Corso di birdwatching: resoconto delle uscite del 9 e 16 maggio

Avvicinarsi al birdwatching significa imparare a osservare la natura con uno sguardo più attento e consapevole, capace di riconoscere habitat, cogliere segnali spesso impercettibili e interpretare comportamenti che rivelano la presenza degli uccelli anche quando non sono immediatamente visibili. È con questo spirito che Lipu – Delegazione di Padova, insieme al Gruppo Universitario Lataste, ha organizzato il corso di birdwatching 2026: un percorso introduttivo strutturato in due lezioni teoriche e due uscite sul campo, pensato per accompagnare i partecipanti alla scoperta dell'avifauna e degli habitat. Le uscite hanno rappresentato il cuore del corso, offrendo l'opportunità di mettere in pratica quanto appreso e di confrontarsi direttamente con una varietà di contesti naturalistici di grande valore.

Sabato 9 maggio il gruppo ha raggiunto prima l’area del lago di Doberdò, un esempio di lago carsico alimentato esclusivamente dalle piogge dove si trova un rigoglioso bosco igrofilo, cioè ricco d’acqua. Questo contesto ha consentito di approfondire il legame tra struttura dell'habitat e presenza delle specie, osservando come gli uccelli si distribuiscono in relazione alle diverse caratteristiche ambientali. Nel pomeriggio l'escursione è proseguita presso l'Isola della Cona, all'interno della Riserva Naturale Foce dell'Isonzo, uno dei siti più rinomati in Italia per il birdwatching, grazie a un mosaico di habitat che comprende lagune, specchi d’acqua dolce, canneti e prati umidi. Questa ricchezza ambientale favorisce la presenza di numerose specie di avifauna, in particolare durante il periodo migratorio, e rende l’area un luogo ideale per l’osservazione e l’apprendimento sul campo. Sentieri attrezzati, capanni di osservazione e ampi spazi naturali permettono di vivere un’esperienza immersiva, particolarmente adatta anche a chi si avvicina per la prima volta al birdwatching.

La seconda uscita, sabato 16 maggio, ha portato i partecipanti in altri ambienti di grande valore naturalistico, questa volta nel pordenonese. La mattinata è iniziata presso il biotopo dei magredi di San Quirino, successivamente il gruppo si è spostato nei magredi del Cellina e nella prateria del Dandolo, paesaggi aperti e aridi tra i più caratteristici del Friuli occidentale. I magredi sono ambienti ghiaiosi di origine alluvionale, poveri di sostanza organica e fortemente drenanti, che ospitano una vegetazione bassa e specializzata, capace di resistere a condizioni di estrema magrezza del suolo e di forte esposizione. Proprio per queste caratteristiche rappresentano un habitat unico nel panorama italiano, inserito nella rete Natura 2000 e un luogo di particolare interesse per il birdwatching, grazie alla presenza di specie adattate agli spazi aperti e agli ambienti steppici. Osservare l'avifauna in questo contesto ha significato cogliere in modo diretto come le condizioni ambientali influenzano la distribuzione e il comportamento delle specie tipiche degli ambienti aperti e steppici.

Il corso ha rappresentato un’occasione preziosa per apprendere sul campo, condividere esperienze e affinare lo sguardo naturalistico, confermando quanto il birdwatching possa essere uno strumento efficace di conoscenza e avvicinamento alla biodiversità.

Di seguito il link alla lista delle specie avvistate durante le due uscite:

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Pubblicato martedì 2 giugno 2026