli acrobatici uccelli in volo: persino le saette dell'aria, i rondoni, lo temono. E' un predatore e quindi un equilibratore della natura. Questo esemplare avrebbe dovuto partire tra un po' per la sua migrazione verso i paesi caldi, ma non potrà farlo perché è stato miseramente abbattuto perché colpevole di sottrarre appena poche prede alla furia di opulenti bracconieri che certo non cacciano per vivere.
Il gheppio
E' stato portato presso l'ambulatorio del dott.Zanin il 7 ottobre. La radiografia fatta dalla Dott.ssa Silvia Zanutto evidenzia un pallino ancora conficcato nel ginocchio sinistro e una lesione dell'alula destra.
Lo sparviere

E' stato portato all'ambulatorio del Dott.Zanin direttamente dalla Polizia Provinciale. La radiografia ha evidenziato una frattura in più parti dell'omero non risanabile, un pallino nel cervello e uno nell'intestino. L'animale per le sue condizioni è stato purtroppo eutanasato.
La poiana

Viene dalla zona a sud dei Colli. Portata dalla Polizia Provinciale, aveva in corpo oltre 20 pallini! Di questi alcuni le avevano frantumato un'ala, altri erano sparsi praticamente ovunque. Per le sue condizioni pessime il povero rapace è stato eutanasato dal veterinario.
Il secondo sparviere
Ce lo ha portato la Polizia Provinciale dalla Bassa Padovana. Molto magro e con un'ala abbassata, probabilmente ha zampettato giorni prima di essere raccolto. Nel punto di frattura dell'ala è conficcato un pallino da caccia, segno inconfutabile dell'origine del trauma. Anche nell'altra ala si nota il foro di un pallino che ha trapassato l'osso.
Perché lo sparviere viene abbattuto dai cacciatori? perché è un predatore specializzato nella cattura al volo di altri uccelli e quindi un fastidioso rivale ... come se si potesse paragonare l'impatto di uno sparviere con quello di un cacciatore!!!

SETTEMBRE OTTOBRE 2011

In questi mesi sono arrivati 12 riccetti da accudire ed 2 ricci adulti. Abbiamo come sempre ospitato alcuni piccoli piccioni e tortore, due fagiani, di cui uno capitato ferito nel giardino di una scuola. Oltre ai rapaci impallinati abbiamo ricevuto uno sparviere con frattura composta all'ulna, una poiana con un profondo taglio all'ala, un allocco probabilmente avvelenato che è morto nella notte, una Testudo hermanni con una lesione alla coda, 3 pipistrelli, una beccaccia che purtroppo è morta per saturnismo.
Abbiamo quindi già superato i 300 animali ricoverati dall'inizio dell'anno.

AGOSTO 2011


Mentre gli arrivi di nidiacei e piccoli mammiferi vanno scemando prendono il sopravvento quelli dovuti a traumi riconducibili all'attività umana, come urti contro autoveicoli, vetrate, morsi di gatto ecc.
La volpina arrivata a fine luglio, forse presa a bastonate, non ce l'ha fatta e ci ha lasciati molto tristi e con un grande senso d'inadeguatezza ed impotenza. Tra gli uccelli contusi sono arrivati uno sparviere maschio giovane, un allocco, una civetta, un fagiano e sono tutti in cura.
Una femmina adulta di tasso è arrivata in ambulatorio dal dott. Zanin con le zampe posteriori paralizzate e senza sensibilità, colpita da un auto. Dopo i veterinari, ce ne siamo presi cura per una decina di giorni alimentandola, facendole le punture, cercando di pulirla e sperando sempre in un miglioramento del suo stato. Inutile dire che la lunga degenza del tasso Lucilla e la sua liberazione ci hanno reso questa specie particolarmente simpatica per cui la sofferenza di questo nuovo tasso, ancora una volta una femmina, un animale in grado di capire le nostre intenzioni, ci ha coinvolti come se si trattasse del cane di casa. La notte del 24 agosto il tasso è purtroppo morto per il sopraggiungere di un'infezione aggravata dal forte caldo.


