Menu principale:
MIGRAZIONE RIPRODUTTIVA DEI ROSPI
Che cos'é?
Il rospo comune è un anfibio che a dispetto del nome è sempre più raro nella nostra pianura e che persiste con popolazioni più consistenti entro i confini del Parco Colli Euganei. Ogni anno, verso la fine dell'inverno e compatibilmente con le temperature e la piovosità, i rospi adulti si spostano dai luoghi di svernamento in collina, in mezzo ai boschi, per scendere a riprodursi e deporre le uova entro stagni e corsi d'acqua a bassa corrente posizionati ai piedi delle colline. A riproduzione ultimata i rospi lentamente ritornano negli ambienti umidi boschivi dove vivranno il resto dell'anno. Per raggiungere queste zone incontrano svariati ostacoli tra cui costruzioni antropiche, recinzioni e soprattutto strade sulle quali viene uccisa dalle autovetture una consistente parte della popolazione ogni anno. Altri ulteriori problemi che questi animali affrontano per sopravvivere e riprodursi l'inquinamento, la manutenzione delle zone d'acqua nei tempi e nei modi sbagliati, la presenza di pesci che mangiano le loro uova nei laghetti di pesca usati per la riproduzione o negli altri ambiti da loro scelti.
I rospi comuni sono poi anfibi estremamente fedeli ai loro siti di riproduzione per cui immaginare di spostarli in buona fede per salvarli dai pericoli comporta l'impossibilità per i riproduttori di riconoscere il nuovo ambiente, la dispersione e quindi la probabile morte conseguente allo sbaglio di "rotta". Ecco perché è indispensabile cercare di farli sopravvivere nel loro habitat originario.
Perché servono i volontari?
Visto che durante la migrazione molti individui vengono uccisi dalle automobili in transito lungo le strade di attraversamento diventa essenziale cercare in ogni modo di rimuovere i rospi dalle strade o dalle zone adiacenti per evitarne l'impatto. Alcuni siti storici infatti hanno visto estinguersi o quasi le loro popolazioni a causa proprio della falcidie dei riproduttori sulle strade.
In passato nel Parco Colli Euganei alcune associazioni, tra cui la nostra, hanno chiesto ed ottenuto la predisposizione di sottopassi appositi e di retine provvisorie da riposizionare ogni anno che dovrebbero convogliare i rospi nei sottopassi e fare loro attraversare in sicurezza le strade. Ci sono però alcuni evidenti limiti al sistema delle retine e sottopassi: a Valsanzibio per esempio i sottopassi sono di sezione troppo ridotta e non vengono usati dagli anfibi anche perché su un lato della strada, probabilmente perché in zona sottoposta a vincolo architettonico, le retine non vengono posizionate e quindi i rospi si spostano sul manto stradale, vengono in parte uccisi dalle auto, ed incontrano sul lato opposto un muretto e le retine che ostacolano il raggiungimento dello stagno.
Ovunque ci siano le colonie quindi é indispensabile la vigilanza e l'intervento di volontari che facilitino lo spostamento degli esemplari e con la loro presenza invoglino le auto a rallentare. Le retine riducono moltissimo le uccisioni sulle strade ma richiedono che qualcuno sposti i rospi quando i sottopassi sono troppo lontani da raggiungere o, come a Valsanzibio, non ben congegnati.
news: SALVATAGGIO ROSPI 2011 
aggiornamento 10/2/2011
Stiamo organizzando i gruppi di volontari salvarospi nel Parco Colli Euganei. Se siete interessati a collaborare scriveteci a padova@lipu.it.
13/2/2011: ore 19.00 -
il Parco Colli ha posizionato le retine salva-
17/2/2011: ore 20.15 -
tutte le retine sono posizionate. Raccolti e spostati dalla strada in poche ore 111 rospi e qualche rana di lataste. Il flusso è molto intenso a Valsanzibio, meno tra Torreglia e Montegrotto. Ci aiuta una socia di Battaglia terme che conosce già la migrazione dei rospi, Marina Barzon.
18/2/2011: ore 20.30 -
19/2/2011: ore 20.50 -
Nei giorni successivi le volontarie dell'ENPA hanno osservato pochissimi rospi in transito perché le temperature serali sono scese sotto i 4 °C con temperature notturne sempre sotto lo 0°C.
Abbiamo perlustrato di giorno le altre zone di attraversamento presso Valle S.Giorgio e Baone: nel primo sito, in cui sono presenti sottopassi e retine, non abbiamo rinvenuto rospi morti sul manto stradale, mentre nel secondo, senza alcun intervento, c'erano solo alcuni cadaveri segno di un probabile esaurimento del gruppo dei riproduttori (stessa cosa degli anni scorsi)
Abbiamo trovato le ovature dei rospi anche presso lo stagnetto di Cinto.
Giorni seguenti: durante le serate successive il clima non è stato sempre favorevole agli spostamenti dei rospi per via del forte vento e del freddo. Anche nelle serate più miti il flusso appare diradato ed abbiamo osservato già rospi in ritorno, maschi e femmine autonomi che abbiamo provveduto a spostare in direzione monte.
metà marzo: le abbondanti piogge e le temperature serali sopra i 12 gradi hanno creato una situazione di emergenza nella zona di attraversamento di Valsanzibio, emergenza che abbiamo tentato di arginare con una presenza quasi giornaliera. I cadaveri davanti a Villa Barbarigo erano decine e decine e noi siamo riusciti a mettere in salvo nelle sole serate del 14 e del 16 almeno 250 rospi, molti dei quali intenti a ritornare verso il bosco.
Tante sono le insidie che questi animali incontrano: oltre alla morte per schiacciamento da parte delle auto abbiamo notato che i rovi intricati che crescono lungo i fossi sono un ostacolo talvolta fatale (come per una femmina di rospo rimasta incastrata tra le spine); trote iridee, carpe e pesci rossi liberati da scriteriati presso il laghetto del Venda sono una nuova minaccia alla schiusa delle uova ed allo sviluppo dei girini. Non c'è mai pace!
2010 monitoraggio ROSPI
ecco il resoconto delle serate salvarospi a cui hanno partecipato la LIPU di Padova ed altri volontari
. Clicca sull'immagine per leggerlo