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IL TRASFERIMENTO DI ANIMALI SELVATICI PER RIDURRE I CONFLITTI CON L'UOMO E' UNA PRATICA EFFICACE?
Quando specie selvatiche, soprattutto se protette, originano problemi di convivenza con l'uomo perché in sovrannumero o in conflitto con attività produttive o pericolose per la pubblica sicurezza o comunque troppo presenti nelle aree urbane, tra le soluzioni possibili c'è quella della cattura e trasferimento di alcuni esemplari della specie "fastidiosa".
Questa pratica può essere un'alternativa efficace agli interventi di soppressione nel caso in cui, appunto, la specie da controllare sia protetta o particolarmente protetta, quindi non cacciabile, o con abbondanze numeriche tali da non richiedere interventi diffusi ma atti a limitare situazioni puntuali di conflitto.
PERCHE' TANTO INTERESSE PER QUESTO ARGOMENTO?
L'interesse per l'argomento da parte della nostra sezione nasce da un evento contingente: la delibera del 21/04/2011 della Giunta provinciale di Padova che autorizza la cattura e lo spostamento in un generico <<ambiente idoneo>> di esemplari di Tasso (Meles meles) rinvenuti in tane entro gli argini fluviali in grado di determinare un <<immediato rischio idraulico direttamente collegabile alla presenza di tane di (volpi o) tassi>>
La rimozione prevista nella delibera non tiene conto della stagionalità e deve essere fatta presso la tana <<mediante la cattura degli individui in essa presenti con trappole a cassetta controllate almeno due volte al giorno e successivo e immediato trasferimento dei capi catturati, senza fasi di captivazione in siti lontani da quello di cattura e provviste di un ambiente idoneo all'ecosistema del mustelide. Durante il trasporto si dovranno utilizzate contenitori chiusi che impediscano la vista verso l'esterno pur essendo provvisti di aperture per l'areazione>>.
PERCHE' NON RIUSCIAMO A STARE TRANQUILLI?
Su richiesta del Genio Civile e dei Consorzi di Bonifica i coadiutori ( solitamente cacciatori "disoccupati" ) coordinati dalla Polizia Provinciale di Padova dovranno intervenire per riconoscere senza ogni dubbio le tane di volpe da quelle di tasso, per accoppare le prime infilandoci dentro i cani da tana che dilanieranno indistintamente piccoli ed adulti e catturare i secondi per trasferirli, aspettando il loro autonomo trappolaggio nelle apposite gabbie.
Noi che siamo puntigliosi ci chiediamo:
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Ed allora... IL TRASFERIMENTO DI ANIMALI SELVATICI PUO' RISOLVERE I CONFLITTI?
Premesso che non siamo per principio contrari al trasferimento ( traslocation) di animali in caso di necessità, soprattutto se questo può salvare loro la vita, rimangono comunque dei problemi che vanno considerati accuratamente durante la programmazione di questi interventi da parte delle amministrazioni che purtroppo viaggiano sempre più sui binari del perseguimento di interessi propri piuttosto che sui più tortuosi della salvaguardia della biodiversità e della riduzione (e non esasperazione) dei conflitti uomo-
DATI SCIENTIFICI ALLA MANO
Per essere credibili servono dati scientifici alla mano, studi, monitoraggi che dimostrino appunto l'efficacia o meno di un dato provvedimento.
Tra i vari studi disponibili sull'argomento abbiamo utilizzato quello della
QUALI SON LE VARIABILI DA CONSIDERARE?
le motivazioni. Perchè lo si fa?
l'analisi costo-
il trasferimento riduce i conflitti nel lungo termine?
la specie da trasferire
il comportamento nel nuovo ambiente. Ci saranno nuovi conflitti?
lo stress fisico che le operazioni di trasferimento possono comportare
il tasso di sopravvivenza dei rilasciati
la potenziale diffusione di malattie
l'interazione con conspecifici presenti nel nuovo ambiente
l'impatto sulle catene alimentari di quell'ecosistema
ALCUNE RISPOSTE
<<Before considering translocation of problem animals, wildlife agencies and the general public should be aware of the following crucial elements: (1) unless supportive, and often expensive, measures can be adopted, translocations are likely to cause stress and increase mortality in many species; (2) translocations have the potential to spread diseases and pathogens; and (3) the cost of a translocation program is likely to be high and might require sustained funding to prevent the reoccurrence of the problem.>>(Can translocations be used to mitigate human–wildlife conflicts? Giovanna Massei, Roger J. Quy, Joanne Gurney and Dave P. Cowan Wildlife Research, 2010, 37, 428–439)
Traduzione: Prima di esaminare la traslocazione di animali, le agenzie di fauna selvatica e il pubblico in generale dovrebbero essere a conoscenza degli elementi cruciali: (1) a meno che non possano essere adottate misure di sostegno, spesso costose, le traslocazioni possono causare stress e aumento della mortalità di molte specie; (2) le traslocazioni hanno la potenzialità di diffondere malattie ed agenti patogeni, e (3) il costo di un programma di traslocazione è probabile che sia elevato e potrebbe richiedere un finanziamento prolungato per evitare il ripetersi del problema.
Si è visto inoltre che:
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Per evitare la diffusione di patogeni portati dagli animali trasferiti nelle nuove aree occorrono analisi pre-
Il PREAMBIENTAMENTO in molte specie riduce la dispersione post-
LE NOSTRE EVIDENZE
Perché il trasferimento abbia un senso deve essere condotto esclusivamente da personale specializzato ( tecnici faunisti, veterinari e persolane superpartes), avere validissimi fondamenti, non essere fatto durante il periodo di maggior impatto come la stagione invernale o il periodo riproduttivo ( vedi caso del tasso con la delibera 2011) e deve prevedere monitoraggi post-
Nel caso del tasso vorremmo conoscere l'ubicazione delle tane, visionare il materiale fotografico che le renda riconoscibili, leggere l'autorizzazione di un veterinario che attesti lo stato di salute dell'animale, sapere le caratteristiche del sito di rilascio.
Se tutte queste cose non sono previste, ogni trasferimento è pratica arbitraria, invasiva e senza validità scientifica.