MAGGIO GIUGNO LUGLIO 2011


In questi intensi mesi sono arrivati merli, piccoli di tortora, piccioni, una ghiandaia, alcune cornacchie, storni, verzellini, verdoni, passeri, 5 pulli di gheppio, 6 pulli di allocco, 7 piccoli picchi verdi, una trentina di rondoni, diverse rondini e balestrucci, 15 civette, 1 barbagianni, 2 gufi, diversi piccoli di pipistrello ecc. Sono oltre 250 gli animali recuperati dall'inizio dell'anno!
E' arrivata a fine luglio anche una femmina di volpe di 4 mesi con un forte trauma alla colonna vertebrale che potrebbe essere dovuto a delle bastonate ricevute: curata dai veterinari Ferdinando Zanin e Silvia è ora in fase di riabilitazione.
Abbiamo liberato a giugno il nostro amato tasso Lucilla, finalmente pronto per la vita selvatica.
Abbiamo effettuato una liberazione pubblica serale di un gufo, una civetta ed un allocco presso l'oasi di Carpanedo; erano presenti 75 persone.
Abbiamo poi fatto 2 liberazioni tecniche in presenza di un inanellatore autorizzato dall' ISPRA in più zone dei Colli Euganei.
Inseriamo qui sotto alcune foto della liberazione tecnica di rapaci curati dalla LIPU di Padova ed effettuata il 31 luglio 2011.



LIBERAZIONE TECNICA 31 LUGLIO 2011
gheppio liberato da S.Bottazzo

MARZO 2011

Arriva la primavera e finalmente possiamo liberare alcuni animali che abbiamo accudito tutto l'inverno. Liberiamo così i primi 5 PIPISTRELLI ALBOLIMBATI tra quelli  recuperati da un lattoniere durante i lavori ad un edificio  e quelli raccolti da una signora sotto la tenda da sole, probabilmente sfrattati da altro edificio. Il 20 marzo liberiamo anche 1 GHEPPIO, 1 SPARVIERE, 1 POIANA e 2 CIVETTE inanellate con anello fornito dall'ISPRA da inanellatore autorizzato.

GENNAIO FEBBRAIO 2011


Una trentina gli animali finora recuperati dall'inizio dell'anno. Ci sono 7 Pipistrelli albolimbati sfrattati da una ristrutturazione e rifugiatisi sotto una tenda da sole: di questi uno, troppo magro, è morto mentre gli altri verranno liberati a primavera. Un pettirosso ed un gheppio finiti nella la colla per topi sono morti mentre un martin pescatore ed uno storno sono stati liberati. Altri animali sono invece in terapia.

storno

NOVEMBRE 2010

In questo mese un privato ha trovato e ci ha consegnato dalla zona di Limena uno sparviere ferito presso un capanno di appostamento fisso di caccia. Dalla radiografia non sono risultati pallini, ma la tipologia di frattura all'ulna, la quale è l'osso posteriore dell'avambraccio, escluderebbe un semplice urto contro un ostacolo e farebbe supporre un colpo di arma da fuoco. Stessa tipologia di frattura dell'ulna infatti è stata riscontrata anche in una poiana arrivata dal Delta del Po; essa portava conficcati due pallini, uno in profondità nel petto, l'altro all'altezza del gomito. Riportiamo foto di quest'ultima e relativa radiografia, a scanso di equivoci. Il 29 novembre è arrivato uno sparviere da Due Carrare con un pallino conficcato alla base del becco ed una lesione al gomito che farebbe pensare all'attraversamento di un pallino.

SETTEMBRE E OTTOBRE 2010: EMERGENZA BRACCONAGGIO!!!!

Sono già arrivati 4 rapaci impallinati dall'apertura della caccia: uno sparviere da Polverara, deceduto quasi subito; un gheppio da Vigonza con un pallino conficcato nel petto al momento non asportabile; un altro gheppio ferito a Ponte San Nicolò da svariati pallini che hanno provocato, tra le altre cose, la frattura del radio-ulna; un gheppio da Monselice con un pallino persino nel cranio!.


