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BIODIVERSITA' URBANA: I CORSI D'ACQUA
Si tratta senza dubbio di un tassello fondamentale nella composizione del mosaico biologico, e questo tanto che si parli specificatamente di città, quanto di territori più o meno antropizzati in genere. I corsi d'acqua infatti assolvono a diverse vitali funzioni: oltre che costituire uno specifico tipo di habitat con le sue peculiarità di flora e di fauna, essi ospitano lungo le rive macchie arbustive o boscate che a loro volta ospitano una complessa catena biologica, consolidano le sponde, riducono il carico di inquinanti ed infine svolgono la fondamentale funzione di vera e propria autostrada della vita selvatica, che permette l'interconnessione dei vari frammenti di naturalità dispersi nel deserto asfaltato dall'uomo. E' chiaro che la qualità delle acque e la ricchezza delle zone riparie determineranno la capacità di fiumi e canali di assolvere a queste svariate funzioni.
Padova ormai ha dimenticato le sue origini di città d'acque, ha perseguito uno sviluppo industriale caotico ed un trasporto "gommato" ricoprendo i suoi rii, riversando gli scarichi fognari nei suoi fiumi e cancellando i suoi porti. Nonostante questo l'acqua ancora intesse capillarmente la città e la natura ha riconquistato piccoli spicchi laddove meno insistente è stata l'attività speculativa e laddove si è provveduto ad eliminare le fonti di inquinamento.
Alle volte basta persino un cantiere abbandonato con delle semplici pozze di ristagno dell'acqua piovana per tornare a sentire cori di Raganelle e Rospi smeraldini: una rivincita della natura o l'ultimo disperato canto del cigno?