AGOSTO E SETTEMBRE 2010


Ultime grosse fatiche dell'anno. Tra agosto e settembre abbiamo liberato gli ultimi ricci, pipistrelli ed uccellini vari.
Sono arrivati due pipistrelli con fratture irrimediabili dovute a gatti: resteranno purtroppo tra gli animali irrecuperabili. E' pervenuta una femmina di riccio con i suoi 4 riccetti, intossicata da qualche sostanza ingerita con il cibo.
Abbiamo liberato alla presenza degli scout di Albignasego all'Oasi di Villa Osti una femmina anziana di gheppio e le ultime civettine, per una delle quali siamo stati particolamente lieti del risultato dal momento che una frattura ad una zampa l'avava tenuta quasi immobile fino alla completa guarigione.
Dopo una sola settimana di caccia sono arrivati 2 rapaci impallinati
: uno sparviere da Polverara, deceduto quasi subito, ed un gheppio da Vigonza con un pallino conficcato nel petto al momento non asportabile. Il gheppio, visibile a lato in foto, é al momento incapace di volare

LUGLIO 2010

Diversi rondoni sono stati liberati, gli ultimi sono ancora in crescita mentre gli adulti sono ormai partiti dalle colonie. Sono arrivati, cosa del tutto insolita, 3 piccoli rigigoli, caduti assieme al loro nido a causa dell'abbattimento di un albero  in zona Guizza a Padova; inutile dire quanto ci faccia arrabbiare la pratica del taglio degli alberi in periodo riproduttivo!
Abbiamo liberato le due lepri, da noi allevate fin da neonate, sui Colli Euganei con molta apprensione perché per loro la vita non sarà comunque facile, neanche entro i confini di un parco regionale.
Una decina di ricci sono stati a loro volta liberati mentre altri aspettano il loro momento.
In presenza di un agente di Polizia Provinciale abbiamo liberato 11 civette e 8 gheppi
da noi allevati sui Colli Euganei. Tutti i rapaci sono stati rilasciati dopo inanellamento da parte di tecnico abilitato dall'ISPRA con apposito anello nazionale che consentirà, in caso di successivo rinvenimento degli esemplari, di capirne la provenienza e gli spostamenti.
E' arrivata una piccolissima Emys orbicularis, la vera tartaruga palustre nostrana.

GIUGNO 2010


Continuano gli arrivi e le liberazioni di merli e passeriformi. Tra i nostri preferiti, come sempre, ci sono i rondoni ed i balestrucci.
Sono arrivati i pulli di civetta a vari stadi di sviluppo.
I piccoli di riccio, spesso orfani per incidenti stradali, fanno le prime prove di alimentazione autonoma dal piattino.
Diversi sono ormai i pulli di gheppio al momento in accudimento: uno proviene dalla ZIP di Padova, un altro dal centro di Abano, altri 3 dal Plebiscito segno dell'interesse di questa specie per i centri abitati.
Stanno intanto crescendo le 2 lepri che sono ormai quasi autonome.  Un giovane di picchio verde con ala fratturata é ora in cura, mentre un piccolo di picchio rosso maggiore, che si é fatto trovare sfinito nella terrazza di una signora di Ponte San Nicolò, è stato liberato.
Purtroppo sabato 12 giugno è stata rinvenuta una femmina di gheppio con l'ala devastata da una fucilata
e la testa lesa durante la caduta al suolo. Proviene da Campolongo maggiore (VE) dove qualche folle ha pensato di sbarazzarsi di questo magnifico ed utile falco. Dei testimoni raccontano di aver sentito la fucilata e di aver visto sbattere contro il muro di una casa il povero rapace che é stato poi amorevolmente raccolto e consegnatoci dai volontari dell'Associazione Europea Operatori di Polizia. Si cerca ora di risalire al colpevole dell'ignobile atto. Quello che fa più rabbia, oltre al fatto che questa specie é protetta, é che questa femmina aveva certamente i piccoli al nido e che non potrà occuparsi di loro.
Arrivano i piccoli di pipistrello
delle due specie Pipistrello di Savi e Pipistrello albolimbato, in un'età compresa tra uno o due giorni di vita e tre settimane.
Tra gli insettivori abbiamo ora in accrescimento una capinera ed un luì piccolo.
E' arrivato a fine giugno anche un barbagianni dal piumaggio rovinato dalla colla per topi in cui era finito per predare appunto un topo; nonostante la ripulitura accurata il piumaggio é talmente rovinato che occorrerà attendere la muta prima di poter liberare questo bellissimo animale.

MAGGIO 2010

Tra la fine di aprile e l'inizio di maggio abbiamo ospitato prevalentemente giovani di merlo, storno, codibugnolo ed adulti con fratture di rondine e rondone. I piccoli di storno sono già stati liberati tutti: per loro la stagione riproduttiva è già conclusa mentre per il merli continua ancora e ci troviamo con nuove nidiate da accudire.
Le due giovani lepri
(vedi foto a lato)  stanno crescendo bene e mangiano volentieri erba e tarassaco.  Sono arrivate quando avevano due o tre giorni di vita, raccolte da privati durante le operazioni di sfalcio dell'erba e consegnate al nostro veterinario, il dott.Zanin.
La loro storia inizia in maniera non favorevole perché in questo caso, nonostante la buona fede dei raccoglitori, é stato commesso l'errore di prelevarle dal loro rifugio e di sottrarle alle cure della madre che non le aveva certo abbandonate.
E' quindi per noi fonte di preoccupazione questo incontro sapendo bene, da nostre precedenti esperienze di accudimento, quanto meravigliosi siano questi animali e quante preoccupazioni accompagnino il loro reinserimento in natura!
Sono arrivati i primi piccoli di riccio
ed il primo rondone!
La nostra sezione ha una storia molto lunga alle spalle di recupero di piccoli di rondone, uccelli che per alcuni di noi restano in assoluto i più belli per via delle le loro grida che rallegrano le città, delle loro piroette nell'aria, dei loro goffi piccoli che si trasformano in splendide creature dell'aria. Quanto é gioioso il loro arrivo a primavera e quanto é triste la loro partenza a metà-fine luglio!

Proteggiamo questi adorabili insettivori, lasciamoli nidificare in pace tra le murature delle nostre case.

APRILE 2010


Nonostante i pochi mezzi di cui disponiamo la piccola casetta di accoglienza per i nidiacei, che alcuni volontari hanno acquistato e costruito a loro spese, ormai é pronta, non restano che gli ultimi ritocchi.
Comincia la stagione dei nidiacei con le preoccupazioni di sempre: quanto tempo ed energia riusciremo a dedicare a quest'attività interamente volontaria? Riusciranno le persone a venirci incontro, comprendendo le nostre reali difficoltà di mettere assieme lavoro, famiglia e tempo rimanente o saremo costretti a ricordare mille e mille volte che non possiamo contemporaneamente correre per l'intera provincia a raccogliere animali a casa delle persone, portarli dai veterinari ed accudirli in maniera appropriata?
Intanto andiamo avanti con le piccole soddisfazioni che ricambiano i nostri sacrifici. Abbiamo infatti ultimato la liberazione dei pipistrelli arrivati questo inverno con qualche perdita dovuta a malattie e a debilitazione che non siamo stati in grado di curare.
Tra i nostri ultimi rilasci c'è una femmina di Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri)
, la più piccola delle Nottole, specie in prevalenza forestale. Eccola nella foto presente nella slide a fianco ... sì, ha accumulato un po' di grasso questo inverno, ma farà a tempo a recuperare la forma ottimale procacciandosi il cibo da sola e con il parto d'inizio estate.
Domenica 11 aprile abbiamo liberato due Poiane
, da noi curate ed inanellate con anello ISPRA, presso Villa Beatrice d'Este sul Monte Gemola (Colli Euganei), con un vento ed un sole che hanno dischiuso il panorama circostante dai monti alla laguna, tra l'azzurro carico del cielo e le chiare nubi a meringa.



  MARZO 2010

Abbiamo finalmente liberato i primi 10 pipistrelli arrivati tra l'autunno del 2009 e la fine dell'inverno 2010.
Sono 9 esemplari di Pipistrellus kuhlii (Pipistrello albolimbato) ed uno di Hypsugo savii (Pipistrello di Savi), due specie tipiche delle nostre città. Gli arrivi invernali dei pipistrelli hanno varie cause: individui giovani senza adeguate riserve di grasso, soggetti ammalati o debilitati possono muoversi in pieno inverno alla ricerca, forse, di cibo o di luoghi di svernamento più adatti per poi rimanere sorpresi dal freddo e non essere più in grado di tornare ad un rifugio protetto dalle intemperie. Il disturbo ai siti di svernamento può fare consumare energie metaboliche a pipistrelli che, nel tentativo di scappare lontano dal pericolo, sono costretti ad un brusco aumento della temperatura corporea ed a consumare il prezioso grasso invernale.



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